Martelli da Guerra

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Derryl "Barilotto" Duraksson: Lo Scettico di Zhufbar

"L'oro non ha odore, ma la polvere nera profuma di casa."


⚙️ PARTE I: IL SANGUE E IL CARBONE (Origini)

Derryl è nato nelle viscere fumose di Zhufbar, la grande fortezza nanica sul fiume Zhuf, dove il fragore dei martelli sulle incudini non cessa mai e l'aria sa di carbone, olio e metallo fuso. Zhufbar è il cuore pulsante dell'ingegneria nanica: qui si forgiano le armi più letali, si costruiscono i motori a vapore più potenti, e generazioni di ingegneri hanno spinto i limiti della tecnologia fino al confine con la follia. Suo padre, Durak "Manoferma", era un mastro fonditore specializzato in componenti per pompe di drenaggio minerario, che passava mesi a martellare un singolo pistone per assicurarsi che fosse "gradito agli antenati e resistente alla corrosione". Sua madre, Hilda, gestiva la contabilità della Gilda dei Mercanti con una freddezza che faceva tremare i banchieri di Marienburg e i principi di Luccini.

Cresciuto nel Quartiere delle Fonderie, tra il fumo denso dei carboni fossili e il ritmo incessante delle presse a vapore, Derryl imparò presto una lezione fondamentale: l'acciaio ben forgiato e la logica ferrea sono le uniche cose che non tradiscono mai. Fin da piccolo, guardava con uno scetticismo malcelato le grandi cerimonie naniche. Mentre gli altri cantavano le lodi ancestrali di Grungni, lui si chiedeva perché le pompe a vapore della Gilda non avessero una valvola di sicurezza più efficiente e perché si dovesse pregare per una caldaia che chiaramente perdeva pressione a causa di una guarnizione usurata.

Il Disonore: L'Incidente della Pompa a Vapore

La sua espulsione dalla Gilda degli Ingegneri non fu dovuta a follia o incompetenza, ma a un eccesso di pragmatismo che gli anziani considerarono rasente la blasfemia. Derryl aveva scoperto che miscelando l'olio minerale raffinato con la resina di pino filtrata e un pizzico di zolfo purificato, si poteva raddoppiare la pressione delle caldaie sperimentali, riducendo drasticamente i consumi di carbone.

Il test ufficiale, condotto nel 2510 IC davanti al Gran Maestro della Gilda e a una delegazione di nobili di Karaz-a-Karak, fu un trionfo per i primi dieci minuti. La pompa a vapore lavorava con una velocità mai vista, drenando un pozzo minerario in tempo record. Poi, Derryl si accorse del difetto nel progetto degli anziani: le tubature in bronzo tradizionali — forgiate secondo canoni immutati da trecento anni — non erano state progettate per quella pressione. Non ci fu un'esplosione fragorosa, ma un fischio acuto e lacerante, seguito da una nuvola di vapore bollente che avvolse l'intera sala macchine. Quando il vapore si diradò, l'ispettore capo si ritrovò senza sopracciglia, con la barba coperta di resina appiccicosa e un Rancore nuovo di zecca da scrivere. Derryl non abbassò lo sguardo. Guardò l'ispettore dritto negli occhi e disse: "I vostri tubi sono vecchi di secoli. Era ovvio che cedessero sotto una spinta moderna. Dovreste ringraziarmi per aver dimostrato la vostra negligenza senza far saltare in aria l'intera fonderia." Fu la fine della sua carriera accademica. Il suo nome fu segnato in piccolo nel Libro dei Rancori (sottosezione "Arroganza Ingegneristica e Mancanza di Rispetto per le Tradizioni") e lui, senza voltarsi, prese la via dell'esilio.


🏴‍☠️ PARTE II: L'ESILIO E IL FIUME (La Vita da Mercenario)

Dopo l'espulsione dalla Gilda, Derryl attraversò i Mondi's Edge seguendo le carovane naniche che commerciavano con l'Impero. Fu durante questo periodo che ricevette il soprannome "Barilotto", non tanto per la sua corporatura tarchiata, ma per la sua bizzarra teoria secondo cui ogni problema umano — dalla fame alla guerra, dalla religione all'amore — potesse essere ridotto a un volume preciso, misurato e, se necessario, svuotato come un barile di birra scadente.

Viaggiando tra le città imperiali, Derryl affinò il suo scetticismo trasformandolo in un'arma di sopravvivenza. Imparò che se un mercante sorride troppo, sta per fregarti sul prezzo; se un soldato prega con troppo fervore, sta sicuramente nascondendo un debito o una colpa; e se un nobile promette una ricompensa troppo alta, probabilmente ha intenzione di non tornare vivo per pagarla.

