Capitolo LXIV: La Lunga Veglia
"The stone does not forget."
-- Dalla dedica di Barin Stonhammer ad Albert Matthisson
Il Consenso del Corvo
Ser Igor non concesse il proprio aiuto. Concesse qualcosa di piu' utile e piu' difficile da dimostrare: l'assenza della propria opposizione.
Si fermo' davanti alle celle degli ospiti con il nero dell'Ordine addosso e la stanchezza di Essen negli occhi. Dietro di lui, l'abbazia del Sacro Aethelbert respirava come un animale di pietra. Ogni corridoio restituiva passi che nessuno ricordava di avere fatto.
Marcus gli mostro' la pianta senza aprirla del tutto.
"L'ingresso alle catacombe."
Igor indico' il transetto opposto della navata.
"Le porte vengono chiuse a mezzanotte. Fino ad allora il tempio resta presidiato."
"E dopo?" chiese Leonardo.
"Dopo, chi viene trovato dove non dovrebbe essere risponde delle proprie scelte."
Oronzo sorrise. "Questo vale in quasi tutte le citta' che meritano una visita."
Igor non ricambio' il sorriso. Non avrebbe fatto il palo, non avrebbe aperto porte e non avrebbe accompagnato i Martelli sotto l'abbazia. Ma quando Oronzo gli domando' se avrebbe preferito ignorare cio' che poteva ferire le creature della notte, il cavaliere si prese un lungo istante prima di rispondere.
"Tutto quello che serve per portare dolore e scompiglio alle creature della notte non puo' che avere la mia approvazione."
"Noi tileani sappiamo mantenere un segreto," disse Oronzo. "E ricordarci degli amici."
Igor li riaccompagno' alle celle. Il gesto poteva sembrare prudenza, cortesia o un alibi costruito con anticipo. Marcus decise che poteva essere tutte e tre le cose.
Attesero.
A mezzanotte l'abbazia cambio' suono. Le voci dei novizi scomparvero, i chiavistelli si chiusero uno dopo l'altro e il vento prese possesso delle finestre alte. Leonardo raccolse le proprie carte. Marcus controllo' la pistola. Anna Barinson strinse il martello a due mani e Oronzo si assicuro' che la Spada di San Toswick uscisse dal fodero senza rumore.
Lasciarono le celle in quattro.
Derryl non era con loro. In un'impresa che prevedeva porte antiche, iscrizioni naniche e la possibilita' di far crollare un edificio, la sua assenza aveva la precisione di una maledizione.
La porta della navata oppose una resistenza breve e dignitosa. Oronzo la convinse con gli argomenti sottili del proprio mestiere. Oltre il battente, il pavimento di marmo nero tratteneva la luce come acqua profonda. L'altare d'ossidiana sembrava una fenditura verticale nella notte.
Oronzo chino' appena il capo verso il simbolo di Morr.
"Siamo qui per fare il vostro volere."
Marcus lo guardo'. "Hai ricevuto istruzioni piu' precise delle nostre?"
"No. Ma con gli dei conviene presentare la relazione prima dell'indagine."
Attraversarono la navata. Le porte sul lato opposto conducevano a un corridoio e poi a un pesante battente di ferro rinforzato da legno scuro. Oltre si apriva una scala a chiocciola abbastanza ampia da permettere a due uomini di scendere affiancati. Una rampa saliva verso una destinazione che la pianta non chiariva. L'altra sprofondava nell'abbazia.
La Spada di San Toswick diffuse un chiarore pallido lungo i gradini. Non tremo', non gelo' la mano di Oronzo e non segnalo' non-morti. Leonardo evoco' piccole luci fluttuanti, che presero a seguirli come pensieri incapaci di abbandonare il proprio autore.
Da qualche parte nel corridoio arrivarono passi.
Richiusero il battente e scesero.
"Se gli dei traggono forza dalla fede dei mortali," sussurro' Leonardo, "allora una chiesa vuota a mezzanotte e' un interessante esperimento teologico."
"Una chiesa vuota con noi dentro non e' vuota," disse Marcus.
"Questo invalida l'esperimento."
Oronzo si volto' sul gradino. "Se abbiamo finito le disquisizioni teologiche, possiamo continuare a commettere il sacrilegio in silenzio?"
In fondo alla scala trovarono una mezza arcata rischiarata da una torcia. Seguiva un ambiente rettangolare, una porta laterale, una sala oblunga piu' luminosa e un'altra scalinata diretta verso il basso. Gli scalini d'ossidiana erano umidi e scivolosi.
