Martelli da Guerra

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De Mercenariis Tileanis et Ingratitudine Imperiali

Ovvero: Come l'Impero Vinse le Sue Guerre con Soldati Non Suoi

Estratto dal "Trattato sulla Dipendenza Militare delle Nazioni Settentrionali dalla Genialità Meridionale", di Leonardo Isacco da Ponzacco, Magister Manifestorum


"L'Impero ha vinto tutte le sue guerre. Il problema è che non le ha vinte da solo, e i libri di storia sono scritti da chi firma l'assegno, non da chi impugna la picca."
— Leonardo Isacco da Ponzacco, appunti di viaggio a bordo della Vecchia Betsy


Premessa: Sulla Gratitudine come Vizio Settentrionale

Il lettore imperiale crederà di sapere chi ha costruito il suo Impero. Dirà: Sigmar. Dirà: i Conti Elettori. Dirà: la fede, il martello, la disciplina. E avrà torto su tutti i punti, tranne forse il martello — perché almeno il martello è uno strumento, e gli strumenti non hanno nazionalità.

La verità — che esporrò con la consueta ovvietà, affinché nessuno possa fingere di non averla capita — è che l'Impero è stato costruito, difeso, ricostruito e tenuto insieme dai Tileani. Non da soli, naturalmente. Ma senza di noi, l'Impero sarebbe oggi un insieme di villaggi litigiosi con pretese genealogiche e nessun cannone funzionante.

"Leo," mi avvertì Marcus quando iniziai questa dissertazione sulla Vecchia Betsy, "stai per dire qualcosa che ti farà prendere a pugni in qualsiasi taverna tra Altdorf e Middenheim."

"Marcus, io dico solo la verità. Se la verità è impopolare, il problema è del pubblico."

"Il pubblico ha le asce."

Ma ormai avevo aperto il taccuino.


Capitolo I: Nuln È Tileana (O: Il Segreto Peggio Custodito dell'Impero)

Cominciamo dal principio — letteralmente.

Nel 15 circa prima dell'anno Imperiale, un mercante tileano di Miragliano risalì il Fiume degli Echi e costruì un avamposto commerciale fortificato sulle rovine di un insediamento elfico abbandonato. Quell'avamposto divenne il punto di raccolta delle tribù locali in tempi di crisi. Quell'avamposto divenne una città. Quella città si chiama Nuln.

Nuln. La Perla del Reik. La Città dei Cannoni. La sede della Gunnery School, del Collegio degli Ingegneri, della più grande fonderia dell'Impero.

Fondata da un tileano.

"Aspetta," disse Oronzo, che stava contando gemme e ascoltava con un orecchio. "Nuln è tileana?"

"Nuln è stata fondata da un tileano. C'è una differenza sottile."

"Quale?"

"Che noi l'abbiamo fondata e loro se la sono presa. A Tilea la chiamiamo 'sfortuna'. Nell'Impero la chiamano 'destino manifesto'."

FattoVersione ImperialeVersione Tileana
Fondazione di Nuln"Un insediamento sorto per volontà divina"Un mercante di Miragliano cercava un posto dove vendere il pesce
La Gunnery School"Il genio dell'ingegneria imperiale"Ingegneri tileani con apprendisti locali
I cannoni di Nuln"La potenza dell'Impero"Polvere da sparo tileana, fonderie tileane, fatture pagate in corone imperiali

Inoltre i mercanti tileani — specialmente quelli di Miragliano e Remas — portarono con sé il culto degli Dei Classici. Shallya. Verena. E soprattutto Myrmidia, la dea della strategia, che oggi i generali imperiali invocano prima di ogni battaglia senza mai chiedersi come una divinità tileana sia finita nei loro accampamenti.

"Per via dei cappellani tileani che avete importato insieme ai balestrieri," risposi a un ufficiale imperiale che una volta me lo chiese. Non apprezzò.


Capitolo II: L'Età dei Tre Imperatori (O: Quando Pagavate Noi per Uccidervi tra Voi)

Nel 1366 CI — durante quel glorioso periodo di autodistruzione che i reiklander chiamano con pudore "L'Età dei Tre Imperatori" — accadde qualcosa di straordinario.

L'Impero si spaccò. Tre pretendenti al trono. Guerre civili ovunque. E chi combatté quelle guerre?

