Martelli da Guerra

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Capitolo LXIII: Il Corvo e il Sarcofago

"Una tomba dice la verita' solo quando si sa chi ha pagato la pietra."

-- Leonardo Isacco da Ponzacco


Il Martire sullo Sperone

Siegfriedhof era una citta' costruita all'ombra della propria sepoltura.

L'abbazia dominava il paese da uno sperone di roccia grigia. Sotto di essa, poche case si stringevano attorno a una piazza, a un piccolo porto e a una cappella di Verena. Non c'erano mura abbastanza alte da nascondere la collina, ne' finestre abbastanza luminose da far dimenticare che la Sylvania cominciava appena oltre i tetti.

Padre Leopold Voss indico' l'edificio sopra di loro.

"L'abbazia e' dedicata al Sacro Aethelbert il Vigilante."

Leonardo inclino' il capo. "Non il nostro abate di Wurtbad."

"No. Questo Aethelbert mori' molto prima."

Oronzo guardo' la salita. "Qui sembra una qualita' comune."

La storia del santo, raccontata mentre il gruppo avanzava fra le prime case, non era quella di un guerriero. Aethelbert aveva predicato che la morte apparteneva all'ordine naturale delle cose. Andava riconosciuta, accettata e affrontata nel proprio tempo: non invocata per paura, ne' rimandata per avidita'.

Un accolito aveva trasformato quelle parole in veleno. Uomini e donne avevano cominciato a togliersi la vita, convinti che anticipare la morte significasse abbracciare Morr con maggiore purezza.

"Non e' cio' che insegnava," disse Padre Leopold. "La morte fa parte di un ciclo naturale. Spezzarlo e' empieta', in entrambe le direzioni."

"Quindi il santo denuncio' l'accolito," disse Marcus.

"Si consegno' al suo posto."

Leonardo si fermo'. "Assunse la colpa per un insegnamento che altri avevano deformato?"

"Assunse la responsabilita' per coloro che non era riuscito a proteggere. Il vero responsabile non fu mai trovato."

Qualcuno aveva sospettato un'influenza oscura. Nessuno l'aveva dimostrata. Nelle storie di martiri, penso' Marcus, la differenza fra le due cose veniva spesso sepolta insieme al corpo.

Oronzo porto' una mano vicino all'elsa della Spada di San Toswick.

"La morte va abbracciata," disse. "Ma senza correrle incontro come un creditore."

La spada non reagiva. Nessun gelo, nessun fremito, nessun segnale della presenza dei non-morti. Era un conforto sottile, perche' in Sylvania l'assenza di un pericolo non costituiva prova dell'assenza di tutti gli altri.

Siegfriedhof e l'abbazia del Vigilante

Il centro del paese offriva poche alternative. La cappella di Verena aveva la porta chiusa. Dal porticciolo arrivavano odore di acqua stagnante e il rumore di corde tese. La taverna, invece, esponeva un'insegna con una vedova che reggeva un boccale come se fosse l'ultima cosa rimastale al mondo.

Il nome, Conforto della Vedova, convinse Oronzo.

"Un posto che promette conforto e non specifica il prezzo merita almeno un'ispezione."

Marcus osservo' l'abbazia. "Mangiamo prima di presentarci. Se ci arrestano, avremo fatto un investimento ragionevole."

Padre Leopold si affido' al silenzio. Anna Barinson si sistemo' il martello sulla spalla e segui' gli altri. Leonardo rimase per un istante a guardare la rocca.

"Padre Voss," disse infine, "e' tutto in mano sua."

Il sacerdote di Morr sospiro'. "Questa frase mi preoccupa piu' della salita."


Due Corvi alla Vedova

La taverna era pulita per necessita' e rumorosa per difesa. Una donna robusta dirigeva due inservienti con l'autorita' di chi aveva seppellito clienti, debiti e forse un marito, senza permettere a nessuna delle tre cose di rallentare il servizio.

I Martelli scelsero un tavolo dal quale si vedevano porta e finestre. Marcus lo considero' prudenza. Oronzo lo considero' abitudine. Leonardo lo considero' un buon punto dal quale osservare gli altri avventori senza dover ammettere di farlo.

Due uomini portavano il nero dei Cavalieri del Corvo.