Marcus apri' la strada. I suoi occhi si adattavano all'oscurita' meglio di quelli degli altri, un vantaggio che accettava senza discutere l'origine di tutte le cose accadutegli.
Leonardo confronto' muri e passaggi con la pianta.
"Il solarium dovrebbe trovarsi a sinistra. Lo Scriptorium del Vigilante a destra. La scala davanti a noi porta alle catacombe."
"Dovrebbe?" chiese Anna.
"L'architettura e' una scienza esatta praticata da muratori che non lo sono."
Il solarium sotterraneo riceveva luce dall'alto attraverso condotti scavati nella pietra. I sacerdoti vi coltivavano piante rituali, forse le rose nere che crescevano nei giardini di Morr. Lo Scriptorium custodiva testi piu' antichi della prudenza di chi li sorvegliava.
Entrambi potevano aspettare.
Oronzo ascolto' oltre l'arcata e fece un cenno.
"La strada davanti e' libera."
La compagnia scese verso i morti.
La Pietra Non Dimentica
La prima sala funeraria era rettangolare, scavata nella roccia viva. Il pavimento a lastre si era aperto in crepe sottili; nicchie e sarcofagi occupavano le pareti, circondati dai resti di candele consumate molti anni prima.
La polvere aveva concesso a tutti la stessa dignita'.
Leonardo avvicino' una luce alle iscrizioni. Padre Varus. Fratello Olgam. Sacerdoti e accoliti di Morr, sepolti in un ordine quasi cronologico. Le date leggibili andavano dal 1979 al 2051, poi cessavano presso una porta piu' grande, fiancheggiata da speroni di pietra.
"Matthisson non e' qui," disse Anna.
"Un cacciatore di streghe sigmarita fra i sacerdoti di Morr sarebbe stato insolito," rispose Leonardo. "Anche da morto."
Oronzo passo' un dito senza toccare una delle lapidi. "Le tombe sono in ordine. Se il nome che cerchiamo manca, o e' piu' avanti o qualcuno ha speso molto per nasconderlo."
Una porta piu' piccola recava un corvo d'argento dipinto sopra l'architrave. Dietro di essa, un breve corridoio sfociava in una camera circolare. Le nicchie erano piu' rifinite, i sepolcri segnati da corvi lavorati e cartigli. Canali stretti conducevano acqua lungo le pareti e verso il centro. Una luce fioca cadeva dall'alto, prolungamento del solarium, e accendeva riflessi azzurri sulla pietra.

Al centro sorgeva un sarcofago decorato con una cometa e un martello. Sul coperchio, l'altorilievo stilizzato di un guerriero in armatura teneva le mani raccolte sopra la propria arma.
Leonardo lesse il nome.
"Albert Matthisson."
Anna rimase immobile. Non era il morto che l'aveva condotta fin li', ma la mano che lo aveva affidato alla pietra.
Sul fianco del sarcofago correva una lunga dedica. Le parole erano state incise con una profondita' che non apparteneva all'ornamento. Barin Stonhammer aveva scritto per un uomo che non avrebbe potuto rispondergli.
Dedica ad Albert Matthisson
'Here rests Matthisson, a hound of the Empire, a brother forged in fire and faith.
You hunted the shadows so the rest of us could walk in the light. The pyre is cold now,
and the silver is tarnished, but the stone does not forget. I carved this vault deep so
the restless dead would know the name of the man who never feared them. Sleep well, old
friend. The long watch is mine now.'-- Barin
Anna porto' due dita alla bocca. Una lacrima le scese lungo la guancia prima che potesse decidere se concederla agli altri.
"Erano davvero amici," disse Leonardo.
"La mia famiglia raccontava che Barin parti' di nuovo quando era ormai vecchio," disse Anna. "Doveva concludere qualcosa che aveva lasciato in sospeso. Non torno'. Nella cappella abbiamo una tomba vuota."
Marcus rilesse l'ultima frase della dedica.
"La lunga veglia e' mia. Se Barin aveva un altro segreto, potrebbe averlo lasciato qui, insieme alla veglia."
Leonardo poso' le mani sui bordi del coperchio.
"Dobbiamo verificare."
Anna si interpose fra lui e il sarcofago. "Non apriremo una tomba perche' un morto ha scritto una frase suggestiva."
"Padre Hieronymus nascose informazioni decisive. Barin e Matthisson inseguivano la stessa storia. Non propongo un saccheggio; propongo un esame."
"Un esame che comincia sollevando il coperchio di un cadavere," disse Marcus.
"La metodologia e' talvolta ingrata."
Oronzo aggiro' il sarcofago. "Prima di aprire qualcosa che Anna puo' usare per seppellirci, guardiamo l'esterno."