Mercenari tileani. Su entrambi i fronti.

"Non è un conflitto d'interessi?" chiese Giuliano quando gli raccontai questo passaggio.

"No. È diversificazione del portafoglio."

La logica è impeccabile: se un tileano combatte per il Conte A e un altro tileano combatte per il Conte B, qualsiasi sia il vincitore, un tileano ha vinto. Il denaro torna a Miragliano in ogni caso. È la forma più pura di strategia militare — quella che non dipende dal risultato della battaglia.

I condottieri tileani di quel periodo non erano mercenari. Erano investitori con la spada. Ogni contratto era un'operazione finanziaria. Ogni battaglia era un bilancio.

PeriodoSituazione ImperialeRuolo Tileano
1366 CIGuerre civili, tre imperatoriMercenari su tutti i fronti. Utile netto: positivo
1400–1450 CIAscesa dei condottieriLa guerra si fa a contratto. Chi paga vince. Chi non paga, paga dopo
1547–1979 CIQuattro secoli di frammentazioneQuattro secoli di contratti tileani. Fu la nostra epoca d'oro
1711 CIMaximilian III di Nuln perde contro le forze mercenarie di MiraglianoL'Impero perde una battaglia contro la città che ha fondato Nuln. L'ironia è geometrica

"Quattrocentotrentadue anni," dissi a Derryl. "L'Impero ha passato quattrocentotrentadue anni a combattere se stesso. E per tutto quel tempo, i Tileani hanno combattuto per loro. Per tutti loro. Simultaneamente."

"A Karaz Ankor," rispose il nano, "le guerre civili durano più a lungo. Ma almeno usiamo soldati nostri."

"E per questo," risposi, "le vostre guerre civili non finiscono mai. Noi le facciamo finire. Per contratto."


Capitolo III: Il Registro delle Compagnie (O: I Nomi che l'Impero Ha Dimenticato)

A questo punto il lettore chiederà: "Ma chi erano, questi mercenari? Davvero contavano qualcosa?"

La domanda è offensiva, ma la rispondo lo stesso — con un catalogo. Perché i nomi contano, e dimenticarli è la prima forma di ingratitudine.

Presento al lettore le Compagnie di Ventura tileane più celebri, quelle che i reiklander chiamano genericamente Mastini della Guerra — in tileano, Cani di Guerra, il che è già meno elegante ma almeno onesto. Ogni compagnia è un esercito privato, con un contratto, un condottiero e una reputazione da difendere. Non sono briganti. Sono professionisti.

"Leo," chiese Oronzo quando tirai fuori l'elenco, "li conosci tutti?"

"Li ho studiati. Mio padre Lorenzo aveva una mappa con le rotte delle compagnie di ventura segnate in rosso. Coprivano più territorio delle strade imperiali."

Le Compagnie di Ventura tileane in parata — reggimenti famosi del Vecchio Mondo

I Picchieri

La picca tileana è l'arma che ha cambiato la guerra nel Vecchio Mondo. Sei metri di legno con una punta di ferro — semplice, economica, devastante. L'Impero non l'ha inventata. L'ha comprata.

CompagniaCondottieroCittà d'OrigineSpecialità
Guardia Repubblicana di RiccoRicco il DuroRemasPicchieri pesanti in armatura completa, sciarpe di seta e oro. Ricco sostiene che un soldato ben vestito combatte meglio. Ha ragione: i suoi uomini non muoiono mai per primi, perché nessuno vuole sporcare la seta
La Fratellanza degli AlcataniRodrigo DelmonteCampagna tileanaPicchieri corazzati. Rodrigo era un nobile decaduto che perse tutto e trasformò i suoi servitori in soldati. A Tilea, quando perdi il palazzo, ti resta l'esercito
La Compagnia del LeopardoLeopoldLucciniPicchieri con pelli di leopardo. Credono di dover guadagnare la salvezza agli occhi del Dio Leopardo. Non so quale dio sia, ma i risultati sono notevoli

"Sciarpe di seta?" chiese Derryl, incredulo. "In battaglia?"

"A Tilea, Derryl, morire senza stile è considerato più grave che morire."

