Martelli da Guerra

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Capitolo XVI: La Trappola del Teatro

"I teatri sono luoghi di illusione. Ma quella notte, l'orrore era fin troppo reale." — Leonardo Isacco


Dietro le Quinte

Il teatro puzza di polvere, legno marcio e qualcosa di più sinistro che nessuno vuole nominare.

Il gruppo si muove in silenzio attraverso il retropalco, con Derryl in testa—i suoi occhi nanici vedono ogni dettaglio nell'oscurità. La prima stanza è un magazzino di attrezzi scenici: sbarre di ferro, corde, carrucole arrugginite, e casse piene di costumi mangiati dalle tarme.

"Roba da teatranti," mormora Oronzo, rovistando in una cassa. "Spade di legno, corone di latta. Niente di valore."

"Non siamo qui per rubare," sibila Giuliano.

"Non sto rubando. Sto... valutando."

Leonardo solleva un drappo polveroso e scopre una porta. "Di qua."


I Camerini

La seconda stanza è un salottino per attori—specchi incrinati, parrucche ingiallite su teste di legno, barattoli di trucco ormai secchi. L'aria sa di cipria rancida e vanità dimenticata.

"Qui si preparavano gli attori," osserva Leonardo, esaminando un copione abbandonato. "'La Tragedia di Mandred il Flagellatore'. Un classico imperiale."

"Classico per chi?" sbuffa Derryl. "Per quelli che amano tre ore di gente che urla e muore?"

"È arte."

"È noia."

Marcus li interrompe con un gesto secco. Ha trovato qualcosa—una porta nascosta dietro uno specchio, che conduce a un magazzino più grande. Casse accatastate fino al soffitto, sacchi di iuta ammucchiati in un angolo.

E un odore. Un odore che tutti riconoscono.

"Decomposizione," dice Giuliano, coprendo il naso con la manica.

Oronzo si avvicina ai sacchi, stocco in mano. Li apre con la punta della lama.

Due corpi. Due preti in tonaca sigmarita, i volti gonfi, la morte risalente a giorni prima.

"Padre Feodor," riconosce Leonardo, esaminando gli abiti del primo cadavere. "E l'altro... non lo conosco."

"Padre Humfried," dice Marcus, controllando un medaglione al collo del secondo corpo. "Un altro sacerdote del tempio."

Giuliano si fa il segno di Myrmidia. "Sono stati uccisi qui. Questa non è una riunione—è una tomba."

"E noi siamo i prossimi della lista," conclude Leonardo.


Le Scale del Loggione

Marcus segnala silenzio. Ha sentito qualcosa—voci che filtrano dall'alto, dal loggione occidentale.

Il gruppo si divide. Cheese e Red restano a coprire le uscite. Gunther, Rickard e Giuliano si posizionano vicino al palcoscenico. Leonardo, Oronzo e Derryl seguono Marcus su per le scale laterali, verso il loggione.

A metà rampa, Marcus si ferma. Le voci sono più chiare ora—due uomini che parlano in tono sommesso.

"...e se è sensato fare una strage così?"

"Gli ordini sono chiari. Nessuno deve uscire vivo."

"Ma una strage dentro un teatro? Attirerebbe troppa attenzione."

"L'attenzione è già gestita. Bernd ha i suoi uomini pronti."

Marcus si volta verso gli altri, gli occhi che brillano nell'ombra. Articola silenziosamente: "Due. Armati."

Poi fa qualcosa che nessuno si aspetta. Chiude gli occhi, mormora parole incomprensibili, e muove le dita in un gesto arcano.

Un rumore—lontano, ma distintamente udibile. Il cigolio della porta principale del teatro, come se qualcuno stesse entrando.

I due uomini sopra si irrigidiscono.

"Cos'era quello?"

"Vai a controllare. Io resto qui."

Passi che si allontanano. Marcus sorride—un sorriso da predatore.

"Magia?" sussurra Leonardo, incredulo.

"Un trucchetto," risponde Marcus. "Ogni spia che si rispetti ha qualche asso nella manica."


