Capitolo LIII: La Legge e la Giustizia
"La legge stabilisce chi puo' appenderti a un albero. La giustizia decide se l'albero se lo meritava."
-- Marcus Ghast

La Lettera e i Barili
La Torre Hess aveva smesso di tremare, ma non di morire. Polvere e pietre cadevano ancora dalla volta. Il Jabberwock e Marte Sturm erano scomparsi oltre gli alberi; sul pavimento restavano sangue, calce e abbastanza armi da equipaggiare una pessima idea.
Marcus controllo' i prigionieri. Bernard era legato, ferito a una gamba e imbavagliato. L'altro uomo restava una domanda con due polsi legati: nessuno ne conosceva nome, ruolo o padrone. Marcus non colmo' quel vuoto con una certezza comoda; era il materiale con cui si costruivano i roghi.
Oronzo osservo' le corde, poi la breccia dalla quale era fuggita la bambina.
"La prossima volta che troviamo una ragazzina in un covo di assassini, la trattiamo come una minaccia."
"Era una bambina," disse Leonardo.
"Era una bambina con un mostro."
Leonardo inventario' un martello di Sigmar, un pugnale, un medaglione, erbe, ingredienti ignoti e dieci boccette di Manbane. Il veleno fu avvolto con piu' cura delle reliquie.
Armi e armature finirono sul carrozzone. Derryl ne scarto' molti con un grugnito severo.
Marcus trovo' una missiva del Valentini: parlava di un appuntamento mancato, dei nani e di una torre vicino a Steig.
"Valentini," disse Oronzo. Il nome gli usci' come il sapore di una moneta falsa.
"La firma dimostra un contatto. Non dimostra chi dovesse riceverlo."
"Bernard aspettava qualcuno," disse Leonardo. "E qualcuno non e' arrivato."
"O e' arrivato e se n'e' andato. O ha mandato la lettera a un uomo morto. O la lettera e' stata lasciata perche' la trovassimo."
"La tua professione rende ogni documento meno piacevole."
"La tua gli attribuisce una bibliografia."
Bernard li guardava da dietro il bavaglio. La promessa di collaborare al recupero del Calice poteva essere uno strumento o una trappola. Leonardo sarebbe rimasto l'interlocutore ragionevole; Marcus e Oronzo gli avrebbero ricordato che la ragionevolezza aveva una pistola e una spada sacra.
Elassir attese all'esterno, segnato dal sangue corrosivo del Jabberwock. La lama dell'uomo in rosso gli pendeva al fianco; non era la sua spada, e il modo in cui evitava di guardarla diceva quanto bastava.
"Marte e la bestia sono lontane."
"Abbastanza?" chiese Marcus.
"Per vivere oggi."
Era la misura piu' generosa che il bosco sembrasse disposto a concedere.
Lasciarono la torre con due prigionieri, il veleno, la lettera e tre artefatti che avrebbero preferito non possedere. Il carro avanzava fra le radici, le ruote sotto l'esame severo di Derryl.
Steig apparve dopo ore di strada, raccolta intorno a un porto troppo modesto per le grandi chiatte. Nessuno sembrava sapere che poco piu' a sud una torre fosse stata aperta da una bestia alata.
La taverna si chiamava Riposi in Pace. Leonardo considero' il nome poco adatto a uomini ancora ricercati e molto adatto ai due prigionieri, ma ebbe la saggezza di non dirlo davanti all'oste. Mangiarono pane e stufato di capra con ortaggi. La birra era onesta, il che nell'Impero significava che non conteneva acqua di fosso in quantita' dimostrabili.
Marcus ando' al porto. Torno' senza una chiatta, ma con la certezza che i trasporti capaci di imbarcare carrozzone e cavalli facevano scalo altrove.
"Quindi proseguiamo per strada," disse Oronzo.
Leonardo guardo' i prigionieri, le casse e i pochi curiosi che gia' osservavano il carro.
"Proseguiamo come mercanti."
"Di cosa?"
"Di qualcosa che giustifichi il peso, l'odore e la riluttanza a mostrare il fondo del carro."
Acquistarono otto piccoli barili di birra. Furono disposti sopra e intorno al carico, formando una parete di legno dietro la quale potevano sparire corde, armi e domande. Il carrozzone dei Martelli divenne cosi' un trasporto commerciale. Non era una buona menzogna, ma aveva il vantaggio di poter essere bevuta in caso di emergenza.