Guardia Repubblicana di Ricco — picchieri di Remas in armatura completa

Fratellanza degli Alcatani — picchieri corazzati della campagna tileana

Compagnia del Leopardo di Luccini — picchieri con pelli di leopardo

I Balestrieri

Se la picca è il muro, la balestra è la sentenza. I balestrieri tileani — in particolare quelli di Miragliano — sono i migliori del Vecchio Mondo. Non è un'opinione: è balistica.

CompagniaCondottieroCittà d'OrigineSpecialità
I Tiratori di MiraglianoVariMiraglianoIl reggimento di balestrieri più antico e rispettato. Ogni esercito imperiale ne vuole un contingente. Ogni esercito imperiale finge che siano volontari
Gli Assediatori di BraganzaBraganzaMiraglianoBalestrieri con pavesi — scudi grandi da posizionare a terra per formare una barricata mobile. Specialisti in guerra d'assedio. Se devi prendere un muro, chiami Braganza. Se devi difendere un muro, preghi che Braganza non sia dall'altra parte

Assediatori di Braganza — balestrieri di Miragliano con pavesi in assalto

Gli Specialisti

E poi ci sono quelli che non rientrano in nessuna categoria — perché a Tilea l'eccezione è la regola.

CompagniaCondottieroCittà d'OrigineSpecialità
La Vendetta di VesperoVesperoLucciniDuellanti. Non combattono in formazione: combattono uno contro uno, con la spada e il pugnale, sfidando i campioni nemici. È la forma più tileana di guerra — personale, teatrale e letale
La Legione Perduta di PirazzoPirazzoTobaroBalestrieri e picchieri misti — i sopravvissuti di una spedizione fallita in Lustria. Erano partiti per l'oro e tornarono con niente, tranne l'esperienza di aver combattuto lucertole giganti nella giungla. Ora combattono per chiunque paghi, con la competenza di chi ha già visto il peggio
I Cannoni Galoppanti di BronzinoBronzinoRemasArtiglieria mobile. Cannoni montati su carri che sparano, fuggono, si riposizionano e sparano di nuovo. Il nemico li insegue, loro scappano. Il nemico si ferma, loro sparano. È la tattica più codarda e più efficace mai inventata. Bronzino ne è orgoglioso
Gli Uomini-Uccello di CatrazzaVariVerezzoSoldati con macchine volanti a ali di tela, ispirate ai progetti di Leonardo da Miragliano. Sì, quel Leonardo — il grande inventore che entrò al servizio dell'Imperatore nel 2012 CI e costruì i Carri a Vapore. Non il sottoscritto, purtroppo. Ma il principio è lo stesso: se non puoi vincere a terra, vinci dall'alto

"Aspetta," disse Marcus. "C'è un altro Leonardo? Un inventore di Miragliano al servizio dell'Imperatore?"

"Leonardo da Miragliano. Il più grande genio che Tilea abbia mai prodotto. Ha costruito i Carri a Vapore, le macchine volanti, armi che l'Impero usa ancora oggi. È entrato al servizio imperiale nel 2012 CI."

"E l'Impero lo chiama 'ingegnere imperiale'?"

"Naturalmente. A Tilea inventiamo, nell'Impero rinominano. È il ciclo della storia."

Vendetta di Vespero — duellanti di Luccini

Legione Perduta di Pirazzo — veterani di Tobaro reduci dalla Lustria

Cannoni Galoppanti di Bronzino — artiglieria mobile di Remas

Uomini-Uccello di Catrazza — compagnia aerea di Verezzo

I Non-Tileani (Ma Comunque Nostri)

Infine, una nota su quelle compagnie che non sono tecnicamente tileane, ma operano sul suolo tileano, si riforniscono in Tilea, e vengono pagate con denaro tileano — il che, a tutti gli effetti pratici, le rende tileane.

CompagniaCondottieroOrigine RealePerché Sono Comunque Tileani
I Venatori di VolandVolandImperoCavalieri mercenari. Interessati solo al denaro e a spenderlo. Operano in Tilea perché è l'unico posto dove un cavaliere può cambiare bandiera senza perdere l'onore — a Tilea l'onore si rinegozia a ogni contratto
I Galeoni di Long DrongLong DrongNanicoSlayer Pirati nanici con pistole. Non sono tileani, ma il loro porto d'origine è tileano, le loro navi sono tileane, e il rum che bevono è tileano. A Tilea, chi beve il nostro rum è dei nostri
I Polli da Combattimento di Lumpin CroopLumpin CroopMootHalfling bracconieri e esploratori. Tecnicamente mootlandesi. Ma si sono formati in Tilea, perché nel Moot non c'è abbastanza crimine organizzato per un halfling ambizioso

"Hai appena classificato come tileani dei nani pirati, degli halfling bracconieri e dei cavalieri imperiali," osservò Marcus.