Fu lui a notare che la lastra dell'epitaffio non apparteneva al blocco principale. Era un inserto, collocato con tale precisione da sembrare parte della parete. Le lame offrirono leva dove le dita non potevano. La pietra si mosse senza che il coperchio venisse toccato.
Dietro la lastra apparvero iscrizioni di mani e lingue diverse. Alcune righe erano in Khazalid, altre in Reikspiel. Simboli grezzi formavano un semicerchio. Sotto l'ultimo avvertimento, qualcuno aveva inciso un martello.
La prima nota attribuibile a Barin non lasciava spazio al conforto.
Nota lasciata nella pietra
I have destroyed the final fragment. It cannot be allowed to fall into the hands of
the Emperor. Beware the outcome should the mortal lords of Altdorf seek to wield such
blasphemies for their own vanity. I leave what remains of the journal here with you,
sealed in the dark.
Marcus lesse due volte il riferimento all'Imperatore.
"Nascondere ad Altdorf un'arma capace di porre fine alla guerra puo' essere tradimento."
"Oppure prudenza," disse Leonardo. "Dipende dall'arma. E da chi decide di usarla."
Sotto la nota, il frammento tradotto del Scroll of the Shifting Sands descriveva un rito che non prometteva la distruzione del non-morto, ma la restituzione della sua mortalita'.
Frammento tradotto: The Scroll of the Shifting Sands
'The tether of the eternal thirst is not broken by the wooden stake, nor cleansed by
the righteous flame. To unmake the immortal flesh and breathe life back into the
stagnant heart, three sacred tributes must be gathered: the blood of a virgin turned
vampire in the recent moonlight, the mortal blood of a loved one, and the true tears of
an undead. Pouring these offerings beneath the eclipse of the dark moon, will shatter
the binding of the Great Necromancer. Speak the Incantation of Usirian's Pity over the
original mortal bones, and the cursed, undying beast shall become a living man once
more.'
Tre tributi. Il sangue di una vergine trasformata di recente. Il sangue mortale di una persona amata. Le vere lacrime di un non-morto. Un'eclissi della luna nera. Le ossa originarie del mortale e l'Incantazione della Pieta' di Usirian.
Tutte cose che il mondo distribuiva con parsimonia, tranne il sangue.
"Non uccide il vampiro," disse Anna. "Gli restituisce la vita."
"Se la traduzione e' corretta," rispose Marcus.
Leonardo indico' l'ultima riga, scritta in un Reikspiel meno elegante del resto.
Avvertimento finale
this can be reverted, beware the man who want to became an undead creature.
La grammatica era corrotta. Il significato non lo era abbastanza.
"Il procedimento puo' essere invertito," disse Leonardo. "Temete l'uomo che vuole diventare una creatura non-morta."
Oronzo osservo' il martello inciso sotto le parole. "Uno che vuole diventare vampiro senza farsi mettere il guinzaglio da un altro vampiro."
"E' un'ipotesi," disse Marcus.
"E' un'ipotesi orribile," replico' Leonardo. "Questo la rende degna di attenzione."
Il rito poteva spezzare una schiavitu' o costruirne una nuova. Poteva restituire il battito a un mostro pentito oppure offrire l'eternita' a un signore mortale abbastanza vano da ritenersene degno. Barin aveva distrutto il frammento finale e lasciato il resto al buio.
Marcus guardo' le parole, poi il sarcofago ancora chiuso.
"Non abbiamo trovato un'arma. Abbiamo trovato una scelta che nessuno dovrebbe fare da solo."
"Forse era questo il dilemma di Barin e Matthisson," disse Leonardo.
Oronzo rimise a posto gli strumenti. "E l'abbiamo trovato senza aprire la tomba. Vorrei che questo dettaglio venisse ricordato al processo."
Il primo pipistrello cadde dal lucernario come un pezzo di notte.
Poi ne arrivarono cento.
Il Cavaliere dei Pipistrelli
Lo stormo investi' la camera funeraria. Ali, artigli e corpi neri cancellarono per un istante la luce dall'alto. I quattro furono gettati a terra. I pipistrelli si raccolsero sul sarcofago di Matthisson, si serrarono gli uni agli altri e presero la forma di un uomo in armatura.
Sotto l'elmo scuro comparve il volto di Ser Frank Starenberg.
La Spada di San Toswick esplose di luce nella mano di Oronzo.
Leonardo riconobbe Frank senza esitazione. Marcus impiego' un respiro in piu'. Oronzo lo studio' con la diffidenza di chi ricordava un uomo e vedeva il debito lasciato dal suo cadavere.