L'Arrivo sul Fiume Söll

Le strade polverose dell'Impero, però, divennero presto "troppo affollate di predicatori e troppo povere di buona birra". Dopo una serie di lavori come artificiere mercenario tra Averheim e Nuln, e una partita a carte in una locanda di Pfeildorf finita con un coltello piantato nel tavolo e un sergente del Reikland con la mascella rotta, Derryl capì che le nebbie dei fiumi imperiali offrivano un anonimato molto più redditizio. Si stabilì sul fiume Söll, acquistando per pochi scellini una chiatta fluviale malridotta che trasformò nella sua casa, nella sua officina mobile e nel suo deposito personale. Qui scoprì che gli umani sono creature affascinanti, tragiche e profondamente illogiche, capaci di farsi massacrare per un'idea teologica astratta ma di tradire il proprio fratello per un boccale di birra annacquata. Iniziò a offrire i suoi servizi come "consulente logistico e balistico" (un termine elegante per indicare un mercenario esperto di esplosivi e navigazione fluviale), finché a Nuln non incrociò la strada della delegazione tileana composta dallo Scolaro e dal Prete.


🔫 PARTE III: GLI STRUMENTI DEL MESTIERE (L'Elogio della Semplicità)

Derryl nutre un profondo disprezzo per le armi eccessivamente ornamentali, per le spade bilanciate come piume o per i fucili a ripetizione che richiedono una laurea per essere ricaricati. Per lui, un'arma è uno strumento identico a un martello, a uno scalpello o a una chiave inglese. Deve funzionare sempre, in qualsiasi condizione atmosferica, specialmente quando sei coperto di fango fino alle ginocchia e qualcuno sta cercando attivamente di staccarti la testa dal collo.

La Pistola Nanica: Solidità e Acciaio

La pistola che Derryl porta alla cintura non ha un nome, non ha incisioni runiche e non ha una storia leggendaria. È una pistola a pietra focaia di fabbricazione nanica standard, forgiata nei bassifondi di Nuln seguendo i canoni tecnici di Zhufbar. È pesante, sgraziata e ha un calcio in legno di noce rinforzato con fasce di ferro per poter essere usata come mazza nel corpo a corpo.

  • La Manutenzione: Derryl dedica ore ogni sera alla pulizia della canna e alla lubrificazione dei meccanismi. Non è devozione religiosa, ma scetticismo puro verso la fortuna. "Se la molla scatta e la polvere è asciutta, non ho bisogno che gli dèi mi sorridano. Ho bisogno che la fisica faccia il suo dovere," ripete spesso quando vede Giuliano pregare prima di uno scontro.
  • Il Proiettile: Derryl non si fida delle pallottole di piombo morbido vendute dai mercanti imperiali. Fonde personalmente i suoi proiettili usando scarti di ottone e ferro recuperati nelle discariche degli arsenali, rendendoli pesanti, irregolari e devastanti a breve distanza.

La "Tagliagole"

La sua sciabola corta è una lama larga e spessa, più simile a una mannaia da macellaio che a una spada. Non serve per tirare di scherma elegante — un'arte che Derryl considera "una danza inutile per elfi che non hanno mai dovuto tagliare una catena arrugginita in una miniera che crolla". La sciabola serve per tranciare corde, rompere legna da ardere, forzare casse e, occasionalmente, spaccare scudi di legno. Ha una guardia a cesto massiccia in ottone che Derryl usa regolarmente per colpire al volto i nemici che arrivano troppo vicini al suo spazio vitale.


⚔️ PARTE IV: RAPPORTI CON LA COMPAGNIA (L'Ingegnere del Gruppo)

Derryl osserva i membri del gruppo con la pazienza rassegnata di un ingegnere che aspetta che un ingranaggio palesemente difettoso faccia finalmente rumore. Non cerca il conflitto, ma la verità pratica, e la sua diffidenza è distribuita equamente tra tutti i compagni.

