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De Puzzopeditis: Trattato sulla Cura Definitiva del Piede Fetente

Protocollo Medico-Chirurgico redatto da Leonardo Isacco da Ponzacco, Chirurgo Itinerante, già Magister presso l'Università Civico-Strategica di Miragliano

"Il piede è la fondamenta dell'uomo, come il basamento è la fondamenta del tempio. Se puzza la fondamenta, crolla l'edificio — e con esso, la dignità. E quando le fondamenta marciscono, non si prega: si taglia."
— Leonardo Isacco da Ponzacco, annotazione clinica sul caso Handler


Premessa Scientifica

La puzzopiedite — volgarmente nota come "piede del mercante", "maledizione del cammino", o presso gli Halfling come "il flagello dello stivale" — è una patologia cronica del piede caratterizzata da:

  1. Fase I (Fetida Simplex): Olezzo persistente, resistente a lavaggio con acqua e sapone comune
  2. Fase II (Pustolosa Viridis): Comparsa di bolle purulente con essudato verdastro tra le dita
  3. Fase III (Gangrenosa Ambulans): Necrosi localizzata, distacco dell'unghia, impossibilità sociale totale

Il Paziente Zero — il mercante Alban Handler di Nuln — presentava al momento dell'esame una Fase II avanzata con tendenza alla III, aggravata da anni di marcia in stivali di cuoio non trattato e dalla completa assenza di igiene podalica.

I rimedi popolari (abluzioni in erba pipa, cataplasmi di fango del Reik, preghiere a Shallya con i piedi nell'aceto) sono empiricamente insufficienti. L'erba pipa possiede qualche proprietà antifungina — lo ammetto con riluttanza — ma è come tentare di spegnere un incendio con uno sputo. La puzzopiedite in Fase II richiede l'intervento del chirurgo, non della comare.


La Cura Isacciana

Nome ufficiale: Protocollum Isaccianum Contra Foetor Pedis Nome popolare: "La Cura del Fuoco"

Strumenti e Materiali

MaterialeFunzione
Bisturi o lancetta (sterilizzato nella fiamma)Per aprire le pustole
Zolfo in polvereL'antiputrido — uccide il fungo per soffocamento chimico
Grasso d'orso (o sego di montone)Per legare lo zolfo in pasta
Ferro da cauterio (o lama di coltello)Per la cauterizzazione — arroventare prima dell'uso
Acquavite (o grappa forte)Metà per il paziente, metà per la ferita
Bende di lino pulitePer fasciatura finale

Fase 1 — Aprire (La Lama)

Immobilizzare il piede del paziente. Se necessario, farsi aiutare: un uomo con la puzzopiedite in Fase II non resta fermo volentieri quando vede una lama avvicinarsi alle sue bolle. Somministrare mezzo bicchierino di acquavite. L'altra metà servirà dopo.

Con il bisturi sterilizzato nella fiamma, incidere ogni pustola con un taglio netto. Lasciare che il pus dreni completamente. Il liquido verdastro che fuoriesce è il segno della malattia: finché esce, il piede non guarisce. Premere ai lati della bolla per favorire il drenaggio.

Non usare le dita nude. Non usare i denti. Non schiacciare come si schiaccia un brufolo. Sì, è necessario specificarlo — l'ho visto fare.

Fase 2 — Lo Zolfo (La Pasta che Sterilizza)

In un mortaio, amalgamare lo zolfo in polvere con il grasso d'orso fino a ottenere una pasta densa, di colore giallo scuro. L'odore è pungente — lo zolfo ha questa caratteristica. Chi si lamenta dell'odore dello zolfo non ha mai annusato un piede in Fase II.

Spalmare la pasta di zolfo direttamente sulle pustole aperte e su tutta la zona infetta del piede. Generosamente. Lo zolfo deve entrare nella carne viva, nelle fessure lasciate dal bisturi. Il paziente urlerà. È previsto.

Lasciar seccare. La pasta indurisce in una crosta gialla compatta che sigilla le ferite e soffoca le spore fungine nei tessuti sottostanti. Ci vuole circa un quarto d'ora. Il paziente non deve muovere il piede. Se si lamenta, ricordargli l'alternativa: l'amputazione.