"Frank," disse. "Hai cambiato uccello?"
Il cavaliere sorrise. Non c'era calore, ne' fame evidente. Peggio: c'era coscienza.
"Siete sempre stati troppo curiosi. Siete dovuti venire fin qui. Ma siete stati comunque utili per il mio signore."
Marcus sollevo' la pistola. "Il nome del tuo signore."
"Nessuno puo' resistere al suo potere. Nessuna volonta' che non si pieghi."
"Konrad Kurz ha resistito?" chiese Leonardo.
La bocca di Frank si contrasse.
"Il mio esimio collega? Lo sto cercando. Si sara' nascosto, quel ratto. Fugge dal proprio destino."
Non disse chi lo avesse trasformato. Non disse quando. Non disse se la propria fedelta' fosse stata ottenuta con la forza o accolta come una liberazione.
Oronzo fece un passo avanti. "Ora che ti abbiamo trovato, vuoi tornare con noi? Abbiamo una lista di cose da fare e tu eri sulla lista."
Frank sollevo' una mano.
Tre figure emersero dalle nicchie laterali. Erano macilente, vestite e armate in una foggia orientale, con volti nei quali la morte aveva lasciato abbastanza umanita' da rendere l'insieme offensivo. Non parlavano. Emettevano versi bassi, quasi animali.
Frank si disfece in pipistrelli e risali' verso il lucernario.
Anna ricevette il primo assalto con il martello. Il colpo del non-morto scivolo' sull'armatura; lei lo tenne impegnato, costringendolo a guardare una nana quando avrebbe preferito guardare la carne.
Oronzo intercetto' il secondo. La Spada di San Toswick gli attraverso' il cranio con un colpo secco. La creatura emise un lamento lungo, troppo pieno di fame per essere umano, poi si accascio' in una massa putrida.
Marcus affronto' il terzo con la spada di Elassir. Il non-morto era rapido ma non lucido. Combatteva come un animale al quale qualcuno avesse insegnato a ricordare un'arma.
Leonardo rimase dietro la linea degli altri, facendo cio' che gli riusciva meglio in una battaglia: osservare troppo, protestare interiormente e cercare il punto nel quale una catastrofe poteva ancora essere trasformata in una diagnosi.
Anna devio' un altro colpo. Oronzo comparve sul fianco del suo avversario e lo taglio' in due prima che potesse voltarsi.
Marcus smembro' l'ultimo servitore. Quando cadde, anche quel corpo perse forma e consistenza, collassando fra le lastre come carne dimenticata per anni in una cripta umida.
Dal lucernario arrivo' la voce di Frank.
"Vi seppelliro' qui!"
La volta rispose con un boato.
Pietre e calce precipitarono nella camera. Marcus trascino' Leonardo verso la parete. Anna si getto' contro una nicchia. Oronzo fu raggiunto alla schiena e cadde su un ginocchio, senza lasciare la spada.
Il blocco piu' grande colpi' il sarcofago centrale.
La parte superiore della tomba si spezzo'. Il coperchio cedette e le spoglie mummificate di Matthisson vennero schiacciate sotto la pietra che Barin aveva pagato per proteggerle. La lunga veglia fini' in una nube di polvere.
Quando il rumore cesso', fra ossa, tela e frammenti di roccia rimase una spada. La lama portava iscrizioni in Khazalid; una runa occupava l'elsa. Leonardo ne percepi' la natura magica prima ancora di avvicinarsi.
"L'Impero e' assediato dai vampiri," disse, "e noi continuiamo a seppellire armi magiche."
Anna si mise fra lui e la tomba distrutta.
"Quella spada appartiene a Matthisson."
Oronzo si rialzo' con fatica. La schiena gli bruciava, ma la sua voce non tremo'.
"Riposi in pace. Lasciamola li'."
Marcus guardo' la lama, poi i resti dell'uomo che l'aveva portata.
"I limiti che scegliamo per combattere il male sono la sola differenza fra noi e i nostri nemici."
Leonardo non era convinto. Ma non tocco' la spada.
Voci e passi risuonarono nel corridoio. Questa volta non c'era una porta da richiudere e nessuna teologia capace di spiegare la scena.
L'Uomo che Disse Ugo
Tre uomini armati entrarono nella camera funeraria. Ser Igor era con loro.
Vide i resti dei servitori, il sarcofago infranto e i Martelli coperti di polvere. Il suo volto si fece prima pallido e poi furioso.
"Arrendetevi, in nome dell'Ordine del Corvo d'Argento."
Oronzo sollevo' lentamente le mani. "Vorrei mettere a verbale che il morto ha iniziato."