"Se il denaro è tileano, il soldato è tileano. È il principio fondamentale della finanza militare."

"È il principio fondamentale della tua fantasia, Leo."

Venatori di Voland — cavalieri mercenari di origine imperiale

Galeoni di Long Drong — Slayer Pirati nanici con pistole

Polli da Combattimento di Lumpin Croop — halfling bracconieri ed esploratori

Può darsi. Ma le compagnie esistono, i contratti sono firmati, e le battaglie sono state vinte. Il resto è contabilità.


Capitolo IV: La Grande Guerra contro il Caos (O: Quando Salvammo il Mondo e Nessuno Ci Ringraziò)

Nel 2302 CI, le forze del Caos varcarono il Lynsk e assediarono Praag. Praag cadde nell'inverno. L'Impero era diviso, disorganizzato, senza un imperatore legittimo da secoli.

Magnus il Pio — che i libri di storia imperiali dipingono come un eroe solitario illuminato dalla fede — fece l'unica cosa sensata: chiamò rinforzi. E chi rispose?

Compagnie tileane.

Balestrieri. Picchieri. Condottieri con i loro eserciti privati. Arrivarono per fede? No. Arrivarono perché il Caos è cattivo per gli affari — non puoi vendere seta a un demone — e perché Magnus pagava bene. O almeno prometteva di pagare, il che a Tilea è considerato sufficiente.

"Le cronache imperiali," spiegai a Marcus, "dicono che Magnus unì l'Impero con la fede."

"E non è vero?"

"Marcus, la fede non paga i picchieri. L'oro paga i picchieri. E l'oro veniva dalle banche tileane che finanziarono la campagna, dalla Banca Cagliostri di Miragliano ai prestiti dei mercanti di Remas."

Marcus non rispose. Prese un appunto.

Bilancio della Grande Guerra per la Tilea:

VoceDettaglio
Truppe inviateCompagnie di balestrieri, picchieri, condottieri indipendenti
Motivazione ufficialeDifesa della civiltà
Motivazione realeIl Caos non compra spezie
Riconoscimento nei libri di storia"Molte bande mercenarie fecero fortuna" — una riga. Una
Riconoscimento di MagnusAmicizia eterna con lo Zar di Kislev. Nessuna menzione dei Tileani

"Una riga," ripetei. "Quattrocento anni a combattere le vostre guerre, e nella cronaca più importante dell'Impero ci dedicano una riga."

"Almeno vi hanno menzionato," disse Derryl. "I nani a Kislev c'erano anche, e non ci hanno dedicato nemmeno quella."

Aveva ragione. Ma la sofferenza altrui non diminuisce la propria.


Capitolo V: Myrmidia Conquista il Nord (O: La Vendetta Culturale)

Ciò che le armi non hanno ottenuto, la religione sta ottenendo.

Il culto di Myrmidia — la dea tileana della guerra e della strategia — si è infiltrato nell'Impero con la stessa discrezione di un condottiero che cambia bandiera: lentamente, professionalmente, e senza che nessuno se ne accorga finché non è troppo tardi.

I sacerdoti e le sacerdotesse di Myrmidia siedono oggi come consiglieri presso i nobili imperiali del sud e dell'ovest. Non come ospiti: come comandanti sul campo. Il Culto di Ulric — che per secoli ha monopolizzato la teologia militare imperiale — guarda con sospetto crescente questa intrusione meridionale. Ma non può farci nulla, perché Myrmidia offre qualcosa che Ulric non ha mai offerto: una strategia.

Ulric dice: "Combatti con furia."

Myrmidia dice: "Combatti con intelligenza."

L'Impero ha provato per duemila anni il metodo Ulric. Il risultato è l'Età dei Tre Imperatori, Mordheim, e una lista di sconfitte che nemmeno il mio taccuino è abbastanza grande da contenere. Ora provano Myrmidia. E funziona.