  • Leonardo Isacco (Lo Scolaro): Derryl è segretamente affascinato dalla follia di Leonardo, ma è anche il suo critico più feroce. Quando lo scolaro si lancia in spiegazioni accademiche sul corso "De Claritate Manifestorum", Derryl commenta con un sospiro: "Professore, scrivere venti pagine per dimostrare che il cielo è in alto è uno spreco criminale di carta, inchiostro e tempo cerebrale. Guarda in su. È blu? Sì. C'è il sole? Sì. Fine del trattato. Ora aiutami a calibrare questo bilanciere invece di parlare d'ombre." Tuttavia, i due passano ore a confabulare. Derryl apprezza che Leonardo non si fidi delle apparenze immediate, e Leonardo apprezza che Derryl sia l'unico capace di mettere alla prova ogni sua teoria con un test pratico, solitamente distruttivo. Sono diventati, loro malgrado, i "manutentori del buon senso" della compagnia.
  • Oronzo Cassano (Il Ladro): Verso Oronzo, Derryl nutre uno scetticismo divertito. "Oronzo, non chiamarlo 'redistribuzione delle risorse'. Chiamalo furto. È più onesto verso la borsa della vittima e risparmi fiato." Nonostante questo, i due vanno d'accordo. Entrambi sanno che la vita è un affare e che la lealtà è un costo variabile. Spesso si scambiano informazioni sulle rotte fluviali meno sorvegliate e Derryl apprezza che Oronzo non cerchi mai di vendergli "fede" o "ideali", ma solo occasioni tangibili.
  • Padre Giuliano (Il Prete): Con Giuliano, lo scetticismo di Derryl tocca vette teologiche. "Padre, dici che Myrmidia ha guidato la tua mano in quello scontro? Io ho visto solo la tua spalla fare il lavoro grosso e una buona dose di addestramento militare. La Dea non era lì a ricaricare il tuo arco mentre tu eri impegnato a non farti ammazzare." Nonostante questa diffidenza verso il divino, Derryl riconosce l'autorità di Giuliano. In battaglia, il prete è solido, non esita e sa dove mettere i piedi. Per un nano, la solidità fisica e mentale vale più di mille anni di litanie.
  • Marcus Ghast (La Spia): Verso Marcus, lo scetticismo di Derryl diventa diffidenza professionale assoluta. Derryl non odia Marcus, semplicemente non crede a una singola virgola che esce dalla sua bocca. "Ghast è come il fondo di una botte di birra abbandonata: sembra solido finché non ci poggi sopra il peso e scopri che il legno è marcito da anni." Lo osserva costantemente mentre scrive sul taccuino e spesso lo interrompe: "Stai segnando quanto bevo o quante volte ho pulito la mia pistola, Ghast? Se vuoi sapere la verità, chiedimela direttamente. Mi divertirò un mondo a vedere quanto sei disposto a pagare per una risposta sincera."

🍺 PARTE V: IL MANUALE DEL BARILOTTO (Filosofia della Sopravvivenza)

Derryl ha una visione del mondo racchiusa in quello che lui definisce il "Codice della Chiatta", una raccolta di massime nate tra i fumi della polvere nera e il fango del fiume:

  1. Sulla Realtà: "Se non puoi prenderlo a martellate, berlo o usarlo come zavorra, allora probabilmente è un'illusione elica o un trucco di un mago che ha troppa fantasia."
  2. Sulla Magia: "La magia è solo scienza che ha bevuto troppo liquore di funghi e ha dimenticato come comportarsi in pubblico. È imprevedibile, sporca e solitamente finisce con qualcuno che perde un arto senza motivo."
  3. Sull'Autorità: "Le guardie cittadine e i nobili sono come le correnti del Söll: se le segui arrivi a destinazione con poco sforzo, se ci vai contro ti stanchi e rischi di affondare. Ma non dimenticare mai che la corrente non sa chi sei e non le importa nulla di dove vuoi andare."
  4. Sulla Fine del Mondo: "Succederà un martedì pomeriggio, quando avremo finito l'ultima scorta di polvere nera e la birra sarà diventata aceto. Fino ad allora, lubrifica bene gli ingranaggi, tieni la pietra focaia asciutta e non fidarti mai di un uomo che ride senza motivo."

Il soprannome "Barilotto" è ormai la sua pelle. Gli piace. Suggerisce qualcosa di ermetico, di solido e di pronto a rotolare sopra chiunque sia così stupido da mettersi in mezzo al suo cammino. Il suo sogno non è la gloria eterna degli Antenati, né la redenzione per il suo disonore. Il suo sogno è accumulare oro a sufficienza per costruire un battello a vapore fluviale tutto suo, interamente corazzato in ferro, con cannoni che sparano sempre dritto e senza nessuno che gli dica che sta bruciando troppa polvere o che sta infrangendo tradizioni millenarie. Fino a quel giorno, continuerà a viaggiare con questo gruppo di folli e sognatori, borbottando contro la birra acquosa imperiale e assicurandosi, con un occhio socchiuso e scettico, che nessuno della compagnia inciampi nella propria ombra.