Spiegarono Frank, i pipistrelli, il padrone ignoto e la fuga di Konrad. Igor impreco' nella lingua del luogo. Non basto' a liberarli.
Le armi furono requisite e portate nell'armeria. I quattro vennero chiusi in una baracca del campo d'addestramento, sotto sorveglianza. Nessuno li accuso' formalmente di avere evocato i non-morti. Nessuno escluse di farlo all'alba.
Passarono alcune ore. Il buio nella baracca non era quello delle catacombe: aveva fessure, spifferi e il rumore degli uomini di guardia. Proprio per questo risultava meno onesto.
Una sagoma in abiti da miliziano si avvicino'. Il volto rimase nascosto dal buio.
"Mi chiamo Ugo. Ser Igor mi ha chiesto di aiutarvi."
Marcus non si mosse. "In che modo?"
"Preparate i cavalli. Vi faccio uscire prima del processo."
La proposta avrebbe avuto un fascino maggiore se le armi non fossero state chiuse nell'armeria dell'abbazia.
"Prima recuperiamo il nostro equipaggiamento," disse Oronzo.
"L'armeria e' sorvegliata. Se proviamo a entrarci, vi uccideranno sul posto. Ser Igor lo recuperera' piu' tardi."
Ugo aggiunse che Althea voleva condannarli e che la badessa era coinvolta in cio' che era accaduto nelle catacombe. Parole accuratamente scelte: abbastanza plausibili da creare paura, troppo vaghe per essere controllate.
Marcus gli rivolse domande alle quali un emissario di Igor avrebbe dovuto saper rispondere. L'uomo non si tradi' in modo evidente. Non si dimostro' neppure innocente.
Anna guardo' Oronzo. "Se fuggiamo, diventiamo colpevoli di tutto."
"Se fuggiamo senza armi," disse Oronzo, "diventiamo colpevoli e facili da catturare. E' una combinazione che non mi interessa."
Leonardo annui'. "Affronteremo il processo."
Ugo rimase in silenzio per un istante. Poi si allontano' fra le ombre del campo.
Il gruppo non sapeva se avesse appena rifiutato un salvataggio, una trappola o l'occasione di scoprire chi si muoveva dentro l'abbazia. Marcus considero' la terza possibilita' la peggiore, perche' non si sarebbe presentata una seconda volta con lo stesso nome.
All'alba vennero a prenderli.
Le Orecchie dell'Abbazia
La navata che avevano attraversato nel buio era piena di testimoni.
I Martelli furono condotti davanti al pulpito e costretti a inginocchiarsi. Cavalieri del Corvo, sacerdoti e miliziani occupavano i lati della sala. L'altare d'ossidiana raccoglieva la luce del mattino senza restituirne alcuna.
Padre Leopold Voss li attendeva libero, sconvolto e ancora incapace di decidere se fosse piu' grave la loro disobbedienza o il fatto di non essere stato invitato.
Althea si sporse dal pulpito. Il velo funebre incorniciava un volto scavato dall'eta' e dall'abitudine al giudizio.
"Siete penetrati con l'inganno nelle catacombe. Avete profanato un luogo consacrato e contribuito alla distruzione della tomba di un martire."
Leonardo alzo' gli occhi. "La distruzione e' stata opera di un non-morto."
"Un non-morto che nessuno ha visto entrare."
Nessuno fra i presenti si offri' di difenderli. Il silenzio duro' abbastanza da diventare una decisione.
Padre Voss fece un passo avanti.
"Lo faro' io."
Althea lo fisso'. "Non eri con loro."
"Sono la mia scorta. Fidati compagni che assolvono un grande compito in nome della Chiesa di Morr. Una Chiesa che anche lei rappresenta qui."
Voss dichiaro' che un'entita' oscura aveva violato la veglia dell'abbazia e che i Martelli l'avevano combattuta. Non nego' l'intrusione. La colloco' accanto a una colpa piu' grande: aver permesso a quella creatura di raggiungere la tomba.
Althea non cedette.
"Potrebbero avere portato con se' i non-morti. Potrebbero averli evocati per coprire un furto."
Oronzo si volto' appena verso Marcus. "La nostra difesa sta migliorando."
Le grandi porte della navata si aprirono.
Entro' un sacerdote anziano, piu' trasandato dei confratelli. I paramenti di Morr erano consunti ai bordi e il suo passo non mostrava alcun timore della badessa.
"Fratello Ivan," disse Althea. "Cosa ti porta qui?"
"Ho saputo del processo e sono venuto. Ci conosciamo da molto tempo, Althea. Il tuo ruolo e' vegliare sulla citta', non inscenare questo davanti a tutti."