"Padre Giuliano," chiesi al nostro prete durante una sosta, "cosa ne pensi dell'avanzata di Myrmidia nell'Impero?"

Giuliano, dalla branda dove riposava con la febbre verde che non lo abbandonava, aprì un occhio.

"Penso," disse con la voce del malato che non ha energia per la diplomazia, "che Myrmidia è una dea di strategia. E la strategia migliore è arrivare dove ti invitano, non dove devi combattere."

"Dunque approvi?"

"Approvo il risultato. Il metodo è discutibile. Ma a Tilea il metodo è sempre discutibile."

CultoApproccio alla guerraRisultato storico
UlricFuria, forza bruta, niente ritirate432 anni di guerre civili
SigmarUnità, fede, martelloFunziona quando c'è un Magnus. Altrimenti, vedi Ulric
MyrmidiaStrategia, disciplina, pianificazioneNessuna città-stato tileana è mai caduta per stupidità tattica. Per veleno sì, ma quello è un altro discorso

Capitolo VI: Il Fiume degli Echi (O: Come Aggirare Marienburg Senza Che Se Ne Accorga)

Il capitolo finale di questa dipendenza riguarda il commercio — perché a Tilea la guerra e il commercio sono la stessa disciplina con divise diverse. E riguarda una meraviglia che pochi conoscono, ma che è forse la più grande impresa di esplorazione mai compiuta da un tileano.

La Scoperta

Prima di esistere come rotta commerciale, il Fiume degli Echi fu una scommessa disperata.

I mercanti tileani, avendo sentito delle nuove tribù umane a est, volevano allargare le reti commerciali. Ma le opzioni erano tutte pessime: navigare attraverso la Corrente dei Pirati vicino a Sartosa, risalire il Golfo Nero e poi viaggiare via terra fino al Passo del Fuoco Nero. Oppure costeggiare il continente a nord, attraverso le acque inesplorate del Grande Oceano fino al Mare degli Artigli. Entrambe le rotte erano pericolose e costose — in vite e in oro.

Fu un mercante di Miragliano — il cui nome la storia non ha conservato, il che la dice lunga sulla gratitudine imperiale — a trovare la soluzione. Scoprì un nastro d'acqua scura che passava sotto i Vaults, le montagne che separano Tilea dall'Impero. Un fiume sotterraneo che attraversava il cuore della roccia per oltre trecento miglia.

"Trecento miglia sottoterra," ripetei a Marcus. "In un tunnel. Su un fiume. Al buio."

"Sembra orribile."

"È orribile. Ma è anche geniale. Perché dall'altra parte c'era il cuore dell'Impero."

Il mercante radunò una grande compagnia di mercenari e si avventurò nella rotta sotterranea. Perse quasi metà della spedizione — creature delle caverne, orrori nell'oscurità, cose che nessun registro commerciale descrive nel dettaglio. Ma emersero, più o meno intatti, esausti e quasi sconfitti.

Vagarono verso nord cercando insediamenti, combattendo le creature ostili di quelle terre ancora selvagge, finché trovarono le rovine di un antico avamposto degli Alti Elfi su un grande fiume. Le ricostruirono. Chiamarono quel luogo Nuln.

"Aspetta," disse Marcus. "Stai dicendo che Nuln è stata fondata da un tileano?"

"Sto dicendo che la città che produce i cannoni dell'Impero, la città dove risiede la Contessa Elettrice, la capitale industriale del Reikland meridionale — fu fondata da un mercante di Miragliano che cercava un posto dove vendere le sue merci. Sì."

Marcus tacque. Il che, come ho detto, è una risposta.

La Riscoperta: Guido Pasolini

Guido Pasolini naviga il Fiume degli Echi alla luce delle lanterne

Il tempo e gli inganni fecero dimenticare la rotta sotterranea per molti secoli. Gli imperiali, ingannati da esploratori precedenti, si convinsero che il canale sotterraneo del Fiume Sol fosse impraticabile. Le leggende parlavano di un fiume sotto le montagne, ma nessuno le prendeva sul serio — nell'Impero le leggende sono così numerose che distinguerle dalla realtà è un mestiere a tempo pieno.

Ci volle un tileano per distinguerle.

