Martelli da Guerra

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Capitolo LXII: La Nana e il Corvo

"Le storie diventano memorie quando qualcuno e' disposto a portarne il peso."

-- Leonardo Isacco da Ponzacco


La Misura della Birra

La locanda di Wurtbad aveva tavoli abbastanza robusti per sostenere un nano, ma non necessariamente le sue decisioni familiari.

Anna Barinson sedeva di fronte ai Martelli con le braccia conserte. Era alta per una nana, aveva occhi verdi, capelli rossi e nessuna barba. Il padre la voleva maritata; lei, con una coerenza che Derryl trovava ammirevole, voleva soprattutto trovarsi altrove.

Anna Barinson

Marcus le aveva offerto una sedia. Derryl aveva comprato un barilotto della migliore birra disponibile. Leonardo aveva scelto il tavolo piu' lontano dalle orecchie altrui.

Era il genere di preparazione che, nella compagnia, precedeva tanto un interrogatorio quanto un'amicizia.

"Quarantadue," disse Anna, quando Marcus le chiese l'eta'. Derryl la studio' con l'aria grave di un medico che avesse appena diagnosticato un'adolescenza.

"Sei poco piu' che una poppante."

Anna riempi' il proprio boccale. "Allora cerca di starmi dietro."

Bevve senza staccare gli occhi da lui. Derryl la imito', tossi' e si puli' la bocca con il dorso della mano.

"Mi e' andata di traverso." Marcus annui'. "Una forma molto dignitosa di sconfitta."

Anna rivolse l'attenzione a Leonardo.

"Che genere di avventure fate?"

Lo studioso si prese il tempo di disporre le parole come se fossero documenti sensibili. "Quelle nelle quali si incontrano persone che non desiderano essere trovate."

"E poi?"

"A volte si scopre perche'."

"E poi?"

Marcus intervenne prima che Leonardo trasformasse una risposta in una conferenza.

"Stiamo cercando uomini legati al culto di Morr, scomparsi in Sylvania. Non sappiamo se siano vivi, prigionieri o qualcosa di peggio."

Anna inclino' appena il capo.

"Questa e' gia' un'avventura migliore di un matrimonio." "Il confronto non e' difficile," disse Derryl.

Leonardo le spiego' che non avrebbero consegnato ogni segreto della missione a una sconosciuta. Prima serviva capire se fosse affidabile. Anna guardo' il barilotto, poi i quattro uomini.

"Mi portate lontano, mi fate bere e decidete se derubarmi?" "No," disse Marcus. "Di solito la parte della rapina arriva senza birra."

Oronzo raggiunse il tavolo mentre Anna rideva. Si fermo' davanti al barilotto, valuto' Derryl e poi la nuova arrivata.

"Chi sta vincendo?" "La diplomazia," disse Leonardo. "Allora siamo gia' tutti sconfitti."

La birra allento' la diffidenza senza dissolverla. Anna voleva sapere se i Martelli fossero mercenari, studiosi, soldati o criminali. Le risposte furono abbastanza diverse da suggerire che fossero tutte vere in giorni alterni.

"Io voglio andare dove si diventa famosi, importanti e si menano le mani," disse lei. "L'ordine e' negoziabile?" chiese Marcus. "No."

Derryl riempi' di nuovo i boccali.

"Allora potresti trovarti bene."

Parlarono delle usanze naniche. Anna spiego' che per la sua gente il matrimonio poteva essere deciso dalle famiglie oppure guadagnato in una competizione fra pretendenti. Nessuna delle due possibilita' sembrava entusiasmarla.

"Ho un'altra aspirazione," disse. "Una bella cresta da Sventratrice."

Derryl quasi poso' il boccale. "Hai commesso qualcosa di cui vergognarti?" "Non ancora." "Allora sei sulla buona strada nel modo sbagliato."

Marcus sorrise. Leonardo prese mentalmente nota del paradosso. Oronzo decise che una nana desiderosa di disonorarsi in futuro era comunque piu' prevedibile di molti nobili imperiali.

Poi Anna chiese a Derryl da quale fortezza provenisse.

Il cambiamento fu piccolo, ma tutti lo videro. Il nano smise di sorridere prima ancora di rispondere.

"Zhufbar."

Anna si sporse in avanti. "La mia gente ha servito anche li'. Non sei tornato dalla tua famiglia?"

Derryl guardo' la schiuma rimasta nel boccale.

"Non ho piu' una famiglia. E quando tornero' a Zhufbar sara' per risolvere i problemi che mi hanno portato via da Zhufbar."

Nessuno dei Martelli conosceva quella storia. Marcus ebbe la cortesia di non interrogarlo. Leonardo ebbe la disciplina di rimandare le domande. Oronzo bevve.

Anna, invece, annui' come se avesse riconosciuto una porta chiusa e sapesse che i nani non apprezzavano chi provava ad aprirla senza permesso.