All'alba seguente ripartirono verso Mauken. Dietro di loro, l'insegna del Riposi in Pace oscillava nel vento. Davanti, la strada correva lungo il fiume come una cicatrice grigia.
Il Lupo sul Reik
Mauken era piu' grande di Steig e meno interessata a sembrare innocente. Il suo stemma mostrava un lupo con un pugnale fra le fauci. Greggi di pecore riempivano le strade; da un albero pendevano alcuni uomini.
"Ladri di bestiame," disse un passante.
Marcus guardo' i corpi. "Condannati?"
Il passante scrollo' le spalle. Il barone tollerava che i pastori anticipassero la giustizia per le sue pecore; nessuno seppe dire se gli impiccati avessero rubato davvero.
"Ha un sistema giuridico rapido," disse Marcus.
"Rapido non significa giusto."
Georg Haber possedeva La Pozza d'Acqua del Pastore e gestiva chiatte lungo il Reik. Sua figlia Barbara serviva ai tavoli; Oronzo noto' il contrasto fra capelli neri e pelle chiarissima prima del menu.
"La birra e' vostra?" le chiese.
"Di mio padre."
Barbara gli concesse il sorriso professionale riservato agli uomini che potevano lasciare una buona mancia e una cattiva memoria.
Marcus trovo' Georg nel retro. Haber valutava pesi, correnti e clienti senza domande morali.
"Avrei necessita' di noleggiare una chiatta. Trasporto fino a Nuln, diretto, senza fermate."
"Carico?"
"Carrozzone, cavalli, barili e due prigionieri destinati alle autorita'."
"Tre corone," disse Haber. "Partenza all'alba."
"Avrete le tre corone."
La chiatta attendeva al mattino. Leonard Beck, uno dei due barcaioli, calcolo' tre giorni e mezzo per Nuln, se la corrente e i falsi pescatori lo avessero permesso.
Il carrozzone fu assicurato al centro dell'imbarcazione. I barili rimasero visibili. I prigionieri no. La chiatta lascio' Mauken sotto lo sguardo del lupo col pugnale.
Il Reik li porto' a nord fra campi, salici e argini fangosi. I barcaioli indicavano ogni vela lontana come minaccia, forse per prudenza, forse per giustificare la tariffa.
Pfeildorf impose un problema diverso. La compagnia era ancora ricercata e la citta' si trovava sotto il controllo degli uomini di Ubersreik. Prima che comparissero le torri del porto, Leonardo, Oronzo e Derryl sbarcarono con parte dell'equipaggiamento sulla riva dell'Averland. Avrebbero aggirato l'abitato attraverso il bosco e si sarebbero ricongiunti piu' a nord. Marcus ed Elassir rimasero a bordo con carico e prigionieri.
Nel bosco scorsero un maniero in disuso. Oronzo rallento'; Leonardo no.
"Potrebbe contenere informazioni."
Un gesto di Derryl verso il sentiero chiuse la discussione. Per una volta riconobbero una deviazione prima di trasformarla in crisi.
Al porto di Pfeildorf, uomini con le insegne di Ubersreik salirono sulla chiatta. L'ufficiale si presento' come Ralph Stein. Porto' con se' abbastanza guardie da rendere poco utile ogni forma di sincerita'.
"Tutti in fila. Dichiarate il carico."
Marcus indosso' il volto del mercante rispettabile. Era uno dei suoi travestimenti migliori perche' richiedeva soltanto disprezzo e contabilita'.
"Birra diretta a Nuln. Otto barili, piu' le riserve di viaggio."
Ralph Stein guardo' Elassir. L'elfo aveva nascosto le orecchie sotto una bandana e assunto l'espressione infelice di un uomo costretto a lavorare con i numeri.
"Il vostro nome?"
"Marcus Falke. Contabile."
Marcus Ghast non mosse un muscolo. C'erano menzogne che meritavano di essere corrette e menzogne che meritavano di essere lasciate sole finche' le guardie non fossero scese dalla chiatta.
Stein fece aprire un barile. Marcus gli porse una tazza.
"La merce buona, signor ufficiale, costa cara."
L'ufficiale assaggio', controllo' i documenti e ispeziono' il ponte con la diligenza di chi aveva gia' deciso di non trovare nulla. I prigionieri rimasero nascosti. Il Teschio d'Ottone non comincio' a sussurrare. Il Pugnale di Yul-Kachun non scelse quel momento per liberare un demone. Nell'Impero, questi tre eventi costituivano una giornata amministrativa eccezionalmente riuscita.
