Martelli da Guerra

Accedi per visualizzare la cronistoria

Torna alla chat
⏱ 13 min di lettura

Capitolo LX: Il Fiume dei Tre Corvi

"La Sylvania non e' una terra di morti. E' una terra di vivi che hanno imparato a obbedire ai morti."

-- Padre Leopold Voss


Una Provincia che non Obbedisce

Padre Leopold Voss stese la mappa sul tavolo come un medico che scopre una ferita.

Fuori dalla finestra Altdorf era convinta che ogni strada dell'Impero tornasse ai suoi uffici. Sulla pergamena, invece, Reik e Stir correvano verso boschi sempre piu' scuri.

Voss poso' un dito sul confine della Sylvania.

"Ufficialmente e' Stirland."

Marcus guardo' le linee amministrative. "E in pratica?"

"In pratica, il Conte Elettore governa cio' che riesce a raggiungere."

Il Conte Elettore era Alberich Haupt-Anderssen, giovane signore di Wurtbad e molto meno potente dove la carta finiva dentro una foresta.

La Sylvania apparteneva al suo dominio come una stanza murata appartiene ancora a una casa.

Voss spiego' che non esistevano legioni di cadaveri schierate lungo ogni strada. I villaggi continuavano a seminare, le greggi continuavano a pascolare e i mercati continuavano a chiedere monete. Il problema era chi raccoglieva le decime, chi amministrava la giustizia e chi riceveva gli ospiti dopo il tramonto.

"Molti signori locali sono uomini," disse. "Alcuni potrebbero non esserlo piu'. Governano come governerebbe qualunque nobile isolato. Solo piu' a lungo."

Oronzo incrocio' le braccia. "Quindi non combattiamo non morti da mattina a sera."

"No."

"Soltanto quando bussiamo alla porta sbagliata."

Voss non sorrise. "Quello e' possibile."

Drakenhof era una cittadina abitata sotto un castello. Templehof conservava uno dei piu' antichi templi di Morr della regione. Waldenhof ospitava il potere civile che pretendeva di governare la Sylvania. Fra quei nomi correvano strade, fiumi e boschi. Nessuno di essi garantiva protezione.

Oronzo annui'. "Io non so leggere, pero' so ascoltare. E finora ho sentito che la Sylvania e' povera, piena di boschi e governata da gente che potrebbe non respirare."

"E' una sintesi offensivamente corretta," ammise Leonardo.

La missione era nata da due Cavalieri del Corvo. Erano entrati in Sylvania sei o sette settimane prima, con autorizzazioni del culto di Morr nello Stirland e nel Wissenland. Avevano inviato rapporti regolari. Poi le missive si erano interrotte.

Il culto aveva interrogato i propri templi e mandato uomini lungo le tappe note. Erano tornati senza cadaveri, prigionieri o testimoni abbastanza coraggiosi da ricordare.

"Konrad Mackensen aveva lasciato una buona relazione su di voi," disse Voss. "La consegna della Petacci, la collaborazione contro la necromanzia, il modo in cui avete mantenuto la parola."

Marcus non corresse l'ultima parte. La parola data dalla compagnia aveva spesso avuto bisogno di essere riparata durante il viaggio, come un asse del carro.

"I cavalieri cercavano qualcuno?" domando'.

"Seguivano le informazioni ottenute dalla donna che avevate consegnato e da altre fonti. A Wurtbad conservano le loro lettere e conoscono la rotta meglio di noi."

"Drakenhof resta la destinazione?" chiese Leonardo.

"Resta una pista. Non ancora una risposta."

La distinzione piacque a Marcus. Le risposte premature erano il modo piu' efficiente per arrestare la persona sbagliata e lasciare libera quella giusta.

Voss indico' Wurtbad.

"Prima andremo qui. I rapporti passavano dal tempio locale prima di raggiungere Altdorf. Se e' rimasto qualcosa che non conosciamo, lo troveremo li'."

Oronzo osservo' la distanza fra Altdorf e la capitale dello Stirland.

"E come ci arriviamo?"

Il sacerdote di Morr sposto' il dito sul Reik, poi sullo Stir.

"Controcorrente."