"Allora forse abbiamo entrambi una ragione per viaggiare."


Le Memorie di Barin

Il nome di Zhufbar condusse la conversazione verso la famiglia Barinson e da li' verso le Guerre dei Conti Vampiro. Anna non aveva portato con se' il libro dei rancori custodito da Gunnar. Portava pero' qualcosa che il padre non poteva chiudere in una cassapanca: la memoria.

Un suo antenato aveva combattuto contro i von Carstein. La tradizione familiare lo poneva al fianco di un cacciatore di streghe chiamato Albert Matthisson, durante una caccia che si era spinta fino alle vicinanze di Templehof.

"Cercavano il conte von Stall," disse Anna. "Matthisson mori' laggiu'. Mio nonno raccontava la storia come l'aveva ricevuta dai vecchi."

La distanza fra nonno, bisnonno e antenato cambio' piu' volte nel racconto. Nessuno provo' a correggerla. Cinquecento anni trasformavano anche le genealogie migliori in nebbia; quelle raccontate davanti a un barilotto non avevano alcun obbligo di essere mappe.

Leonardo appoggio' entrambe le mani sul tavolo.

"Templehof. Il cenotafio di Padre Ieronimus. Il cilindro di piombo. Il frammento del rito."

Anna lo guardo'. "Questo dovrebbe significare qualcosa?"

"Significa che il tuo antenato e il cacciatore potrebbero aver seguito la stessa pista che stiamo seguendo noi."

"Oppure significa che in Sylvania tutti finiscono negli stessi brutti posti," disse Oronzo.

Leonardo non escluse la possibilita'. Ricostrui' cio' che sapevano: un testo sulla falsa eternita', un rituale incompleto, un cenotafio dietro il quale qualcuno aveva nascosto rune di contenimento. Forse Matthisson e il Barinson avevano cercato un mezzo per recidere la non-vita. Forse avevano tentato di rendere mortale cio' che continuava a rialzarsi.

Marcus gli lascio' completare l'ipotesi. "E forse no." "Naturalmente."

"No, Leonardo. Non naturalmente. Ci sono vie che e' bene rimangano inesplorate. Percorrerle puo' essere piu' pericoloso del male che si cerca di combattere."

Leonardo non ribatte' subito. Quel silenzio valeva, per lui, quasi quanto un giuramento.

Anna passo' un dito sul bordo del boccale.

"Se la storia della mia famiglia vi serve, posso aiutarvi."

"Con le memorie?" chiese Leonardo. Lei sorrise. "Anche col martello." Derryl approvo' l'ordine delle priorita'.

Anna aggiunse che un altro ramo della famiglia era rimasto in contatto con i nani di Zhufbar. Se qualcuno conservava dettagli piu' precisi sulla caccia a von Stall, potevano essere loro.

"Le sue non sono storie," disse Leonardo ai compagni. "Sono memorie." "Le memorie sbagliano," disse Marcus. "Anche gli archivi." "Gli archivi almeno sbagliano con una data."

La decisione arrivo' poco dopo. Anna si sarebbe presentata alla locanda all'alba, pronta a partire. Non avrebbe avvertito Gunnar in anticipo.

"Tuo padre non sara' contento," disse Derryl. "Mio padre non e' contento da prima che io nascessi." "E' una condizione tradizionale."

Marcus e Derryl si ritirarono. Oronzo ando' a controllare il carro-officina e le provviste. Leonardo, invece, raccolse i propri appunti.

La notte non era ancora abbastanza vecchia per impedirgli di commettere una ricerca.


I Morti negli Indici

La biblioteca del tempio di Morr accolse Leonardo con candele basse, scaffali alti e il genere di silenzio che sembrava attendere una confessione.

Chiese registri su Padre Ieronimus, Templehof e il conte von Stall. Un religioso gli indico' gli indici appropriati, poi lo lascio' solo con la polvere dei secoli.

Padre Ieronimus era stato un sacerdote di Morr durante la prima guerra contro Vlad von Carstein. A Bluthof si era frapposto da solo fra le truppe del vampiro e un gruppo di prigionieri destinati al massacro.

Il gesto non aveva fermato la guerra. Aveva soltanto dimostrato che, per qualche minuto, un uomo poteva costringere la storia a passargli sopra invece di passargli accanto.

Il suo corpo non era mai stato ritrovato. Nella citta' dalla quale proveniva era stato eretto un cenotafio, e dietro quel sepolcro senza morto Konrad Kurz aveva trovato il cilindro rituale.

Leonardo trascrisse il dato, poi cerco' von Stall.

Le cronache piu' antiche lo chiamavano conte e cavaliere dell'Impero. Era caduto quando la Sylvania combatteva ancora al fianco delle province imperiali contro le forze del Caos.