Nel 2235 CI, l'esploratore Guido Pasolini di Miragliano organizzò una spedizione alla sorgente del Fiume Cristallo, seguendo una strana leggenda che parlava di una rotta attraverso le montagne. Pasolini e i suoi uomini risalirono il corso d'acqua e scoprirono che sfociava in un immenso complesso di caverne che sembrava condurre da qualche parte sotto i Vaults.

Stabilì un campo base a Campogrotta, all'imbocco meridionale. Poi fece ciò che solo un tileano avrebbe fatto: raccolse i mercenari, accese le lanterne e mise le barche in acqua.

"Barche a lanterna," dissi a Derryl. "In un fiume sotterraneo. Nell'oscurità totale. Scivolando quasi in silenzio verso l'ignoto."

"Folle," disse Derryl.

"Tileano," corressi io.

Dopo circa duecentocinquanta chilometri di navigazione nel buio, il complesso di caverne si aprì in qualcosa di inimmaginabile: una cupola sotterranea larga tre chilometri. E non era buia. Funghi luminescenti inondavano l'intera camera di un crepuscolo permanente, rivelando agli occhi sbalorditi dei tileani uno spettacolo che nessuna cattedrale imperiale potrà mai eguagliare.

La camera era un'immensa sorgente da cui l'acqua fluiva lentamente nei tunnel verso nord e verso sud — la sorgente comune del Cristallo a ovest e del Fiume Sol a est. Nel centro della cupola, Pasolini trovò le rovine di antichi edifici nanici. Studiosi successivi confermarono che i nani avevano adattato i tunnel naturali, trasformandoli in corsi d'acqua facilmente navigabili. Per una volta, devo concedere ai nani un merito ingegneristico senza riserve.

"Per una volta?" disse Derryl.

"Non rovinare il momento."

Seguendo i passaggi verso nord, la spedizione emerse alla luce del giorno alla presunta sorgente del Fiume Sol, a sud dell'Impero. Pasolini chiamò l'intero percorso sotterraneo Fiume degli Echi — anche se molti oggi preferiscono usare i nomi Cristallo e Sol per i fiumi a ovest e a est di Alimento.

Pasolini comunicò la scoperta al Duca di Miragliano. Campogrotta fu consolidata e fortificata. Iniziò la colonizzazione dell'immensa sala delle sorgenti, che i tileani chiamarono Alimento. Poi, con la sicurezza del percorso garantita, i tileani si presentarono a Kreutzhofen — davanti agli abitanti sbalorditi dell'Impero, che non sapevano nemmeno che la spedizione fosse partita e che credevano ancora che il canale sotterraneo fosse impraticabile.

"Pasolini," annotai. "Un nome che ogni tileano dovrebbe conoscere e che nessun imperiale ha mai sentito. L'uomo che riscoprì la strada sotto le montagne e dimostrò che le leggende, a volte, sono solo mappe dimenticate."

La Rotta

Il Fiume degli Echi è oggi considerato la grande meraviglia dei Vaults. Il percorso completo:

TappaDescrizione
Campogrotta (Tilea)Villaggio all'ingresso meridionale del tunnel, fortificato dopo la riscoperta. Una piccola comunità di nani vi risiede
AlimentoCittà-caverna a metà percorso, nell'immensa cupola di tre chilometri illuminata da funghi luminescenti. Costruita sulle rovine naniche. Punto focale del commercio con l'Impero
Kreutzhofen (Wissenland)Uscita settentrionale. Da qui le merci raggiungono Nuln, Pfeildorf e il resto dell'Impero

Oltre trecento miglia di fiume sotterraneo, con una città luminescente nel mezzo. Le comunità tileane di Campogrotta e Alimento sono cresciute costantemente con l'aumentare dei commerci, e anche Kreutzhofen ha prosperato. Una rotta diretta tra la Tilea settentrionale e il Wissenland che bypassa ogni passo montano, ogni brigante d'alta quota e — soprattutto — ogni dazio di Marienburg.

Il Controllo Tileano

Ed ecco il dettaglio che più mi inorgoglisce.

Negli inverni rigidi, quasi tutti i passi da e verso il Wissenland sono bloccati dalla neve. Questo rende il Fiume degli Echi l'unica rotta commerciale praticabile tutto l'anno. Il suo valore è così grande che gli antenati dell'attuale Contessa Elettrice del Wissenland accettarono un accordo straordinario: il controllo del tunnel di centocinquanta miglia resta ai Tileani.