Il primo aveva capelli neri e unti, sopracciglia folte, un naso appena adunco e lunghi baffi che scendevano quasi al mento. I lineamenti affilati sembravano costruiti per trasformare ogni sorriso in un avvertimento.

Il secondo era piu' massiccio. Aveva i lati del capo rasati e un ciuffo arruffato, castano chiaro con riflessi rossicci. Barba e pizzetto seguivano lo stesso colore. La corporatura robusta e un accenno di ventre suggerivano che sapesse leggere sia i libri sia i menu'.

Nessuno dei due corrispondeva alle descrizioni di Konrad Kurz o Frank Starenberg.

Oronzo ordino' da bere anche per loro.

"Accomunatevi con noi. Siamo nuovi del posto e detestiamo mangiare circondati da persone che ci osservano da un altro tavolo."

L'uomo dai lunghi baffi studio' il boccale appena arrivato, poi Oronzo.

"Ser Igor," disse. "Grazie per la cortesia."

Il compagno ringrazio' nella propria lingua e rimase accanto a Igor.

Igor sedette. Il secondo cavaliere lo imito', dimostrando presto maggiore familiarita' con la lettura e la scrittura. Padre Leopold esibi' i segni del proprio ordine. Leonardo presento' la compagnia senza affidare a nessuno piu' verita' di quanta ne servisse.

"Cerchiamo due membri del vostro Ordine," disse. "Konrad Kurz e Frank Starenberg."

Il cambiamento nei due uomini fu minimo. Il boccale del cavaliere senza nome smise di salire. Igor strinse la mascella.

"Non siete i primi a cercarli."

Una squadra era gia' partita. Aveva seguito la pista fino al luogo dal quale proveniva l'ultima lettera conosciuta. Era tornata senza i dispersi e senza una spiegazione. Il Voivoda sosteneva di non avere informazioni.

"Erano in tre," disse il secondo cavaliere.

Leonardo annui'. "Kurz, Starenberg e un giovane apprendista sylvaniano."

Igor appoggio' gli avambracci al tavolo.

"Se fossero nelle nostre mani, lo sapremmo. Se fossero nelle mani del Voivoda, forse lo saprebbe lui. In questa terra, le due cose non significano che qualcuno ve lo direbbe."

Marcus lascio' che il silenzio gli chiedesse altro.

Igor cedette per primo.

"Nell'abbazia siamo circa venti fra cavalieri e iniziati. Nella regione, centinaia. Siamo i guardiani di coloro che proteggono i vivi dai morti."

"E proteggete anche i vivi?" chiese Marcus.

Il cavaliere senza nome abbasso' lo sguardo sul proprio boccale. Igor, invece, sostenne quello della spia.

"Quando possiamo."

Oronzo si appoggio' allo schienale. "Una risposta onesta. Di solito sono le piu' care."

Igor parlo' della paura. Le creature della notte se ne nutrivano anche quando non bevevano sangue. Diffondere certi nomi, raccontare ogni atrocita', lasciare che il panico corresse da un villaggio all'altro poteva fare il lavoro dei predatori meglio delle zanne.

Leonardo finse ignoranza con sufficiente accuratezza da risultare offensivo.

"Non siamo mica detti perduti."

"Non ancora," disse Igor.

Accetto' di accompagnarli all'abbazia. Non era un invito, ma in Sylvania una scorta armata e una minaccia cortese appartenevano spesso alla stessa categoria amministrativa.


Il Prezzo della Quiete

La conversazione continuo' dopo che i piatti furono svuotati. Il secondo cavaliere lesse alcuni nomi dagli appunti di Leonardo. Igor lesse soprattutto i volti.

Le abbazie di Morr sopravvivevano in Sylvania non perche' i von Carstein le tollerassero, ma perche' distruggerle avrebbe avuto un costo. Il loro potere militare non era quello di un tempo. Un attacco aperto contro l'Ordine avrebbe potuto richiamare lo Stirland, il resto dell'Impero e perfino le fortezze naniche di Zhufbar.

Quell'equilibrio aveva un prezzo.

Rapimenti, schiavitu' e predazioni non ricevevano sempre risposta. Una pattuglia poteva sapere che un villaggio aveva perso due bambini e tuttavia non marciare contro il signore locale. Un sacerdote poteva celebrare un funerale senza chiedere perche' il corpo fosse privo di sangue.

