Martelli da Guerra

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Capitolo XIII: Il Magazzino Vuoto

"Le trappole migliori non sono quelle che ti uccidono. Sono quelle che ti mostrano quanto poco sai." — Leonardo Isacco

Il Magazzino 7


Dentro la Trappola

Il buio del magazzino numero 7 puzza di porto e legno bagnato. Le assi marcite scricchiolano sotto i piedi mentre il gruppo si muove con cautela, ancora scosso dall'agguato dei balestrieri.

Oronzo stringe i denti, il braccio ferito dal quadrello che pulsa ad ogni battito. Giuliano gli ha legato una benda improvvisata, ma il sangue continua a filtrare attraverso il tessuto.

"Dobbiamo perlustrare," dice Leonardo, la balestra carica e puntata verso le ombre. "Se Humfried è qui dentro, lo troviamo."

Derryl è già alla porta del magazzino, la schiena premuta contro il battente socchiuso. Le ante si aprono verso l'esterno—una piccola fortuna. Le usa come paratia, sbirciando nel vicolo con la scurovisione che i suoi compagni gli invidiano.

"Fuori è silenzio," sussurra. "Troppo silenzio."


La Perquisizione

Il magazzino ha un piano rialzato accessibile tramite una scala interna. Leonardo sale per primo, mantenendosi basso, lontano dalle finestre per evitare altri quadrelli.

"Stanze vuote," riferisce dopo un rapido giro. "Casse, materiali da porto. Ma c'è una porta chiusa a chiave."

Giuliano lo raggiunge. "Tracce di sangue a terra," osserva, indicando macchie scure sul pavimento di legno. "Qualcuno è stato qui. Di recente."

"Padre Humfried?" chiede Oronzo dal basso.

"Non possiamo saperlo. Non ancora."

Giuliano prova a sfondare la porta chiusa. Spinge, forza—niente. Leonardo lo aiuta, e insieme riescono ad aprirla.

Dentro: altre casse. Nessun prigioniero. Nessun corpo. Nessun indizio utile.

"C'è nessuno?" grida Giuliano nella stanza vuota, più per frustrazione che per speranza.

Il magazzino risponde con il silenzio.


L'Assenza

"E Humfried?" chiede Oronzo, la voce tesa dal dolore e dalla rabbia.

Nessuno risponde. Il magazzino è stato perquisito da cima a fondo—ogni stanza, ogni angolo, ogni cassa. Niente.

"La lettera di Feodor," dice Leonardo piano. "Era una trappola fin dall'inizio. Non c'è mai stato nessun incontro segreto."

"Lo sapevamo," mormora Giuliano. "Ma Humfried no."

Il silenzio pesa come una sentenza. Se il Priore era venuto qui la sera prima, solo, senza protezione... le tracce di sangue sul pavimento assumono un significato sinistro.

Nel frattempo, Marcus è da qualche parte là fuori—separato dal gruppo durante l'agguato, a una quarantina di metri di distanza, senza armatura e senza visuale su quello che sta succedendo. Impossibile raggiungerlo con i balestrieri appostati sui tetti.


L'Abbaino

Derryl ha un'idea. Estrae il suo rampino—un congegno ingegneristico nanico di fattura eccellente, capace di agganciare una grondaia a sei metri di distanza—e lo lancia verso il tetto dell'edificio adiacente. Il gancio morde il metallo con un clang.

"Vado a dare un'occhiata dall'alto," dice, e con un gesto esperto inizia ad arrampicarsi.

Oronzo ascolta alla porta, tendendo l'orecchio verso l'esterno. "C'è tanto silenzio. Troppo silenzio."

Dopo la raffica di quadrelli, gli aggressori sembrano essersi volatilizzati.

Dal tetto, Derryl scruta i dintorni con la sua scurovisione. Leonardo sale al piano rialzato e sbircia dalle finestre, mantenendosi di lato per non offrire bersaglio.

"Se ne sono andati," riferisce Derryl dall'alto. "O vogliono farci credere di essersene andati."


Il Piano

Il gruppo si riunisce al piano terra.

"Non possiamo restare qui," dice Leonardo. "E non possiamo tornare al Tempio di Verena. Se sanno del magazzino, sanno anche dove dormiamo."

"Il Tempio di Myrmidia," propone Giuliano. "Lucius ci accoglierà. È un luogo sacro—non oseranno attaccarci lì."

"Bisogna arrivarci," obietta Leonardo. "Attraverso le stesse strade dove ci hanno appena teso un agguato. E dobbiamo trovare Marcus per strada—è ancora là fuori da qualche parte."

"Strada principale," dice Giuliano. "Niente vicoli. Sul corso almeno non possono saltarci addosso dai tetti senza farsi notare."

Oronzo si alza stringendo lo stocco nella mano sana. "E se ci seguono?"

"Allora questa volta saremo pronti."


Stato della Compagnia

Situazione attuale:

  • Magazzino 7 perquisito: vuoto, solo tracce di sangue e casse di merci
  • Padre Humfried non trovato—sorte ignota
  • La lettera di Feodor confermata come trappola
  • Marcus separato dal gruppo, disperso nelle strade
  • Oronzo ferito (braccio destro, quadrello di balestra)

Decisioni prese:

  • Abbandonare il magazzino
  • Raggiungere il Tempio di Myrmidia via strada principale
  • Evitare vicoli e percorsi secondari

Prossimi passi:

  1. Raggiungere il Tempio di Myrmidia in sicurezza
  2. Stabilire una nuova base operativa
  3. Scoprire la sorte di Padre Humfried
  4. Identificare gli aggressori dei tetti

"Un magazzino vuoto è peggio di un magazzino pieno di nemici. I nemici almeno puoi combatterli. Il vuoto ti lascia solo con le domande." — Leonardo Isacco