La badessa si irrigidi'. "E' proprio perche' veglio sulla citta' che so cio' che accade."
Padre Ivan guardo' i miliziani radunati nella navata.
"Ti sei accorta che ne manca qualcuno? Dovreste fare piu' attenzione nelle coscrizioni. Alcuni uomini si sono allontanati senza ordini."
"Cosa c'entrano i miliziani?"
Ivan sorrise senza allegria. "Io sono le orecchie dell'abbazia fra il piccolo popolo."
La notizia cambio' il peso della stanza. Un non-morto capace di entrare dal lucernario era una violazione. Uomini introdotti nell'abbazia attraverso le sue stesse coscrizioni erano una malattia.
Ser Igor chiese clemenza e un colloquio privato. Althea congedo' sacerdoti, miliziani e cavalieri. Clement von Doldrum rimase come comandante della guardia; Igor al suo fianco. Padre Ivan venne ringraziato e mandato via. Padre Voss resto' con gli accusati.
Marcus si alzo'.
"Operiamo per ordine di Altdorf. Non posso rivelare qui l'intera natura della missione, ma non abbiamo evocato quei servitori e non abbiamo rubato nulla."
Althea scese un gradino dal pulpito.
"I signori mortali di Altdorf non devono impadronirsi di simili blasfemie per la propria vanita'."
Le parole appartenevano alla nota dietro la lastra.
Nessuno dei Martelli le aveva ancora pronunciate davanti a lei.
Leonardo comprese per primo. "Conosceva l'iscrizione."
"Nell'abbazia se ne tramanda l'avvertimento. Esistono carte antiche sull'uomo che avete disturbato."
Oronzo tento' la versione concordata: avevano percepito il vampiro, l'avevano seguito e avevano combattuto per impedire una profanazione. Althea lo ascolto' fino in fondo, poi ordino' che venisse separato dagli altri.
Leonardo scelse una verita' piu' stretta.
"Cercavamo indizi su Konrad Kurz e Frank Starenberg. Sono Cavalieri del Corvo dispersi. Uno di loro e' entrato nella tomba come vampiro e ha detto di cercare l'altro."
Althea rivolse lo sguardo a Igor. Il cavaliere non abbasso' il proprio.
"Frank e Konrad non chiesero ospitalita' nell'abbazia," disse la badessa. "Se passarono dalla citta', Padre Ivan potrebbe saperlo."
Poi racconto' cio' che le carte avevano conservato.
Barin Stonhammer era giunto a Siegfriedhof con il corpo di Matthisson e aveva chiesto che fosse sepolto sotto la protezione di Morr. Molto tempo dopo era tornato. Con lui viaggiava un umano, uno studioso e seguace di Sigmar. Avevano ottenuto accesso alla tomba e vi avevano lasciato la trascrizione. Nessuno dei due era tornato una terza volta.
"Il nome dello studioso?" chiese Marcus.
"Perduto."
"E quanto tempo passo' fra le due visite?" chiese Leonardo.
"Le carte non lo dicono con chiarezza."
La storia non assolse i Martelli. Dimostro' soltanto che avevano trovato un segreto che l'abbazia custodiva da secoli e che Althea temeva Altdorf quasi quanto temeva i vampiri.
"Non siamo dalla parte dei signori di Altdorf," disse Leonardo. "Vogliamo tutti il bene dell'Impero. Il dibattito e' su come ottenerlo senza diventare cio' che combattiamo."
La badessa apprezzo' la sincerita' abbastanza da risparmiare loro la condanna. Non abbastanza da dimenticare la menzogna di Oronzo.
Il Prezzo della Menzogna
La discussione sulla pena comincio' dalle mutilazioni.
Marcus la porto' verso territori meno permanenti con la pazienza di chi negoziava spesso con autorita' persuase che la severita' fosse una forma di chiarezza. Una donazione venne proposta e abbandonata quando lo sguardo di Althea cadde sulla Spada di San Toswick.
Oronzo poso' una mano sull'elsa.
"Questa no."
La badessa decise per i bastoni.
Oronzo venne spogliato fino alla vita e condotto nella corte d'armi. I Cavalieri del Corvo formarono due file. Doveva attraversarle mentre bastoni e nervi gli colpivano la schiena, una lezione destinata ai miliziani e a chiunque confondesse l'ospitalita' con il diritto di violare una tomba.
Il primo colpo riapri' il dolore lasciato dalla pietra nelle catacombe. Il secondo gli tolse il respiro. Dopo il quinto smise di contarli.