Marcus non addolci' il giudizio.

"Scendete a patti con la morale del vostro credo."

Il cavaliere senza nome irrigidi' le spalle. Igor no.

"Scendiamo a patti con la forza che abbiamo. Se colpiamo ogni abominio, gli abomini smettono di combattersi fra loro e vengono tutti contro di noi."

"E nel frattempo qualcuno paga al posto vostro," disse Marcus.

"Si'."

Quella risposta tolse a Marcus il piacere di costringerlo ad ammetterlo.

I Cavalieri del Corvo provenivano spesso dal popolo. Conoscevano le case dalle quali scomparivano i figli e i campi che nessuno osava arare dopo il tramonto. Proprio per questo molti di loro mal sopportavano la prudenza del clero superiore, della nobilta' e del Voivoda.

"Noi siamo nati dal popolo," disse Igor. "E probabilmente torneremo a morire per il popolo."

Oronzo fece ruotare il boccale fra le dita.

"Io eliminero' ogni mostruosita' che incontrero'."

Marcus gli rivolse un'occhiata. "Se sara' conveniente."

"Se sara' davanti a me, sara' gia' diventato conveniente."

Drakenhof restava il maggiore centro del potere notturno. Quanto a Mannfred von Carstein, lo si credeva ancora immerso in un lungo sonno. Crederlo, pero', non significava saperlo. La Sylvania aveva prodotto troppi morti laboriosi per considerare affidabile l'inattivita' di un vampiro.

Leonardo chiese delle linee di sangue e dei Carstein che non avevano abbandonato la vita.

Igor confermo' che uomini della famiglia avevano combattuto contro i von Carstein. Un ramo umano viveva ancora nella provincia. La parentela, in quella terra, poteva opporre i vivi ai morti oppure limitarsi a rendere piu' sgradevole la cena.

Il nome di von Stall produsse un'altra esitazione.

Era stato visto fra le schiere dei non-morti, e questo aveva sconvolto chi conosceva la sua storia imperiale. Ma nessuno al tavolo poteva provare che fosse egli stesso una creatura della notte.

"Una testimonianza non e' una diagnosi," disse Leonardo.

"Finalmente," disse Marcus, "qualcosa su cui siamo d'accordo."

Non c'erano notizie locali di giovani donne scomparse a Waldenhof. L'assenza di voci non tranquillizzo' nessuno. I signori della zona potevano filtrare le informazioni, e alcuni avevano accordi piu' antichi delle leggi che fingevano di rispettare.

Marcus prese la decisione pratica.

"Cerchiamo di sbottonarci il meno possibile."

Leonardo chiuse il taccuino. "Percepisco un tabu' culturale nei confronti delle accuse di vampirismo, necromanzia e demonologia."

"Percepisci correttamente il desiderio di non essere impiccati," disse Oronzo.

Il complotto magrittiano non sarebbe stato nominato. Neppure il rituale sarebbe entrato nella conversazione, salvo necessita'. Avrebbero chiesto dei dispersi, consultato gli archivi e ascoltato cio' che i Cavalieri del Corvo erano disposti a dire.

In altre parole, avrebbero mantenuto un basso profilo.

Per i Martelli era un'ambizione piu' che un metodo.


L'Abbazia del Vigilante

La salita conduceva a un fossato scavato nella roccia e a un ponte levatoio abbastanza massiccio da scoraggiare sia gli eserciti sia gli ospiti indecisi. Torri armate di baliste coprivano l'accesso. Dietro le mura si vedevano stalle, un'armeria, un cortile per l'addestramento e miliziani che non avevano l'aspetto di semplici servitori del tempio.

Corvi veri sedevano presso i bersagli e sulle merlature. Non si spostavano quando le armi colpivano il legno.

"Precauzioni notevoli per un monastero," disse Leonardo.

Igor alzo' gli occhi verso una balista. "Io le chiamerei precauzioni. Il mio comandante le chiamerebbe buon senso."

Gli animali della compagnia furono affidati ai miliziani e condotti nelle stalle. Marcus segui' con lo sguardo ogni cavezza finche' spari' oltre un arco. Nessuno tocco' le armi o gli oggetti personali dei Martelli.