Benvenuti nella Trappola

Combattimento nel teatro

Raggiungono il loggione. Da lassù, la vista del teatro è completa—la platea vuota, il palcoscenico illuminato da una singola lanterna, e al centro...

Il prete. Lo stesso che avevano visto prima, seduto immobile come una statua.

Ma ora non è più solo.

"BENVENUTIII!"

La voce rimbomba nel teatro come un tuono. Il prete si è alzato, le braccia spalancate, un sorriso maniaco sul volto.

"Benvenuti nella trappola che abbiamo preparato per voi!"

Sui loggioni opposti, figure scure emergono dall'ombra—balestrieri con le armi già puntate.

"VIENI, UDO WUNDT!" urla il prete. "MOSTRA LORO IL NOSTRO OSPITE D'ONORE!"

Una botola si spalanca sul palcoscenico. E da quell'oscurità emerge qualcosa che non dovrebbe esistere.


La Bestia

La Bestia Immonda

La creatura è un abominio—un corpo massiccio come un gorilla delle giungle meridionali, ma con la testa di un lupo delle steppe del Nord. Muscoli che guizzano sotto una pelle grigiastra, artigli lunghi come pugnali, occhi che brillano di una luce innaturale.

E accanto alla bestia, un uomo. Alto, emaciato, con una barba incolta e occhi febbrili. Indossa una tunica macchiata di sostanze che Leonardo preferisce non identificare.

"Udo Wundt," mormora Marcus. "Il demonologo."

"Demone?" Derryl stringe la pistola. "QUELLO è un demone?"

"Minore. Ma comunque letale."

Il gorilla-lupo ruggisce—un suono che vibra nelle ossa, che strappa via ogni coraggio. Leonardo sente le ginocchia cedere. Accanto a lui, Oronzo impreca in dialetto tileano.

"UCCIDETELI!" ordina il prete dal palcoscenico. "UCCIDETELI TUTTI!"

I quadrelli cominciano a volare.


Il Combattimento

Tutto succede contemporaneamente.

Oronzo si lancia verso il balestriere più vicino, lo stocco che fende l'aria. La lama trova il collo dell'uomo prima che possa ricaricare—il nemico crolla senza un suono.

Leonardo prende la mira. Udo Wundt sta comandando la bestia con gesti e parole arcane—è lui il burattinaio. Se cade lui...

Il quadrello vola dritto. Colpisce Udo al petto, trapassando la tunica. Il demonologo barcolla, il sangue che sgorga dalla ferita, gli occhi che si rovesciano all'indietro.

"L'HO PRESO!" urla Leonardo.

Ma la bestia non si ferma. Con un ruggito che fa tremare le pareti, salta—un balzo impossibile, sei metri in verticale—e atterra sul loggione occidentale.

Dove si trovano Derryl e Padre Rickard.


Il Salto

Oronzo e Leonardo in azione

Il prete—Bernd Schubert, ora Leonardo lo riconosce dai documenti trovati nell'ufficio di Feodor—sta fuggendo. Corre verso un'uscita laterale, la tonaca che svolazza.

"SCAPPA!" urla Leonardo.

Oronzo non esita. Si arrampica sul parapetto del loggione e SALTA—tre metri di vuoto sotto di lui, il pavimento del teatro che si avvicina a velocità folle.

Atterra rotolando, le ginocchia che protestano, ma già in piedi e in corsa.

Leonardo lo segue—un salto meno elegante, più un tuffo controllato, che gli costa un grugnito di dolore all'impatto. Ma anche lui è subito in movimento.

Il prete è veloce. Ma Oronzo è più veloce.

"FERMO!"

Schubert si volta. Nella sua mano brilla un pugnale.


La Bestia sul Loggione

Sul loggione occidentale, il caos regna.

La bestia demoniaca si muove come un fulmine—artigli che fendono l'aria, fauci che si spalancano rivelando zanne impossibili. Derryl rotola di lato, evitando per un soffio un colpo che avrebbe potuto decapitarlo.

"MERDA!"

