Oronzo Cassano: L'Arte di Non Morire
"Chi non inganna, viene ingannato. E io non ho intenzione di essere la vittima stasera."
⚜️ PARTE I: PROFILO FISICO E IDENTITÀ (La Maschera)
- Nome: Oronzo Cassano (all'occorrenza "Conte di Castelvecchio", "Dottor Saltimbanco", o "Fratello Oronzo il Penitente")
- Origine: Tilea (Nato nei bassifondi di Remas, cresciuto nelle bettole di Miragliano)
- Età: 27 anni (ma ne dimostra 35 quando deve riscuotere un credito, e 18 quando deve chiedere pietà)
- Altezza: 177 cm
- Peso: 72 kg (tutti nervi e fame repressa)
- Occhi: Verdi come vetro di bottiglia levigato dal mare. Sono occhi che non si fermano mai, calcolando costantemente le distanze, il valore degli oggetti e le intenzioni delle persone.
- Capelli: Biondo cenere, sempre un po’ spettinati ad arte, come se fosse appena scivolato fuori dalla finestra di una dama (o di un creditore).
- Segno Natale: La Stella del Viandante (o forse il Dado Truccato, a seconda dell'astrologo che paghi).
L'Aspetto dell'Opportunista
Oronzo ha l’aspetto di chi ha dovuto imparare a sorridere anche con la pancia vuota da tre giorni. La sua eleganza è un mosaico di furti e affari: indossa un giubbetto di velluto (leggermente logoro sul gomito sinistro) vinto a dadi a un capitano mercenario, stivali di cuoio morbido (rubati a un bardo ubriaco) e un mantello che ha visto giorni migliori, ma che conserva ancora un certo stile. Non cammina, scivola. La sua postura è un paradosso: rilassata come quella di un gatto al sole, ma pronta a esplodere in uno scatto improvviso al primo rumore di metallo o al primo ordine di cattura urlato da una guardia.
🎭 PARTE II: NATO NELLA FAME (Il Passato)
Prima di unirsi alla compagnia, Oronzo ha consumato le suole delle scarpe nei vicoli più malfamati della Tilea. Non ha avuto maestri, se non la strada stessa. Ha imparato che l'onore è un lusso che i poveri non possono permettersi, e che la verità è una merce di scambio il cui valore fluttua in base alla disperazione dell'interlocutore.
Il Curriculum del Sopravvissuto
Ha fatto di tutto per non soccombere alla fame:
- Messaggero: Per chi aveva messaggi troppo scottanti, illegali o compromettenti per le vie ufficiali. Ha imparato a correre veloce e a dimenticare i nomi subito dopo averli pronunciati.
- Borseggiatore: Per necessità quotidiana. La sua specialità era il "taglio del borsello" in mezzo alla folla del mercato del pesce, dove l'odore copriva la paura.
- Facchino: Per disperazione, alternando il peso del lavoro onesto alla leggerezza delle dita quando nessuno guardava.
- Truffatore da osteria: Maestro nel gioco delle tre carte e nel far apparire assi dove prima c'era solo fumo. Una volta vendette una bottiglia di "Acqua Santa del Fiume Giordano" (prelevata dall'abbeveratoio dei cavalli) a un pellegrino bretoniano per tre corone d'oro.
- Informatore: Vendendo sussurri alle bande locali per un pasto caldo, stando attento a non vendere mai la stessa bugia a due persone armate di coltello.
Ha conosciuto il freddo umido della galera di Remas, il dolore sordo delle botte dei creditori e il morso della fame che non ti fa dormire, ma ha anche assaporato la dolcezza del vino pregiato rubato dalle cantine dei Principi Mercanti.