Ralph Stein firmo' un permesso di transito e scese con i suoi uomini.
Marcus attese che fossero lontani. "Classico lavoro imperiale: fatto alla bell'e meglio. E' la nostra fortuna."
Elassir si tolse la bandana. "Marcus Falke? Era disponibile il tuo nome."
Gli Uomini nella Rete
La chiatta rimase trattenuta a Pfeildorf per alcune ore. Sotto il sole del pomeriggio il porto odorava di catrame, pesce e ordini gridati. Marcus lascio' che le guardie credessero di averlo annoiato. Elassir sedeva sul ponte, la spada dell'uomo in rosso appoggiata alle ginocchia.
"Quanto pensi di restare?" chiese l'elfo.
"Il tempo necessario a parlare con una persona che preferisce non essere vista parlare con me."
Elassir guardo' gli uomini sul molo. "Gli umani passano gran parte della loro breve vita a nascondersi gli uni dagli altri."
"E gli elfi?"
"A volte ci nascondiamo dagli umani."
Marcus accese la pipa. La risposta non era una battuta, o non soltanto.
Per un elfo, affezionarsi a un uomo significava vederlo crescere e morire in una stagione troppo breve. Elassir aveva comunque scelto amici umani e nani, accettando il dolore futuro insieme alla compagnia presente.
"Meglio aver amato e sofferto, o non aver amato?" chiese Marcus.
Elassir guardo' il fiume. "Con voi ho vissuto esperienze appassionanti. La bocca di una viverna non era fra quelle previste."
Marcus lascio' la chiatta poco dopo. Jos Blanc lo attendeva in una casa che odorava di cavolo bollito e cera economica. Era uno degli informatori che Marcus aveva piantato a Pfeildorf prima che la rete ecclesiastica si stringesse sulla citta'. Non aveva l'aspetto di un agente imperiale. Era la qualita' che Marcus apprezzava di piu'.
La prima notizia riguardo' Padre Richard.
"E' stato giustiziato," disse Jos. "Il corpo e' sepolto nel cimitero locale, vicino al tempio di Morr."
Marcus rimase immobile. Avevano guadagnato tempo, un tempo. Non abbastanza.
"Erin?"
"E' tornato a cercare notizie. L'ho mandato fuori citta' prima che si facesse ammazzare. A Bazel Toff, verso nord."
Il ragazzo era sopravvissuto alle fogne, al fiume e alle proprie visioni. Ora doveva sopravvivere alla vendetta.
Jos continuo'. Il Lettore di Ubersreik si trovava a Pfeildorf, ospite del fratello. Il suo controllo si estendeva sulla citta' e su diversi centri vicini, anche se diventava piu' debole verso Mauken. Uno dei collaboratori piu' discreti si chiamava Karl Reuter: statura media, capelli e occhi castani, il genere di volto che spariva in una folla prima ancora di entrarci.
Klaus Werner aveva contestato apertamente la caccia ai Martelli. Secondo le voci, aveva promesso di riferire direttamente alla Gravina di Nuln. Jos non sapeva se fosse arrivato vivo.
"Il Lettore non l'ha presa bene," concluse.
"E il suo assistente? Schubert?"
"Non si vede da circa una settimana. Era partito per un incarico."
Marcus registro' l'informazione senza collegarla a Bernard. Un cognome assente non era una prova. Poteva essere una pista, oppure la forma assunta da una coincidenza quando qualcuno aveva fretta.
Jos gli diede altri nomi, alcuni chiari e altri deformati dal passaggio fra bocche prudenti. Marcus li annoto' per la verifica. Non tutti meritavano ancora di entrare nel mondo come persone certe.
Poi arrivo' la notizia peggiore.
"Hanno preso uno studioso. Kronert."
Marcus abbasso' la pipa. "Dove?"
"Qui. Poi lo hanno portato fuori dalla porta sud. Non so dove."
Herr Kronert conosceva Leonardo, la sua tesi, l'Ordo Scrittoris e una quantita' di segreti sufficiente a trasformare una stanza per interrogatori in una catastrofe politica. La Torre Hess si trovava a sud, ma Marcus non confuse la direzione con una destinazione.
"Scopri dove lo hanno portato. Con urgenza. Manda tutto a Nuln senza nomi, senza luoghi espliciti e senza un solo riferimento che possa ricondurre a te."
"Posso farlo."
"Avrai due uomini, se il mio ufficio riesce a trovare due uomini capaci di seguire un ordine senza scriverlo su una porta."