Padre Rickard si interpone, il martello da guerra che descrive un arco micidiale. La testa dell'arma colpisce la creatura al fianco—ma rimbalza. La pelle del demone è dura come il ferro.

"Non si ferma!" urla Rickard.

"SIGMAR MI DIA FORZA!"

Il martello si illumina—una luce dorata, calda, divina. Rickard colpisce di nuovo, e questa volta la bestia URLA. Un suono che non è di questo mondo.

Ma non basta. La creatura è ferita, furiosa, e ancora mortalmente pericolosa.

Gunther appare alle spalle del demone, la spada sbrecciata che affonda nel dorso della bestia. "MUORI, DANNAZIONE!"

Il gorilla-lupo si volta, gli artigli che squarciano l'aria. Gunther si getta di lato, ma non abbastanza veloce—tre linee rosse si aprono sul suo braccio.


La Fuga del Prete

Oronzo raggiunge Schubert nel corridoio dietro il palcoscenico.

Il prete si volta, il pugnale puntato. "Non fare un altro passo, tileano."

"O cosa? Mi predichi a morte?"

Schubert sorride—un sorriso che non raggiunge gli occhi. "Non hai idea di cosa hai scoperto. Di cosa state cercando di fermare."

"Illuminami."

"L'Ottavo Teogonista sta per sorgere. E voi—tutti voi—siete solo insetti sul cammino della storia."

Leonardo arriva alle spalle di Oronzo, la balestra carica. "Il demonologo è a terra. La tua bestia sta perdendo. Arrenditi."

Schubert ride—una risata amara, disperata. "Arrendermi? A voi?"

Poi fischia. Un fischio acuto, modulato.

E dal nulla, le porte del teatro si spalancano.


Le Guardie di Sigmar

Venti guardie cittadine in uniforme sigmarita inondano il teatro. Spade sguainate, balestre puntate.

E dietro di loro, un uomo in armatura nera. Voss. Il cacciatore di streghe.

"FERMI TUTTI!" tuona Voss.

Schubert si fa avanti, il volto che si trasforma in una maschera di orrore e indignazione.

"Grazie a Sigmar siete arrivati! Questi... questi CULTISTI hanno evocato un demone! Stavano tramando per distruggere il tempio!"

Leonardo sente il sangue gelarsi.

"Cosa? NOI?!"

"Li ho visti con i miei occhi!" urla Schubert, indicando il gruppo. "Demonologia! Eresia! Hanno ucciso Padre Feodor e Padre Humfried!"

Le guardie si voltano verso il gruppo, le armi che si alzano.

Marcus tenta: "Quell'uomo è un corrotto! È LUI che ha evocato il demone!"

Ma Schubert scuote la testa, il volto rigato di lacrime false. "Ascoltate le menzogne di un traditore? Guardate il demone! Guardate i corpi! La prova è qui!"

Voss osserva la scena con occhi che non tradiscono emozione. Ma c'è qualcosa nel suo sguardo—un'esitazione, una perplessità—che suggerisce che non crede completamente alla versione di Schubert.

Non che importi. Le guardie obbediscono agli ordini, non ai dubbi.

"Arrestateli," ordina Voss.


Herr Kroner

Herr Kroner

Il rumore di zoccoli. Una carrozza che sfonda le porte laterali del teatro—non entra elegantemente, SFONDA.

Al posto di guida, due figure scure. Gypsies, a giudicare dagli abiti. E dentro la carrozza...

Un uomo anziano, con una barba grigia e occhi che hanno visto troppo. Indossa abiti da viaggio, niente di appariscente—ma quando alza la mano, Leonardo vede qualcosa che gli fa battere il cuore.

Un anello. Con il sigillo dell'Ordo Scriptoris.

"SALITE!" urla l'uomo. "SUBITO!"

Padre Rickard si interpone tra il gruppo e le guardie, il martello alzato. "ANDATE! VI COPRO IO!"

"Rickard—"

"ANDATE, HO DETTO!"

