Capitolo VII: Il Sangue di Mössbauer
L'Attesa Interrotta
La sera dell'appuntamento a Pleidorf, la tensione era palpabile come l'elettricità prima di un temporale. Il gruppo si trovava nei pressi del Tempio di Verena quando l'oscurità fu squarciata da grida e dal rumore metallico di uno scontro.
L'Imboscata
Aldebrand Mössbauer apparve all'improvviso, ferito e barcollante. Era caduto in un'imboscata tesa da agenti dell'Ordine del Sacro Martello che lo avevano braccato sin dal suo arrivo in città. Solo l'intervento tempestivo di Marcus Ghast, che si era appostato nelle ombre per sorvegliare l'area, gli permise di scampare a una morte certa. Marcus riuscì a trascinare Mössbauer all'interno del Tempio di Verena, un luogo consacrato che, per il momento, gli assalitori non osarono violare apertamente. Nel caos, Oronzo e il nano Derryl, di rientro da una casa di piacere, furono presi di mira da numerosi balestrieri incappucciati—probabilmente agenti dell'Ordine del Sacro Martello—appostati nelle vie laterali: scamparono a stento, vennero salvati da Karelia e si rifugiarono dietro la copertura del tempio.

La Situazione Precipita
Le condizioni di Mössbauer erano gravi, ma le sue parole furono ancora più allarmanti. L'Ordine del Sacro Martello non stava più semplicemente cercando di insabbiare la verità: erano passati a un'eliminazione sistematica di chiunque fosse a conoscenza dei frammenti di Lessing.
Fu chiaro che non erano più semplici studiosi o agenti del Tempio. Erano diventati i portatori di un segreto che minacciava di scuotere le fondamenta stesse della Chiesa di Sigmar e dell'Impero. Il falco scarlatto aveva colpito, e ora il gruppo era costretto a decidere se fuggire o portare la luce della conoscenza nel cuore stesso delle tenebre che avvolgevano l'Ottavo Teogonista.
La cronistoria di questa fase si chiude con il gruppo asserragliato a Pleidorf, circondato da nemici invisibili ma onnipresenti, con l'unica guida rimasta rappresentata da un anello eretico e dai deliri profetici di un prete cieco.