La navata era piu' antica delle difese esterne. Un pavimento di marmo guidava verso un altare di pietra nera. Vetri colorati trasformavano la luce in figure pallide, e l'odore di mirra rendeva l'aria piu' fredda di quanto fosse.

Il comandante Clement von Doldrum li ricevette in armatura.

Era alto, con il capo rasato e occhi azzurri tanto chiari da sembrare consumati. Simboli di Morr erano incisi sul nero dell'armatura; un corvo d'argento occupava il petto. Sulle spalle portava una pelliccia che nessuno dei Martelli seppe identificare, e che nessuno ebbe la cortesia di accarezzare.

Accanto a lui stava Althea, alta sacerdotessa dell'abbazia. Era anziana, magra e scavata, con sopracciglia sottilissime e mani ossute. I paramenti neri e bianchi, la tiara e il velo funebre non la rendevano fragile. Le davano l'aspetto di una sentenza gia' pronunciata.

Padre Leopold presento' le credenziali. Leonardo presento' la missione nella sua versione piu' corta. Marcus osservo' la disposizione delle guardie. Oronzo osservo' le uscite. Anna osservo' l'armatura di Doldrum.

Il comandante concesse loro ospitalita'.

"Avrete celle pulite e accesso agli spazi comuni. Chiedete sempre il permesso. Non vi muoverete nell'abbazia senza un accompagnatore."

"Una regola ragionevole," disse Leonardo.

Althea lo guardo'. "Soprattutto per la biblioteca."

"Una precauzione lusinghiera."

"Una precauzione necessaria."

Le celle erano separate, spoglie e pulite. Un letto, una brocca, un catino e un simbolo di Morr costituivano quasi tutto l'arredamento. Il lusso, in un'abbazia funeraria, consisteva nel non dover condividere la stanza con chi l'aveva occupata prima.

Doldrum stava per congedarli quando senti' il cognome di Anna.

"Barinson? Discendete da Barin Stonhammer?"

Anna, che fino a quel momento aveva lasciato parlare gli uomini di chiesa, raddrizzo' le spalle.

"Era il mio bisnonno."

Ricordava una placca nelle catacombe, legata a Barin e a un martire. Le parole esatte gli sfuggivano. Leonardo resistette alla tentazione di offrirgli una versione piu' elegante di quella che nessuno ricordava.

"Alle volte e' destino che i discendenti vengano a trovare i luoghi dove sono passati i loro antenati," disse Doldrum.

"Vorremmo vedere la tomba," rispose Leonardo. "Insieme."

Althea non disse di no. Non disse neppure di si'.

La biblioteca concessa agli ospiti era piccola. Ser Igor rimase a sorvegliare Leonardo, per ordine dell'alta sacerdotessa. Lo studioso consulto' registri sull'abbazia, sul cenotafio di Hieronymus e sulle guerre contro i Carstein.

Poi trovo' Albert Matthisson.

Non una tradizione familiare. Non il racconto di un corpo esangue presso Templehof. Non un nome ripetuto molte generazioni dopo davanti a un barilotto di birra.

Un registro di sepoltura.

Matthisson riposava nelle catacombe dell'abbazia di Siegfriedhof. Il suo corpo era stato portato li' da Barin Stonhammer. Il nano aveva pagato di tasca propria il sarcofago e aveva lasciato una dedica nella propria lingua.

Il testo definiva Matthisson un martire caduto nella difesa dello Stirland contro i Carstein. Non diceva dove fosse morto.

Leonardo rilesse il passaggio.

"Quindi Templehof non era la tomba," disse Igor.

"Forse fu il luogo della morte. Forse soltanto una tappa della caccia. Questo registro prova dove riposa Matthisson, non dove cadde."

"E prova Barin."

Leonardo appoggio' un dito accanto al nome.

"Prova che Barin era li'. Prova che trasporto' il corpo. Prova che considero' quella sepoltura abbastanza importante da pagarla e firmarla."

Quando porto' la notizia agli altri, Anna non sorrise. Guardo' invece il pavimento, come se trenta o quaranta metri di pietra non bastassero a separarla dal proprio antenato.

"La dedica e' in nanico," disse.

"Cosi' pare."

"Allora dobbiamo leggerla."

Marcus incrocio' le braccia. "Dobbiamo ottenere il permesso di leggerla."

Oronzo guardo' verso il corridoio dal quale Althea era scomparsa.