Jos annui'. Marcus gli affido' anche la sorveglianza di Karl Reuter, delle abitudini del Lettore e di qualunque rinforzo provenisse da Ubersreik. Gli interessavano orari, debiti, amanti, paure e tutto cio' che potesse trasformarsi in leva. Il ricatto non era elegante. Era soltanto piu' pulito di una guerra nelle strade.
Quando Marcus torno' alla chiatta, le guardie avevano finalmente liberato l'ormeggio. Piu' a nord, Leonardo, Oronzo e Derryl uscirono dal bosco e trovarono Elassir sul ponte. Il ricongiungimento non richiese segnali convenuti: una grande chiatta con un elfo armato e un agente che fumava era gia' abbastanza riconoscibile.
Marcus riferi' soltanto cio' che tutti dovevano sapere. Padre Richard era morto. Erin era vivo. Kronert era prigioniero. Werner poteva essere in viaggio verso Nuln o in una fossa lungo la strada. Il Lettore aveva uomini, nomi e una casa da sorvegliare.
Leonardo ascolto' la notizia sul suo mentore senza interrompere. Alla fine si tolse gli occhiali, li puli' e li rimise. Era il gesto con cui tentava di restituire ordine al mondo quando il mondo aveva smesso di collaborare.
"Sotto tortura parlano tutti," disse. "E' dimostrato con un numero deplorevole di esperimenti storici."
"Per questo dobbiamo trovarlo prima che finisca," rispose Marcus.
La chiatta riprese il Reik. Quattro giorni dopo la partenza dalla Torre Hess, le torri, le ciminiere e il fumo di Nuln apparvero all'orizzonte. La citta' li accolse con il cielo color ferro e il suono lontano dei cannoni di prova. Per i Martelli, somigliava quasi a casa.
La Legge e la Giustizia
Il porto di Nuln offriva abbastanza folla da far scomparire un esercito, purche' pagasse il dazio. Il carrozzone scese dalla chiatta; i prigionieri rimasero nascosti dietro i barili di Steig.
Elassir si preparo' a partire per le terre dei suoi. Marcus gli consegno' il Pugnale di Yul-Kachun ancora avvolto.
"I tuoi possono distruggerlo?"
"Forse. Possono almeno custodirlo meglio di un carro pieno di uomini ricercati."
La spada dell'uomo in rosso rimase al fianco dell'elfo; la sua vera lama era ancora con Marte Sturm.
Prima di partire indico' a Leonardo una maga sanzionata e studiosa di antichita': Joseline Herzog. Anni prima abitava nella zona dell'isola sull'Aver; poteva guidarlo nello studio della magia.
"Comprende gli oggetti antichi senza desiderare subito di possederli," disse Elassir.
"Una qualita' rara fra gli studiosi."
Oronzo, poco distante, si volto' verso la propria spalla.
"No. Non adesso."
Leonardo non vide nulla. Oronzo sosteneva che un corvo fosse appollaiato sulla sua spalla e che Morr gli parlasse in sogno, affidandogli missioni. La voce non era diventata piu' benevola a Nuln.
"Il corvo e' qui," disse Oronzo. "Voi siete quelli che non lo vedono."
"Questa non e' la rassicurazione che credi," rispose Leonardo.
Elassir parti' con il Pugnale. Il Teschio sarebbe entrato nell'apparato imperiale; il Calice restava al mascherato volante. Nessuna distanza sembrava sufficiente.
Marcus porto' il Teschio d'Ottone e la mappa di Karak Hirn all'Ufficio postale. Oltre il passaggio nascosto dietro un quadro, il suo superiore lo attendeva alla scrivania.
"Porto doni," disse Marcus.
Depose la sacca con il Teschio. Nel rapporto lo chiamo' piu' volte Calice, lapsus da troppi artefatti e poco sonno; ma l'oggetto consegnato era il Teschio. Il vero Calice non aveva raggiunto Nuln.
Marcus descrisse il Pugnale affidato a Elassir, il rituale del Teogonista, la strega, i cultisti, i tileani e la bestia alata: mesi di disastri compressi in un rapporto da archiviare.
"C'e' qualcosa di meno pericoloso in cui vi siate imbattuti?"
"La birra di Steig. Ragionevolmente."
Presento' uno dei prigionieri come possibile Padre Schubert, ma la sicurezza del rapporto superava le prove: Bernard non aveva un cognome accertato e il secondo uomo restava ignoto.