Non chiese di fermarsi.
Marcus guardava i volti di chi colpiva. Leonardo guardava la schiena di Oronzo e componeva mentalmente una lista di cure. Anna guardava Althea.
Quando Oronzo raggiunse l'altro lato della corte, restava in piedi soltanto perche' cadere avrebbe concesso ai presenti una conclusione troppo semplice. La pelle era lacera e il sangue gli aveva raggiunto la cintura.
Leonardo gli passo' un braccio sotto le spalle.
"Devo curarti."
"Prima usciamo da qui."
La sentenza era eseguita. I Martelli potevano lasciare l'abbazia; la requisizione delle armi non divenne una confisca permanente. La Spada di San Toswick rimase a Oronzo, quella di Elassir a Marcus. La lama runica di Matthisson resto' invece sotto la tomba spezzata.
Prima del congedo, al gruppo venne consegnato un rotolo, in seguito collegato a Padre Ivan e alla tomba di Matthisson. Contenuto, mittente materiale e custode non furono chiariti.
Leonardo lo annoto' con la disciplina riservata alle cose che sembravano insignificanti fino al momento in cui uccidevano qualcuno.
Ser Igor li raggiunse. Oronzo gli racconto' dell'uomo nella notte.
"Ha detto di chiamarsi Ugo. Sosteneva che lo avessi mandato tu."
Igor impallidi'. "Non ho mandato nessuno."
Promise di parlarne con Clement von Doldrum. Le coscrizioni, i miliziani fuggiti e il falso emissario formavano una pista che conduceva dentro l'abbazia prima ancora di condurre fuori.
Leonardo gli chiese che cosa fossero le tre creature distrutte nella camera funeraria.
"Probabilmente thrall di recente trasformazione," rispose Igor. "Non ancora pienamente formati. Contro i non-morti minori l'argento puo' aiutare. Contro quelli maggiori servono la magia d'Ametista, le preghiere di Morr o armi magiche. E anche allora non basta sapere cosa colpisce. Bisogna sapere quale sangue li ha creati."
Una progenie poteva restare legata al proprio creatore e recuperare autonomia soltanto col passare degli anni. Alcuni poteri dipendevano dalla stirpe. La forma di pipistrelli era compatibile con una discendenza von Carstein, ma i von Carstein avevano diffuso il proprio sangue in tutta la Sylvania. Non era una mappa. Era un continente.
"Le debolezze possono dipendere dalla linea di sangue, dal signore o dalla vita che il vampiro conduceva prima della trasformazione," concluse Igor.
"Frank era un devoto di Morr," disse Marcus. "Se e' stato trasformato contro la sua volonta', forse una parte di lui puo' ancora resistere."
"Forse," disse Igor. Non offri' speranze che non possedeva.
Padre Ivan poteva essere trovato in citta', vicino al porto. Se Frank e Konrad erano passati da Siegfriedhof senza entrare nell'abbazia, lui avrebbe potuto saperlo. Igor offri' anche contatti a Templehof e Waldenhof.
Leonardo ripenso' al rito dietro la lastra.
"Quando sara' la prossima eclissi della luna nera?"
Nessuno seppe rispondere.
Konrad Kurz continuava a nascondersi. Frank gli dava la caccia. Il padrone di Frank non aveva un nome, e un uomo che si faceva chiamare Ugo aveva tentato di spingere i Martelli fuori dall'abbazia proprio mentre le sue difese mostravano crepe dall'interno.
Igor guardo' Oronzo, poi gli altri.
"Se avete bisogno di una mano, sappiate che potete contare su di me."
Il cavaliere non poteva lasciare subito il proprio incarico. Ma la sua promessa era piu' ampia del consenso concesso la notte precedente.
La lunga veglia di Barin era finita sotto le pietre. Quella dei vivi cominciava ora.
Stato della Compagnia
Situazione attuale:
- Leonardo, Marcus, Oronzo e Anna Barinson hanno lasciato le catacombe e sono stati liberati dopo il giudizio nell'abbazia di Siegfriedhof.
- Padre Leopold Voss ha difeso la compagnia davanti ad Althea e resta la guida religiosa della spedizione.
- Il prossimo passo immediato e' cercare Padre Ivan nella zona del porto di Siegfriedhof; Waldenhof resta la direzione dichiarata della missione.
- Derryl non prese parte alla discesa nelle catacombe ne' agli eventi successivi.
Ferite e condizioni:
- Oronzo e' stato colpito alla schiena durante il crollo e poi sottoposto a una dura bastonatura pubblica. La schiena e' gravemente ferita; Leonardo si prepara a curarlo, ma l'esito non e' ancora noto.