Derryl sospiro'. Era una parola che descriveva bene tanto il viaggio quanto la compagnia.


Tutto cio' che Entra in un Carro

La prima decisione fu non passare da Nuln.

Leonardo la accolse con il dolore composto di un uomo a cui avevano appena negato una biblioteca, un laboratorio e la possibilita' di consegnare una lettera.

"Volevo lasciarla al professor Hornborg," disse, rigirando la busta fra le dita. "Avrebbe potuto inoltrarla in Sylvania."

"Passare da Nuln ci porta lontano da Wurtbad," rispose Marcus.

"La geografia ha sempre avuto qualcosa contro la corrispondenza accademica."

La lettera torno' nel bagaglio di Leonardo. Non fu consegnata a Juden Hornborg, non fu inoltrata e non divenne una promessa retroattiva. Rimase carta chiusa, diretta verso una provincia che avrebbe dovuto attendere il suo autore.

La seconda decisione fu portare abbastanza polvere nera da rendere la prima irrilevante.

Oronzo pretese due barili.

"Non voglio mai piu' sentire qualcuno dire che ha finito le munizioni."

"Due barili non sono una scorta," disse Marcus. "Sono un'opinione politica."

Derryl controllo' contenitori, chiusure e distanza dalle lampade senza trovare nulla da obiettare.

Il carro-officina assorbi' provviste, munizioni, assi, ferro, chiodi, corde e strumenti.

Leonardo acquisto' salnitro, zolfo e carbone di legna selezionato. Li fece sistemare lontano dalle scintille, poi aggiunse reagenti e materiali necessari a Healing Light.

"Se finiamo la polvere," disse, "potremo produrne altra."

Marcus aggiunse due pistole imperiali, uno scudo e un pugnale da parata, verificando che ogni arma fosse raggiungibile sotto il mantello.

Oronzo porto' arco, Spada di San Toswick e mantello. Voss porto' libri abbastanza pesanti da poter essere usati come argomento teologico.

Leonardo aggiunse un volume di crittografia.

"Per decifrare le lettere?" chiese Marcus.

"Per sapere se sono cifrate."

"E se non lo sono?"

"Avro' letto un buon libro."

Il progetto dei proiettili rivestiti d'argento venne affidato al viaggio. Leonardo e Derryl discussero metalli, fusione e quantita' con la solennita' di due sacerdoti che preparano un rito. Nessun proiettile fu mostrato, provato o dichiarato pronto. Per il momento esistevano soltanto l'intenzione e abbastanza piombo da renderla credibile.

Al porto di Altdorf li attendeva una chiatta larga, costruita per trasportare merci, carrozze e animali. Il carro-officina sali' per primo, tirato lungo le tavole con corde e bestemmie naniche. I cavalli seguirono con maggiore dignita'.

I cinque viaggiatori salirono per ultimi: Leonardo, Marcus, Derryl, Oronzo e Padre Voss.

Nessun sesto uomo corse sul molo. Nessun miles di Myrmidia si uni' alla spedizione. La compagnia parti' nella forma ridotta che Altdorf aveva scelto per lei.

Le cime furono sciolte. I remi affondarono. La corrente prese la fiancata e tento' subito di restituirli alla capitale.

La rotta da Altdorf verso lo Stirland e la Sylvania

Altdorf arretrava dietro di loro, torre dopo torre.

Oronzo guardo' i tetti diventare piccoli.

"Questa volta siamo partiti davvero."

Marcus appoggio' una mano sul bordo della chiatta. "Non dirlo troppo forte. La burocrazia potrebbe sentirti e richiamarci."


Due Settimane contro il Fiume

Il Reik non aveva nulla contro di loro. Era peggio: non si accorgeva della loro esistenza. La chiatta avanzava fra odore d'acqua, fango e legna bagnata, col carro al centro del ponte.

Kemperbad comparve sulla rotta e scomparve dietro la poppa. Poi la chiatta lascio' il Reik e imbocco' lo Stir. Da quel momento ogni miglio fu conquistato contro l'acqua.