Fase 3 — Il Fuoco (La Focata)

Quando la pasta di zolfo è secca, scaldare il ferro da cauterio nella fiamma — non rovente, non rosso ciliegia: caldo. Dev'essere abbastanza da sentire il calore a un palmo di distanza, ma non da far sfrigolare la carne al contatto. Non si sta ferrando un cavallo.

Appoggiare il ferro caldo sulla crosta di zolfo, premendo leggermente. Il calore scioglie lo zolfo indurito e lo spinge nei tessuti, sigillando le ferite e cuocendo le spore del fungo. Un paio di secondi per pustola. Il paziente sentirà un bruciore intenso ma sopportabile — molto diverso da una cauterizzazione chirurgica vera.

"Non serve il fuoco dell'inferno per curare un piede. Basta una focata onesta — quel che il fabbro userebbe per scaldare il pranzo, non per battere il ferro. Lo zolfo fa il lavoro; il calore lo aiuta a farlo meglio."

Versare l'acquavite restante sulle zone trattate. Fasciare stretto con le bende di lino. Non rimuovere per almeno due giorni.


Posologia e Durata

  • Giorno 1: Procedura completa — lama, zolfo, fuoco
  • Giorno 3: Rimuovere le bende. Se compaiono nuove pustole, ripetere. Altrimenti, solo pasta di zolfo fresca e nuova fasciatura.
  • Giorno 5-7: Pasta di zolfo a giorni alterni, senza lama né fuoco (salvo recidive)
  • Mantenimento perpetuo: Cospargere l'interno degli stivali con polvere di zolfo. Cambio quotidiano delle calze — e per l'amor di Myrmidia, bruciare quelle vecchie.

Precauzioni

  • Lo zolfo macchia tutto ciò che tocca di giallo. Le bende, le calze, le lenzuola, le mani del chirurgo. Accettarlo come tributo alla scienza.
  • La cauterizzazione su Fase III (necrosi) è sconsigliata — si rischia di peggiorare il danno tissutale. In caso di Fase III, consultare un sacerdote di Shallya o un chirurgo nanico. O un boia, per tagliare direttamente.
  • Il paziente potrebbe non rivolgervi più la parola per alcuni giorni dopo la procedura. È normale. La gratitudine arriva quando i piedi smettono di puzzare.
  • Non somministrare a Nani senza il loro consenso esplicito. Il sottoscritto declina ogni responsabilità per asce lanciate.

Note Cliniche sul Caso Handler

Giorno 1 (Nuln, prima della partenza): Procedura completa. Pustole incise: quattordici. Pasta di zolfo applicata sulle ferite aperte. Il paziente ha imprecato in tre lingue durante l'applicazione dello zolfo. La focata è andata meglio del previsto — il ferro caldo sullo zolfo secco non sfrigola come una cauterizzazione vera, ma il bruciore è sufficiente a far urlare un mercante con un vigore che ha attirato le guardie di porta. L'odore — per la prima volta in anni, a suo dire — era di zolfo e non di morte. Miglioramento.

Giorno 3 (strada verso sud): Rimozione bende. Le croste giallastre dello zolfo fuso tengono bene. Nessuna pustola nuova. Nessun pus. Il rossore circostante è in netta regressione. Nuova pasta di zolfo, senza bisogno di lama né fuoco. Il paziente ha chiesto l'acquavite prima della rimozione delle bende — per precauzione, dice lui.

Giorno 7: Croste in via di caduta naturale. Pelle sottostante rosa e sana. L'odore è scomparso del tutto. Il mercante cammina senza zoppicare. Per la prima volta, Derryl non ha cambiato posto sul carro quando Handler si è seduto accanto a lui.


"Dove la superstizione halfling vedeva un bagnetto nell'erba pipa e una preghiera, io vedo un bisturi, tre cucchiai di zolfo, e un ferro rovente. Tre passaggi. Apri, avvelena il fungo, brucia. La differenza tra il rimedio della comare e la chirurgia non è la gentilezza — è il risultato. E il risultato, cari colleghi, è tutto ciò che separa un piede sano da un'amputazione."
— Leonardo Isacco, annotazione conclusiva