"I tileani controllano un tunnel sotto territorio imperiale?" chiese Oronzo con gli occhi che brillavano.

"Centocinquanta miglia di tunnel. Sotto le montagne dell'Impero. Controllate da noi. Gli imperiali hanno calcolato che le entrate dai dazi sulle merci che attraversano le loro terre compensano la perdita di controllo sul tunnel. È un ragionamento sensato — per una volta — ma il risultato è che un pezzo di Impero è amministrato da Tilea."

"Ancora," osservò Oronzo con ammirazione professionale.

Le case mercantili di Miragliano e Remas hanno già aperto uffici commerciali a Nuln e Pfeildorf. Sperano di usare questa rotta per aggirare Marienburg e tagliare i costi. Le carovane attraversano i passi montani quando il tempo lo permette, e il fiume quando non lo permette. Il denaro tileano finanzia le fonderie. La seta tileana veste i nobili. Il vino tileano riempie le coppe.

Marienburg — la città che si è arricchita facendo da intermediario tra chi produce e chi consuma — è furiosa. Ma non può farci nulla, perché il fiume non le appartiene e la geografia non si può monopolizzare.

"A questo punto," dissi, "l'unica cosa imperiale che l'Impero ha ancora sono le tasse."

"E le tasse," aggiunse Oronzo, "le evitiamo."

RottaControllata daVantaggio
Via MarienburgMarienburgMonopolio storico, costi altissimi, intermediari ovunque
Fiume degli EchiCase mercantili tileaneRotta diretta tutto l'anno, tunnel sotto controllo tileano, Marienburg esclusa
Passi montaniNessuno (clima permettendo)Stagionale, rischiosa, ma libera

Conclusione: Sulla Necessità del Meridione

Perché l'Impero ha bisogno dei Tileani?

  1. Perché Nuln è tileana. La città che produce i cannoni dell'Impero fu fondata da un mercante di Miragliano. Senza quel mercante, l'Impero non avrebbe cannoni. Senza cannoni, l'Impero non avrebbe vinto la metà delle sue guerre. È una catena causale che inizia con un tileano e finisce con una vittoria imperiale, e nel mezzo c'è solo polvere da sparo.
  1. Perché le guerre si combattono a contratto. Per quattro secoli, ogni esercito imperiale aveva una componente tileana. Balestrieri, picchieri, condottieri. Togliete i Tileani dalla storia militare dell'Impero e restano contadini con le forche.
  1. Perché Myrmidia è più intelligente di Ulric. L'Impero sta scoprendo che la strategia funziona meglio della furia. Lo scopre grazie a sacerdoti tileani. Lo ammetterà tra un secolo.
  1. Perché il denaro è tileano. Le banche, i prestiti, le rotte commerciali — tutto passa per Miragliano e Remas. L'Impero è un cliente. Un buon cliente, ma pur sempre un cliente.

In definitiva: l'Impero è la casa. La Tilea è l'architetto, l'impresario, il decoratore, il cuoco e il banchiere. L'Impero ha messo il terreno. Noi abbiamo messo tutto il resto.

"Hai finito?" chiese Marcus quando posai il taccuino.

"Per oggi."

"Bene. Perché se qualcuno a Karak Hirn sentisse questa lezione, ci caccerebbero prima di entrare."

"Marcus, io non offendo nessuno. Io informo."

"La differenza, a nord delle Alpi Grigie, è puramente accademica."


"Tenni una lezione sulla dipendenza militare dell'Impero dai Tileani a bordo della Vecchia Betsy. L'uditorio era composto da un nano che faceva finta di dormire, un ricettatore che prendeva appunti sulle rotte commerciali, un soldato che cancellava i miei appunti dal suo taccuino, e un prete con la febbre che annuiva — non so se per accordo o per delirio. Drong non commentò. Uno Slayer rise, ma potrebbe essere stato il vento."
— Leonardo Isacco da Ponzacco, Annotazione di Viaggio n. 61


Fine del Trattato

Depositato presso l'Archivio dell'Università Civico-Strategica di Miragliano, Sezione "Studi sulla Dipendenza Settentrionale e le Sue Conseguenze Economiche".