Il paesaggio si chiuse nella foresta di Nattern. Gli alberi seguivano il fiume, fitti e scuri, come se aspettassero che qualcuno scendesse a terra per poter cambiare posto alle sue spalle.

Voss impiego' il viaggio per istruire Oronzo.

Non gli consegno' simboli, non gli impose voti e non lo dichiaro' membro dell'Ordine. Gli insegno' le preghiere piu' semplici, il rispetto dovuto ai morti e la differenza fra custodire il riposo e adorare la morte.

Oronzo ascoltava con serieta' inattesa.

"Le cose che si fanno," disse. "Quelle che non si fanno. I peccati grossi. Le parole giuste quando uno e' morto e non vuoi che si rialzi."

Voss chiuse un volume. "Sostanzialmente, catechismo."

"Se volete chiamarlo cosi'."

"E' cosi' che lo chiamiamo."

"Allora il primo insegnamento e' che Morr tiene molto ai nomi."

La Spada di San Toswick riposava accanto a Oronzo. Voss la trattava come una reliquia autentica, ma non come una scorciatoia. Possedere una lama sacra non faceva di un uomo un sacerdote piu' di quanto possedere una pala lo rendesse un becchino.

Leonardo alternava il libro di crittografia agli esperimenti progettati con Derryl. Ogni tanto parlavano dell'argento, pesavano il piombo o discutevano come rivestire un proiettile senza rovinarne la forma.

Il risultato non arrivo'. Alla fine delle due settimane i proiettili d'argento restavano una promessa tecnica, non una risorsa disponibile.

Marcus studio' lo Stirland. Apprese che Wurtbad era una capitale di dimensioni modeste e che la provincia viveva di boschi, caccia, pascoli e ostinazione. Le contese col Talabecland rendevano persino le rive del fiume materia di discussione politica.

Voss gli parlo' anche di Templehof.

La citta' aveva un antico tempio di Morr e una congrega di maghi della Luce. Intorno si stendevano colline infestate e terre adatte piu' alla caccia che alla fiducia.

"Templehof," ripete' Leonardo, annotando il nome.

"Non e' la nostra prima tappa," disse Voss. "Prima Wurtbad."

"Naturalmente. Stavo soltanto ordinando le possibilita'."

"Le possibilita' in Sylvania hanno l'abitudine di ordinare gli uomini."

La quattordicesima giornata porto' torri oltre gli alberi.

Wurtbad sorgeva sulle due rive dello Stir, piccola per essere una capitale. Il Castello dell'Aquila dominava la citta'; un grande ponte univa le rive e un tempio si alzava a nord.

La chiatta attracco' fra barcaioli, casse e odore di pesce.

"Diecimila abitanti circa," disse Voss.

Oronzo guardo' il castello. "E tutti governati da un ragazzo."

"Da un Conte Elettore," corresse Leonardo.

"Un ragazzo con un titolo piu' lungo."

Voss li condusse all'Aquila d'Oro. Da fuori la locanda sembrava rustica, con legno scuro e un cortile ampio. Dentro, il pavimento era pulito, le sale curate e le carrozze nelle stalle appartenevano a gente che pagava per non udire il prezzo delle camere.

Ottennero stanze singole e cassette di sicurezza. Carro, cavalli e polvere nera furono sistemati sotto custodia.

La cena porto' cacciagione, pane scuro e una zuppa densa.

Leonardo si sedette con l'espressione di chi aveva appena ritrovato la civilta'.

"Un letto caldo e una zuppa. E' stata una giornata lunga."

Derryl bevve con la gravita' di chi considerava quattordici giorni una misura piu' onesta.

Prima di ritirarsi, Marcus chiese il programma.

Voss avrebbe incontrato il responsabile del tempio di Morr, consultato la biblioteca e richiesto l'intero incartamento dei Cavalieri del Corvo.

"Potrebbero esserci rapporti non ancora inviati," disse Marcus.

"Erano stati inviati tutti," rispose Voss. "Quando smisero di arrivare, Altdorf scrisse a Wurtbad. Da qui risposero che i cavalieri non si erano piu' presentati."

Se esisteva una risposta, era nelle ultime lettere, nei libri o nei luoghi da cui i dispersi non erano tornati.