- Leonardo, Marcus e Anna non riportano nuove ferite narrative confermate.
- Nessun membro della compagnia mostra nuova corruzione o alterazioni sovrannaturali.
Alleati e contatti:
- Ser Igor ha indicato l'accesso alle catacombe, chiesto clemenza al processo e offerto il proprio aiuto futuro, oltre a contatti a Templehof e Waldenhof.
- Padre Ivan, anziano sacerdote di Morr dai paramenti consunti, e' noto come le orecchie dell'abbazia fra il piccolo popolo. Puo' sapere se Frank e Konrad passarono dalla citta'.
- Althea conosceva l'avvertimento nascosto nella tomba; nell'abbazia sono conservate antiche carte sulla sepoltura di Matthisson. Ha liberato il gruppo dopo avere punito Oronzo.
- Clement von Doldrum resta al comando delle difese dell'abbazia e deve indagare le coscrizioni e il falso emissario.
Nemici e minacce:
- Ser Frank Starenberg e' diventato un non-morto capace di assumere forma di pipistrelli. Serve un signore ignoto e sta cercando Konrad Kurz.
- I tre servitori macilenti evocati da Frank sono stati distrutti. Ser Igor li considera probabilmente thrall di recente trasformazione, non una certezza assoluta.
- L'uomo che si e' presentato come Ugo non era stato mandato da Ser Igor. Identita', affiliazione e scopo reale restano ignoti.
- Alcuni miliziani coscritti dell'abbazia sono scomparsi senza ordini, indicando una possibile infiltrazione interna.
Scoperte:
- La dedica di Barin conferma la profonda amicizia con Albert Matthisson e la promessa di continuare personalmente la lunga veglia contro i morti inquieti.
- Barin torno' alla tomba con uno studioso sigmarita senza nome. Le carte dell'abbazia non conservano la sua identita' ne' chiariscono il tempo trascorso fra le due visite.
- Dietro la lastra dell'epitaffio erano nascosti un frammento dello Scroll of the Shifting Sands, una nota sul frammento finale distrutto e un avvertimento sull'inversione del rito.
- Il rito richiede tre tributi, l'eclissi della luna nera, le ossa mortali originali e l'Incantazione della Pieta' di Usirian per restituire la mortalita' a un non-morto.
- L'uso inverso potrebbe permettere a un vivente di divenire non-morto; e' un'ipotesi derivata dall'avvertimento, non un effetto dimostrato.
- La data della prossima eclissi della luna nera non e' stata stabilita.
Oggetti e custodie:
- La spada runica e magica di Matthisson e' rimasta fra le sue spoglie per decisione di Anna e della compagnia.
- La Spada di San Toswick, il mantello e l'arco restano con Oronzo; la spada di Elassir e le due perle calorifere restano con Marcus; reagenti, licenza e trascrizione rituale restano con Leonardo.
- Le armi sono state requisite durante l'arresto, senza alcun cambio permanente di custodia.
- Un rotolo collegato a Padre Ivan e alla tomba di Matthisson e' stato consegnato al gruppo. Contenuto, mittente materiale e custode non sono ancora chiariti.
- Rotolo originale dello Scroll of the Shifting Sands, cilindro e scrigno non sono in possesso della compagnia.
- Gli animali risultano ancora affidati alle stalle dell'abbazia; nessun trasferimento successivo e' stato attestato.
Danni e conseguenze:
- Il sarcofago di Matthisson e le spoglie mummificate sono stati spezzati dal crollo provocato da Frank. Lo stato finale della lastra e delle iscrizioni non e' noto.
- L'intrusione nelle catacombe e' stata resa pubblica con un processo; Althea conosce ora la ricerca dei due Cavalieri del Corvo, ma non l'intera missione dei Martelli.
Fili narrativi aperti:
- Trovare Konrad Kurz prima di Frank e identificare il signore che controlla il cavaliere.
- Interrogare Padre Ivan sul passaggio dei dispersi, sul rotolo e sui miliziani scomparsi.
- Identificare il falso Ugo e stabilire chi lo abbia introdotto nell'abbazia.
- Chiarire identita' e ruolo dello studioso sigmarita che accompagno' Barin.
- Stabilire se esistano ancora i resti del diario indicati dalla nota e cosa contenga il rotolo ricevuto dopo il processo.
- Determinare la data dell'eclissi della luna nera e comprendere chi voglia invertire il rito.
- Proseguire verso Waldenhof usando, se necessario, i contatti offerti da Ser Igor.
"La verita' costa. La menzogna la fanno pagare a rate."
-- Oronzo Cassano