"E se il permesso si perdesse lungo la strada?"


Sotto la Pietra

La risposta arrivava da una figura nei libri: una pianta del sanctum scavato nella collina.

I nani avevano costruito le parti piu' profonde. Una scala a chiocciola scendeva da una torre alla destra della navata. Sotto l'abbazia si trovavano sale per la preparazione dei defunti, un solarium, lo Scriptorium del Vigilante e le catacombe.

La profondita' era di trenta o quaranta metri. Marcus aveva inizialmente stimato molto di piu', ma la rappresentazione era stilizzata e la pietra non aveva bisogno di esagerare per uccidere chi cadeva.

Un pozzo di luce, protetto da vetro, raggiungeva il solarium e parte dell'area d'inumazione. Laggiu' crescevano erbe usate per pulire e profumare i morti. Lo Scriptorium custodiva testi piu' antichi e rituali funerari che non venivano mostrati agli ospiti.

Era sorvegliato anche di notte.

Pianta del sanctum e delle catacombe

"Nello scriptorium ci sono i libri che qui non trovi," disse Igor.

Leonardo seguiva con lo sguardo la scala disegnata.

"Mi sembra che abbia trovato uno spunto per una piccola avventura nelle vostre catacombe."

Igor non rise.

La preparazione dei morti era un segreto sacro. Althea avrebbe punito un'intrusione con tutta la severita' che il suo ufficio consentiva, e il suo ufficio sembrava consentirne molta.

"Chiediamo prima," disse Marcus.

"Naturalmente," rispose Leonardo.

"E se rifiutano?" chiese Oronzo.

"Allora avremo una risposta."

Marcus lo fisso'. "Non e' la risposta alla domanda che ti ho fatto."

Il progetto prese forma senza diventare ancora un'azione. Scala dalla torre, turni di guardia, porte, distanza dalle celle. Nessuno scese. Nessuna serratura venne forzata. Persino Oronzo si limito' a memorizzare il percorso, che per lui costituiva una forma insolitamente disciplinata di innocenza.

Ser Igor rimase con loro. Il suo disagio non riguardava soltanto le catacombe.

"Sono nato a Essen," disse.

Il nome indicava una citta' fortificata vicino a Waldenhof. Era sorta per resistere alle creature della notte. Secondo Igor, aveva finito per diventare una prigione per coloro che avrebbe dovuto proteggere.

I suoi amici vivevano ancora li', sotto il terrore e il giogo dei signori notturni. Le mura tenevano fuori alcuni mostri e dentro tutti gli altri.

"Odio profondamente il fatto che noi non prendiamo l'iniziativa," disse Igor. "Se il mio sacrificio salvasse altre vite, sarei disposto a morire."

Leonardo chiuse il libro sulla pianta.

"Condividiamo la vostra avversione per le mostruosita' lasciate libere."

"Condividere un'avversione non significa condividere una guerra," disse Marcus.

Igor annui'. Non promise di unirsi ai Martelli. Non chiese loro di deviare verso Essen. Si limito' a raccontare cio' che attendeva dietro quelle mura, e a lasciare che il nome restasse nella stanza.

Sotto i loro piedi riposava Albert Matthisson, chiuso in un sarcofago pagato da Barin Stonhammer. Vicino a Waldenhof, Essen aveva dimenticato la differenza fra rifugio e gabbia.

I Martelli erano venuti a cercare tre dispersi.

Avevano trovato un morto che li aspettava da generazioni e un cavaliere che non voleva piu' aspettare.


Stato della Compagnia

Situazione attuale:

  • Leonardo, Marcus, Oronzo, Padre Leopold Voss e Anna Barinson sono ospiti dell'abbazia di Morr dedicata al Sacro Aethelbert il Vigilante, sopra Siegfriedhof.
  • La compagnia dispone di celle separate e pulite, ma deve chiedere permesso e muoversi con un accompagnatore.
  • Gli animali sono stati affidati temporaneamente ai miliziani nelle stalle dell'abbazia.