La mattina successiva trovarono una colazione ricca e un cielo basso.

Voss indossava gia' le vesti da viaggio.

"Il tempio e' fuori dalle mura," disse. "Accanto al cimitero."

Oronzo fini' il pane. "Almeno non dovremo chiedere indicazioni."


Il Tempio oltre le Mura

La strada per il tempio attraversava una porta secondaria e lasciava Wurtbad alle spalle.

Il cimitero si stendeva su un terreno basso, recinto da pietra e alberi spogli. Il tempio di Morr era circolare, piu' piccolo di quello di Verena e privo di qualunque elemento pensato per rassicurare i vivi. Accanto sorgevano gli edifici usati dai Cavalieri del Corvo.

Oronzo chiese che cosa avrebbero fatto trovando un vampiro fra gli abitanti. Voss rispose che si sarebbero opposti alla non morte senza sacrificare innocenti o morire contro un nemico invincibile.

Marcus annui'. "Il compito di Morr e' opporsi alla non morte, non suicidarcisi sopra."

"Una formulazione poco liturgica," disse Voss, "ma corretta."

Gli accoliti li ricevettero con cortesia. Erano giovani, vestiti di nero e addestrati a muoversi senza disturbare il silenzio. Li guidarono lungo una scala fino al piano superiore.

Voss si fermo' prima della porta.

"Padre Ethelbert e' di origine nobile. Pretende deferenza."

Oronzo guardo' Marcus. "Parli tu."

"Lo avevo gia' deciso."

Un accolito entro', torno' quasi subito e li fece passare.

Padre Ethelbert era un uomo di mezza eta', asciutto e robusto. Aveva occhi grigi, capelli neri segnati d'argento alle tempie e vesti morriane abbastanza eleganti da ricordare il rango senza ostentarlo. Accanto al tavolo teneva un bastone sormontato da un corvo d'argento.

Non si alzo' immediatamente.

Voss pronuncio' nomi, titoli e ragione della visita. Ethelbert ascolto', poi indico' le sedie.

"La perdita non appartiene soltanto all'Ordine del Corvo," disse. "Appartiene anche a noi."

Marcus attese.

Ethelbert srotolo' una mappa della Sylvania.

"Da Wurtbad partirono due cavalieri. Con loro viaggiava un giovane apprendista."

Il silenzio cambio' forma.

"Un terzo uomo," disse Marcus.

"Un ragazzo della Sylvania. Era stato scelto perche' conosceva il territorio, i dialetti e le abitudini locali. Nessuno dei tre e' tornato."

Voss non aveva nascosto l'informazione. Non la conosceva.

Le comunicazioni inviate ad Altdorf avevano parlato dei due Cavalieri del Corvo. Il giovane era rimasto una presenza amministrativamente minore, abbastanza importante da guidarli e abbastanza insignificante da scomparire dal titolo della missione.

Oronzo guardo' il corvo d'argento sul bastone.

"Aveva un nome?"

Ethelbert lo fisso'. "Certo che aveva un nome." Ma non lo pronuncio', e il nome non entro' nella stanza.

Altri Cavalieri del Corvo erano stati mandati lungo le tappe indicate dalle missive. Tutti erano tornati. Avevano interrogato sacerdoti, locandieri e autorita' locali senza trovare tracce dei primi tre.

"Briganti," disse Ethelbert. "Oppure abitanti infastiditi dalla loro presenza."

Marcus guardo' Voss, poi la mappa.

"Due cavalieri armati e un giovane del posto. Non sembrano il bersaglio piu' semplice per dei briganti, ne' il piu' ricco."

"La gente uccide per ragioni peggiori del denaro."

"E i signori locali?"

Ethelbert poggio' entrambe le mani sul tavolo. "Potrebbero aver agito con poca prudenza. Potrebbero aver attirato l'attenzione di qualcuno che preferisce restare senza domande. Potrebbero essersi nascosti."

Erano ipotesi, non conclusioni. Marcus le dispose mentalmente senza sceglierne una.

Leonardo osservo' la mappa. "Quindi non cerchiamo due Cavalieri del Corvo."