Il superiore ordino' il trasferimento ad Altdorf. Marcus non vide la presa in custodia dei due uomini: era un ordine da eseguire, non una catena di mani osservata.
"Questi tre oggetti e' imperativo che non vengano tenuti insieme," disse Marcus.
"Il Pugnale e' con un elfo. Il Teschio partira' per Altdorf. Il Calice non lo avete."
"Per una volta, l'assenza e' una misura di sicurezza."
Consegnata anche la mappa di Karak Hirn, Marcus ricevette un titolo da cento corone. Chiese due uomini per Jos Blanc; Pfeildorf era ormai troppo esposta per fingere che fosse un problema locale.
I Martelli tentarono poi di raggiungere i Cavalieri del Corvo al tempio di Morr. Erano stati richiamati presso una sede lontana e nessuno seppe dire quando sarebbero tornati. Nessun artefatto fu consegnato ai sacerdoti. Il Teschio era gia' entrato nella custodia dell'Ufficio.
Nel cortile del tempio, Oronzo si irrigidi'.
"No."
La voce che lui attribuiva al corvo propose un taglio netto alla gola di uno dei presenti mentre dormiva. Oronzo porto' una mano alla Spada di San Toswick, non per estrarla ma per ricordarsi che era ancora lui a decidere dove dovesse andare la lama.
"Non e' il momento che incontri Morr," disse alla spalla vuota. "Quando sara' il momento, lo chiamera' lui. Non ha bisogno del tuo aiuto."
Leonardo non corresse la teologia. Esistevano istanti nei quali la pedanteria diventava una forma di suicidio.
In attesa di altri appuntamenti, la compagnia cavalco' fino a Bazel Toff. Il piccolo centro era mezzo giorno a nord di Nuln e conteneva poche case, molto fango e piu' maiali che abitanti. Trovarono Erin in abiti logori, intento a governare un branco di porci con una serieta' che un tempo aveva riservato alle proprie visioni.
Il ragazzo li riconobbe. Era piu' magro, piu' sporco e ancora vivo.
"Avete saputo di Padre Richard?"
Marcus non gli menti'. Gli dissero dell'esecuzione e della sepoltura presso il tempio di Morr. Erin abbasso' lo sguardo. Il dolore gli duro' poco prima di diventare rabbia.
"Devo vendicarlo."
Racconto' di essere tornato a Pfeildorf e di essere stato avvicinato da un uomo che gli aveva ordinato di lasciare la citta'. Non seppe o non volle identificarlo. Aveva obbedito perche' restare significava morire prima di poter fare qualunque cosa contro il Lettore.
Marcus gli disse che un eretico era stato catturato e che gli altri responsabili sarebbero stati raggiunti. Non gli promise un processo. Erin non lo desiderava.
"Il Lettore non ha bisogno di un processo."
Leonardo si aggiusto' gli occhiali. "Anche con le prove alla mano, essendo nobile, sara' difficile processarlo. Ma senza prove non distinguiamo la giustizia dalla vendetta."
"La legge e' una cosa, amico mio," disse Marcus. "La giustizia e' un'altra."
"Una non dovrebbe sostituire l'altra."
"Infatti. Dovrebbe correggerla quando fallisce."
Erin guardo' i tre uomini. Oronzo parlava sottovoce con qualcosa che nessun altro vedeva. Derryl stava controllando i finimenti dei cavalli con la concentrazione di chi preferiva il cuoio alla politica. Non erano l'immagine della stabilita', ma erano venuti a prenderlo.
"Vieni a Nuln," disse Marcus. "Ti troveremo un impiego. Imparerai a raccogliere informazioni e, quando sara' il momento, tornerai a Pfeildorf preparato."
"So leggere e scrivere."
Leonardo alzo' le sopracciglia. "Sei gia' davanti alla maggioranza dell'Impero e a una parte preoccupante della sua amministrazione."
"So anche difendermi."
"Quello lo verificheremo," disse Marcus.
Erin raccolse le poche cose che possedeva e sali' con loro. I maiali lo guardarono partire senza gratitudine. Sulla strada verso Nuln, il ragazzo sedeva accanto al carro e fissava il sud, verso Pfeildorf. La vendetta gli aveva dato una direzione. I Martelli avrebbero dovuto insegnargli a non confonderla con una destinazione.
Stato della Compagnia
Compagnia e alleati:
- Leonardo torna a Nuln e deve cercare Joseline Herzog. Il patto con Bernard e il libro promesso restano aperti.