Non c'è tempo per discutere. Leonardo, Oronzo, Giuliano e Derryl si lanciano verso la carrozza. Gunther li segue, il braccio sanguinante stretto al petto.

Le guardie caricano—ma Rickard è un muro. Il martello rotea, abbatte il primo soldato, poi il secondo. La luce dorata di Sigmar lo avvolge come un'armatura.

"NEL NOME DI SIGMAR!"

La carrozza parte con uno scatto violento. Leonardo si aggrappa al sedile, guardando indietro mentre il teatro scompare nella notte.

L'ultima cosa che vede è Rickard, circondato dalle guardie, che continua a combattere.


La Fuga

"Chi siete?" chiede Leonardo, una volta che la carrozza ha raggiunto una velocità sicura.

L'uomo con l'anello sorride stancamente. "Herr Kroner. Storico. Membro dell'Ordo Scriptoris—quello vero, non la parodia che Schubert e i suoi hanno creato."

"Come ci avete trovato?"

"Vi stavamo osservando da giorni. Padre Gustavus ci aveva avvertito del vostro arrivo." Kroner sospira. "Purtroppo siamo arrivati troppo tardi per evitare la trappola."

Giuliano si sporge. "Dove stiamo andando?"

"Lontano da Pleidorf. Ho una carovana circense che ci aspetta fuori città—nessuno sospetta di saltimbanchi e giocolieri."

"E Rickard?"

Silenzio.

"Ha fatto la sua scelta," dice infine Kroner. "Preghiamo che Sigmar protegga i suoi servi fedeli."


Marcus Resta Indietro

Marcus non è sulla carrozza.

Nel caos della fuga, si è dissolto nell'ombra—un talento perfezionato in anni di spionaggio. Ora osserva da un tetto vicino mentre le guardie setacciano il teatro.

Vede Schubert uscire da una porta laterale. E non è solo.

Un'altra figura lo accompagna—un uomo alto, con abiti nobili e un portamento aristocratico. Marcus riconosce lo stemma sul mantello: un grifone rampante su campo azzurro.

"Gebhardt Haider," mormora tra sé.

Gebhardt Haider

Haider e Schubert salgono su una carrozza con lo stemma della casata e partono verso il tempio di Sigmar.

Marcus memorizza la direzione. Poi scompare nella notte.

Ha una nuova preda da cacciare.


Stato della Compagnia

Morti confermate:

  • Padre Feodor — Assassinato, corpo trovato nel teatro
  • Padre Humfried — Assassinato, corpo trovato nel teatro
  • Udo Wundt — Demonologo, ucciso dal quadrello di Leonardo

Destino incerto:

  • Padre Rickard Wulfguard — Rimasto a coprire la fuga, circondato dalle guardie
  • Cheese, Red — Dispersi durante la battaglia

Nuovi alleati:

  • Herr Kroner — Storico, membro dell'Ordo Scriptoris. Ha salvato il gruppo con una carrozza circense.

Nemici confermati:

  • Padre Bernd Schubert — Prete corrotto di Sigmar, ha orchestrato la trappola e accusato il gruppo di demonologia
  • Gebhardt Haider — Nobile, visto fuggire insieme a Schubert. Connessione con la cospirazione.
  • Voss — Cacciatore di streghe, sembra perplesso ma ha eseguito gli ordini

Situazione attuale:

  • Il gruppo è fuggito da Pleidorf in una carovana circense
  • Sono ricercati come cultisti e demoniologi
  • Marcus è rimasto indietro per pedinare i nemici
  • L'Ordo Scriptoris (quello vero) si è rivelato un alleato

Rivelazioni:

  • L'Ottavo Teogonista — Schubert ha menzionato che "sta per sorgere"
  • La trappola era pianificata — i corpi di Feodor e Humfried erano lì da giorni
  • Connessione Schubert-Haider — I due sono alleati nella cospirazione

"Siamo passati da investigatori a fuggiaschi in una sola notte. Ma almeno ora sappiamo chi sono i nostri nemici. E i nemici che conosci sono sempre meglio di quelli che non vedi." — Leonardo Isacco