"No," disse Ethelbert. "Cerchiamo tre persone che la Sylvania ha smesso di restituirci."


L'Ultima Lettera da Waldenhof

Padre Ethelbert parlo' della non morte come di una malattia che passava nei castelli, nei cognomi e nella memoria dei villaggi. Alcune fortezze dei von Carstein erano ancora abitate; altre erano rovine percorse da ombre senza padrone.

"I cavalieri sapevano che cosa cercavano?" chiese Marcus.

"Seguivano le indicazioni di un libro entrato in loro possesso."

Leonardo e Marcus si scambiarono uno sguardo.

Esisteva un libro che aveva gia' condotto la compagnia verso la necromanzia, un rituale incompleto e un'offerta di non morte. Ma Ethelbert non pronuncio' il nome della Petacci, non recito' il titolo del volume e non descrisse alcun passaggio di custodia.

"Quale libro?" domando' Leonardo.

"Lo troverete nell'incartamento, se i cavalieri lo hanno identificato nei rapporti."

Il libro restava dunque un libro. Non il loro, non ancora.

Voss presento' Oronzo come un uomo esperto, portatore di una reliquia sacra e possibile candidato a un ruolo onorario presso il culto.

Oronzo sollevo' appena una mano.

"Sto studiando."

Ethelbert osservo' la Spada di San Toswick. "E' gia' piu' di quanto facciano molti uomini che portano un simbolo."

Non ci fu investitura. Nessun voto venne pronunciato. Oronzo rimase cio' che era entrato nella stanza: un uomo con una spada di Morr e molte domande.

La conversazione passo' al governo della Sylvania.

Lo Stirland non aveva uomini, denaro o volonta' per occupare la provincia. Un esercito avrebbe alterato l'equilibrio imperiale e reso pubblica una minaccia amministrata come superstizione.

"Avreste potuto mandare piu' cavalieri," disse Marcus.

Ethelbert non si offese. "Avremmo potuto. E forse avremmo provocato chi governa quei territori. Alle volte il sacrificio di pochi garantisce la salvezza di molti."

Oronzo si mosse sulla sedia. "E' una frase che suona meglio quando non sei fra i pochi."

Il sacerdote lo guardo'. "Si'."

La risposta spense qualunque facile indignazione.

La Sylvania era governata dal Voivoda, il Barone Otto, con sede a Waldenhof. Il resto del nome non emerse. A Wurtbad la Contessa Charlotta Jacoba ne contestava l'autorita'.

"Potrebbe aiutarci?" chiese Leonardo.

"Potrebbe usare voi contro di lui," rispose Ethelbert. "Non e' la stessa cosa."

Sulla mappa comparvero tre tappe.

Templehof era stata visitata. Drakenhof appariva nella ricostruzione, anche se l'ordine esatto dei movimenti non era perfetto. Waldenhof era certa.

L'ultima missiva proveniva da Waldenhof.

Non Drakenhof, come avevano creduto ad Altdorf. Waldenhof era la sede del Barone Otto e l'ultimo luogo dal quale tre uomini avevano ancora potuto scrivere.

Marcus fisso' la citta' sulla carta.

"Da li' riprendiamo il filo."

Ethelbert annui'. Avrebbero avuto accesso alla biblioteca, alle missive originali e all'intero incartamento. I Cavalieri del Corvo di Wurtbad avrebbero fornito appoggio, informazioni e contatti. Niente di tutto cio' era ancora stato letto, copiato o consegnato sul tavolo.

"C'e' un'altra difficolta'," disse il sacerdote.

I Cavalieri del Corvo erano riconoscibili. La popolazione locale sapeva chi servivano e temeva i poteri della Sylvania piu' di quanto rispettasse Morr, lo Stirland o l'Imperatore. Se i Martelli avessero dichiarato apertamente il proprio mandato, le porte si sarebbero chiuse prima del loro arrivo.

"Possiamo presentarci come mercanti," disse Marcus.

Oronzo annui'. "Finalmente una copertura per cui siamo qualificati."

La copertura non venne ancora scelta. Rimase una proposta, una delle maschere da preparare prima di lasciare Wurtbad.

Ethelbert arrotolo' la mappa.