Nuovi contatti:

  • Ser Igor, Cavaliere del Corvo nato a Essen, ha accompagnato il gruppo all'abbazia e sorveglia Leonardo in biblioteca. E' ostile al compromesso con i non-morti, ma non si e' unito alla spedizione.
  • Il secondo Cavaliere del Corvo incontrato al Conforto della Vedova e' piu' versato nella lettura; il suo nome non e' stato compreso con certezza.
  • Clement von Doldrum, comandante militare dell'abbazia, concede ospitalita' vincolata al rispetto delle regole e riconosce in Anna una discendente di Barin Stonhammer.
  • Althea, alta sacerdotessa dell'abbazia, protegge l'accesso al sanctum e ordina che Leonardo venga sorvegliato durante le ricerche.

Scoperte storiche e religiose:

  • Il Sacro Aethelbert insegnava ad accettare la morte nel suo tempo naturale. Un accolito deformo' la dottrina e istigo' dei suicidi; Aethelbert si assunse la responsabilita' e mori', mentre il vero colpevole non fu trovato. Un'influenza oscura resta un sospetto.
  • Albert Matthisson e' realmente sepolto nelle catacombe di Siegfriedhof. Barin Stonhammer ne trasporto' il corpo, pago' il sarcofago e lascio' una dedica in nanico.
  • Il luogo esatto della morte di Matthisson resta incerto. Le notizie su Templehof non sono sufficienti a stabilirlo.
  • Una placca nelle catacombe e' collegata a Barin e a un martire, ma il testo esatto non e' noto e non viene ricostruito per congettura.

Ordine del Corvo e assetto sylvaniano:

  • Una precedente squadra di ricerca raggiunse il luogo dell'ultima lettera di Konrad Kurz e torno' senza trovare lui, Frank Starenberg o l'apprendista sylvaniano.
  • L'abbazia ospita circa venti fra cavalieri e iniziati; l'Ordine conta centinaia di membri nella regione.
  • Le abbazie sopravvivono grazie a un equilibrio armato con i von Carstein. In cambio, il culto non interviene sempre contro rapimenti, schiavitu' e predazioni locali.
  • Drakenhof e' indicata come il maggiore centro dei non-morti. Mannfred von Carstein e' ritenuto dormiente, ma la notizia non e' certa.
  • Un ramo umano dei Carstein vive ancora in Sylvania. La presenza del conte von Stall nelle schiere dei von Carstein e' attestata, ma la sua natura non-morta non e' dimostrata.
  • Non emergono notizie locali sulle giovani scomparse presso Waldenhof; le informazioni potrebbero essere filtrate dai signori della zona.

Sanctum e catacombe:

  • Il complesso sotterraneo, costruito in parte dai nani, scende per circa trenta-quaranta metri e comprende sale di preparazione, solarium, Scriptorium del Vigilante e catacombe.
  • Una scala a chiocciola nella torre a destra della navata costituisce l'accesso noto.
  • Lo Scriptorium conserva testi antichi e rituali funerari ed e' sorvegliato anche di notte.
  • Leonardo, Marcus e Oronzo valutano un ingresso clandestino, ma non lo hanno tentato. L'accesso alla tomba di Matthisson non e' ancora stato ottenuto.

Oggetti e condizioni:

  • La Spada di San Toswick non ha segnalato presenze non-morte a Siegfriedhof o nell'abbazia.
  • Spada, mantello e arco restano con Oronzo; spada di Elassir e perle calorifere restano con Marcus; reagenti, licenza e trascrizione rituale restano con Leonardo.
  • Rotolo, cilindro e scrigno originali non sono in possesso della compagnia.
  • Nessun membro dei Martelli subisce nuove ferite, corruzione o alterazioni.

Fili narrativi aperti:

  • Ottenere il permesso di entrare nelle catacombe oppure decidere se rischiare un accesso clandestino.
  • Raggiungere il sarcofago di Matthisson, leggere la dedica nanica e chiarire la placca collegata a Barin Stonhammer.
  • Consultare lo Scriptorium del Vigilante senza violare i segreti funerari dell'abbazia.
  • Ritrovare Konrad Kurz, Frank Starenberg e l'apprendista sylvaniano.
  • Proseguire verso Waldenhof e indagare i von Stall e le sparizioni mantenendo segreto il complotto magrittiano.
  • Stabilire se Ser Igor possa diventare un alleato e quale sia la situazione reale di Essen; nessuna deviazione verso la citta' e' stata decisa.

"Fra i morti avevano trovato una prova. Fra i vivi, soltanto un'altra richiesta d'aiuto."

-- Marcus Ghast