- Marcus ha riattivato la rete, consegnato Teschio e mappa e riscosso cento corone. Ha chiesto due uomini per Jos Blanc.
- Oronzo sente voci violente e vede un corvo che gli affida missioni. Non e' provato che venga da Morr.
- Derryl e' rientrato a Nuln con il carrozzone; non emergono nuove ferite o cambi di custodia.
- Elassir porta il Pugnale ai propri e conserva la lama dell'uomo in rosso; la sua spada resta con Marte Sturm.
- Erin, protetto di Padre Richard, e' stato ritrovato a Bazel Toff e torna a Nuln per essere istruito come informatore.
Nuovi o chiariti:
- Joseline Herzog e' una maga sanzionata e studiosa di antichita'. Dovrebbe trovarsi nella zona dell'isola sull'Aver.
- Jos Blanc e' l'informatore di Marcus a Pfeildorf; sorveglia il Lettore e cerca Herr Kronert.
- Georg Haber gestisce locanda e chiatte a Mauken; Barbara Haber e' sua figlia.
- Leonard Beck ha condotto la chiatta; Ralph Stein ne ha autorizzato il transito.
- Karl Reuter e' un collaboratore del Lettore segnalato da Jos Blanc, non incontrato direttamente.
Morti, prigionieri e dispersi:
- Padre Richard risulta giustiziato a Pfeildorf e sepolto nel cimitero presso il tempio di Morr. La notizia viene da Jos Blanc.
- Herr Kronert e' stato catturato a Pfeildorf e condotto verso sud. La Torre Hess e' soltanto un'ipotesi della compagnia.
- Klaus Werner avrebbe contestato il Lettore di Ubersreik e tentato di riferire alla Gravina di Nuln; non e' noto se sia arrivato a destinazione.
- Bernard e il secondo prigioniero devono essere trasferiti ad Altdorf per l'interrogatorio. L'ordine e' stato impartito, ma la presa in custodia materiale non e' stata osservata. Il secondo prigioniero resta senza identita' e Bernard non e' confermato come Padre Schubert.
Oggetti e documenti:
- Pugnale di Yul-Kachun -- affidato a Elassir, diretto verso custodi elfici.
- Teschio d'Ottone -- consegnato all'Ufficio postale per il trasferimento ad Altdorf.
- Calice dell'Ira -- ancora disperso con il mascherato volante; non e' stato consegnato a Nuln.
- Mappa di Karak Hirn -- consegnata all'Ufficio postale.
- Lettera firmata dal Valentini -- recuperata nella Torre Hess; propone un incontro presso una torre vicino a Steig, senza identificare con certezza destinatario o luogo.
- Dieci boccette di Manbane, ingredienti, armi e armature -- recuperati dalla Torre Hess e caricati sul carrozzone.
- Documento di Ralph Stein -- autorizza il transito della chiatta oltre Pfeildorf.
Fili narrativi aperti:
- Liberare Herr Kronert prima che riveli sotto tortura i segreti della compagnia e dell'Ordo.
- Sorvegliare il Lettore di Ubersreik, Karl Reuter e i rinforzi ecclesiastici a Pfeildorf.
- Scoprire la sorte di Klaus Werner.
- Contattare Joseline Herzog e chiarire cosa possa insegnare a Leonardo.
- Verificare il trasferimento dei prigionieri e del Teschio ad Altdorf.
- Indagare il corvo e le voci di Oronzo prima che impongano un omicidio.
- Recuperare la spada di Elassir da Marte Sturm e dal Jabberwock.
- Ritrovare il Calice dell'Ira e il mascherato volante; Housern resta una pista distinta.
- Preparare Erin a operare nella rete di Pfeildorf senza consumarlo nella vendetta.
Situazione attuale:
- La compagnia sta tornando da Bazel Toff verso Nuln con Erin.
- Leonardo intende rivolgersi al tempio di Verena; Marcus ha commissioni presso la cattedrale di Sigmar e attende notizie cifrate da Jos Blanc.
- La taglia e il controllo di Ubersreik su Pfeildorf restano attivi.
"Cap. LIII. Marcus sostiene che la legge e la giustizia siano cose diverse. Erin vuole la seconda senza attendere la prima. Oronzo discute entrambe con un corvo invisibile. Io, per formazione, preferirei una commissione accademica; temo tuttavia che anche quella finirebbe per impiccare qualcuno."
-- Leonardo Isacco da Ponzacco, taccuino da viaggio