"Nello Stirland si dice che un'unghia debole, prima o poi, portera' il cavallo ad azzopparsi."

Marcus osservo' il fascicolo ancora chiuso.

"E quale sarebbe l'unghia?"

"E' cio' che dovete scoprire."

Fuori dalla finestra, il cimitero circondava il tempio con file ordinate. Wurtbad restava poco oltre le mura, viva, affamata e governata da un'Aquila. Piu' a est, tre corvi erano scomparsi lungo un fiume di lettere che terminava a Waldenhof.

I Martelli non erano ancora entrati in Sylvania.

Avevano pero' finalmente trovato il punto esatto in cui cominciare a mentire.


Stato della Compagnia

Viaggio e situazione attuale:

  • Leonardo, Marcus, Derryl, Oronzo e Padre Leopold Voss hanno lasciato Altdorf su una chiatta con carro-officina e cavalli; Padre Giuliano non viaggia con loro.
  • Dopo circa due settimane controcorrente sul Reik e sullo Stir, la compagnia ha raggiunto Wurtbad, capitale dello Stirland.
  • I Martelli si trovano presso il tempio di Morr fuori dalle mura, in attesa di consultare biblioteca, missive originali e incartamento prima di dirigersi verso la Sylvania.

Missione aggiornata:

  • I dispersi sono tre: due Cavalieri del Corvo e un giovane apprendista sylvaniano scelto come guida; il nome del ragazzo non e' stato fornito.
  • Le tappe note sono Templehof, probabilmente Drakenhof e infine Waldenhof, luogo d'origine dell'ultima missiva.
  • Padre Ethelbert promette accesso ai documenti e appoggio dei Cavalieri del Corvo, ma la compagnia non ha ancora letto ne' ricevuto materialmente l'incartamento.
  • Presentarsi come mercanti e' una copertura proposta, non ancora adottata.

Nuovi PNG e autorita':

  • Padre Ethelbert guida il tempio di Morr di Wurtbad; e' un nobile severo e pragmatico, disposto a collaborare ma attento all'equilibrio politico.
  • Barone Otto, Voivoda della Sylvania, governa da Waldenhof; il cognome resta non verificato.
  • Contessa Charlotta Jacoba, presente a Wurtbad, contesta l'autorita' del Barone; la grafia del nome resta da confermare.

Oggetti e preparativi:

  • Il carro-officina trasporta due barili di polvere nera, munizioni, provviste e materiali di riparazione.
  • Leonardo porta salnitro, zolfo, carbone di legna selezionato, reagenti di Healing Light e un libro di crittografia; la lettera destinata a Juden Hornborg non e' stata inviata.
  • Marcus ha aggiunto due pistole imperiali, uno scudo e un pugnale da parata al proprio equipaggiamento.
  • I proiettili rivestiti d'argento non risultano ancora realizzati ne' provati.
  • Il libro seguito dai Cavalieri del Corvo non e' stato identificato e non va equiparato al libro della Petacci senza nuove prove.

Fili narrativi aperti:

  • Ricostruire le ultime mosse dei tre dispersi e scoprire perche' nessun soccorso ne abbia trovato traccia.
  • Verificare il ruolo del Barone Otto, della Contessa Charlotta Jacoba e dei signori non morti tollerati dall'equilibrio politico dello Stirland.
  • Chiarire il libro in possesso dei cavalieri, la cappella di Morr a Drakenhof e il suo presunto responsabile.
  • Oronzo continua l'istruzione con Voss, ma non e' entrato formalmente nell'Ordine di Morr.
  • Le due perle calorifere restano con Marcus e non sono state usate.
  • Nessuna nuova corruzione o ferita viene confermata durante il viaggio.
  • L'affinita' plurimagica di Leonardo, il corvo invisibile di Oronzo, Draken von Hess, von Stall, e il Maestro di Hess non avanzano durante il viaggio.

"Cap. LX. Cercavamo due cavalieri. A Wurtbad abbiamo trovato un terzo nome che nessuno aveva scritto e una citta' che tutti avevano paura di pronunciare. Waldenhof."

-- Leonardo Isacco da Ponzacco, taccuino da viaggio