🎲 PARTE III: L'INCIDENTE DI REMAS (La Fuga)
Il suo viaggio verso l'Impero non è stato una scelta turistica, ma una necessità vitale dettata dal sangue. Era una notte calda a Remas. Oronzo aveva organizzato una partita a dadi "privata" con il giovane rampollo della famiglia Valantini, noto per essere ricco, arrogante e pessimo nel calcolo delle probabilità. Il piano era semplice: dadi piombati, vino annacquato e una vittoria facile. Ma qualcosa andò storto. Il giovane Valantini si accorse del trucco. Ci fu un urlo, un tavolo rovesciato, il luccichio di un pugnale estratto con troppa foga. Oronzo non voleva uccidere nessuno; voleva solo spingerlo via per scappare. La spinta fu troppo forte. Il rampollo cadde all'indietro, battendo la testa sullo spigolo di marmo del camino. Il rumore fu secco, definitivo. Il silenzio che seguì fu peggiore delle urla. Oronzo capì in un istante che la sua vita a Remas era finita. I Valantini non avrebbero chiamato le guardie; avrebbero chiamato gli assassini. Fuggì quella notte stessa, con nient'altro che i vestiti addosso, la sua parlantina e la necessità disperata di mettere quante più leghe, fiumi e montagne possibili tra il suo collo e la vendetta tileana. L'Impero, con la sua pioggia grigia, le sue leggi rigide e la sua birra pesante, divenne la sua terra promessa: l'unico posto dove nessuno conosceva il suo nome... o la sua taglia.
⚔️ PARTE IV: RUOLO NEL GRUPPO (Il Pragmatismo)
Oronzo non è un eroe nato: è un sopravvissuto. Ma proprio per questo, è disposto a tutto per non tornare a fare la fame o a finire in una fossa comune. Nel gruppo funge da contrappeso pratico, cinico e indispensabile alle "grandi menti":
- Con Leonardo (Lo Scolaro): Lo guarda con un misto di ammirazione e compassione. "Professore, voi calcolate la parabola del peccato, ma non avete notato che l'oste ci ha addebitato due volte il pane." Oronzo apprezza il Vocabolario del Peccato Cortese di Leo, usandolo come manuale operativo: "Non rubo, 'recupero beni stagnanti'. Non mento, 'creo narrazioni alternative'."
- Con Padre Giuliano (Il Prete): Rispetta il prete perché, a differenza dei chierici grassi di Tilea, Giuliano sa combattere. "Padre, pregate pure per le nostre anime, ma lasciate che io mi occupi di negoziare il prezzo delle stanze. I locandieri temono più la povertà che l'inferno."
- Con Derryl (Il Nano): Sono fratelli di spirito. Compagni di bevute, di gioco d'azzardo e di cinismo. Oronzo usa Derryl come "muscolo" per intimidire i polli da spennare, mentre Derryl usa Oronzo per tradurre i suoi insulti nani in "umano cortese". Insieme, formano l'alleanza del "buon senso criminale".
- Con Marcus Ghast (La Spia): Lo teme. Oronzo ha un sesto senso per i predatori, e riconosce in Marcus un predatore più pericoloso di lui. Cerca di evitarlo, di non incrociare il suo sguardo grigio e di non dargli mai un motivo per scrivere il suo nome su quel maledetto taccuino.
🎒 PARTE V: L'INVENTARIO DEL TRUFFATORE
Le tasche di Oronzo sono un magazzino portatile di strumenti del mestiere, nascosti in cuciture segrete e doppi fondi:
- Dadi Truccati: Un set piombato per fare sempre 6, e un set "sfortunato" per far vincere la vittima all'inizio e darle confidenza.
- Mazzo di Carte Segnato: Impercettibili graffi sul dorso che solo lui sa leggere al tatto.
- Il Pugnale "Misericordia": Una lama sottile nascosta nello stivale destro. Non per combattere, ma per tagliare borse o corde in fretta.
- Monete False: Un sacchetto di monete di piombo dorato, utili per corrompere guardie frettolose o pagare conti in locande dove non intende tornare.
- Il Fazzoletto Profumato: Per coprirsi il naso quando si passa vicino ai conciatori o per fingere di essere un nobile delicato.
Il suo sogno non è salvare il mondo. Il suo sogno è trovare il colpo della vita: quel singolo, perfetto affare che gli permetterà di comprare un titolo nobiliare vero, ritirarsi in una villa sul mare e passare il resto dei suoi giorni a vincere a dadi onestamente... o quasi. Fino ad allora, continuerà a sorridere, a correre e a assicurarsi che l'uscita di sicurezza non sia mai chiusa a chiave.