Anni dopo, uomini degni di fede lo avevano visto di nuovo. Non sotto un vessillo imperiale, ma fra gli ufficiali dei von Carstein: prima al servizio di Vlad, poi di Konrad von Carstein.

Leonardo si fermo'. "Dunque fu trasformato."

Il religioso che custodiva la sala sollevo' lo sguardo dal proprio registro.

"Puo' darsi. I sospetti sono quelli."

Era una risposta irritante e corretta. Le fonti provavano la caduta e la ricomparsa. Non provavano la natura di cio' che era tornato.

La casata von Stall, inoltre, non era scomparsa. Conservava possedimenti nei pressi di Waldenhof.

Leonardo cambio' indice.

Lorenzo Rizio compariva come occultista e linguista tileano, esperto di testi provenienti dall'Arabia e dalle terre del sud. Durante le Guerre dei Conti Vampiro era stato assunto da Konrad von Carstein insieme ad altri studiosi.

Il vampiro non cercava soltanto eserciti. Cercava parole.

E le parole che interessavano a Rizio conducevano allo stesso testo frammentario che i Martelli avevano letto a Wurtbad, attribuito al necromante Assad al-Nasrallah.

Leonardo avvicino' una seconda candela.

Albert Matthisson era il nome che seguiva. Il cacciatore di streghe aveva ricevuto l'incarico di recuperare le ricerche e catturare Rizio con i suoi associati.

Una nota registrava poi un corpo trovato esangue presso Templehof. Il referente della frase era stato copiato male o abbreviato peggio. Poteva trattarsi di Matthisson. Poteva trattarsi di Rizio. Leonardo traccio' un segno interrogativo invece di scegliere la risposta che gli piaceva di piu'.

Un nano gravemente ferito era stato l'unico testimone ritrovato. Aveva indicato un von Carstein e il conte von Stall come responsabili della morte del cacciatore.

Che quel nano fosse l'antenato di Anna era possibile. Non era ancora una prova.

Leonardo rimase fra i registri finche' le candele furono troppo corte per sostenere altre certezze. Chiese una cella nel tempio. Attraversare Wurtbad di notte gli parve un rischio inutile, soprattutto dopo aver passato ore a leggere di uomini morti che avevano ripreso a camminare.

All'alba raggiunse gli altri presso la locanda.

Marcus era gia' sveglio. Oronzo sosteneva di esserlo. Derryl aveva gli occhi di chi considerava il mattino un'offesa personale.

Leonardo poso' i fogli sul tavolo.

"La mia supposizione che fosse l'Impero a cercare l'arma e' crollata." "Finalmente una buona notizia," disse Oronzo.

"Konrad von Carstein aveva assunto Rizio. Matthisson fu mandato contro di lui. Von Stall era coinvolto, e la sua famiglia possiede ancora terre presso Waldenhof."

Marcus lesse gli appunti.

"Il nostro Konrad resta Kurz."

"Si'. Due Konrad, una sola pista e cinque secoli di persone incapaci di scegliere nomi diversi."

"E il morto esangue?" "Non so chi fosse."

Marcus annui'. Non sapere, quando veniva dichiarato con precisione, era una forma rara di competenza.

La porta della locanda si apri'.

Anna Barinson entro' con un martello a due mani sulle spalle e abbastanza ferro addosso da rendere superflua ogni domanda sulle sue intenzioni.

"Siete pronti?"

Derryl guardo' l'armatura mista di piastre e maglia. "L'hai costruita tu?"

"Con scarti di armature umane. Quelle dei miei erano troppo piccole."

Oronzo osservo' la porta, aspettandosi forse Gunnar e un reparto della Gilda dei Mercanti. Nessuno arrivo'.

"Allora partiamo prima che la tradizione familiare ci raggiunga."


Argento sulla Grande Foresta

Il carro-officina lascio' Wurtbad con Leonardo, Marcus, Derryl, Oronzo, Padre Leopold Voss e una nana che il giorno prima non faceva ancora parte della spedizione.

La strada saliva verso nord attraverso la Grande Foresta, poi piegava a est verso la terra dove i nomi dei villaggi sembravano tutti variazioni dello stesso presagio.

La strada dei Martelli attraverso la Sylvania

Waldenhof restava la destinazione. Prima avrebbero attraversato Siegfriedhof. Le rovine di Vanhalden Schlosse comparivano sulle carte come un vecchio dente spezzato: l'antica dimora del necromante Frederick Vanhal, abbastanza vicina da meritare prudenza e abbastanza lontana dalla pista da non meritare una deviazione.

Anna prese posto accanto a Derryl fra gli attrezzi. Il martello a due mani che portava non era runico.

Il carro procedeva con il suono continuo di ruote, ferri e bottiglie che minacciavano di rompersi a ogni buca. Padre Leopold osservava gli alberi. Marcus osservava la strada. Oronzo osservava tutto cio' che avrebbe potuto essere rivenduto in caso di necessita'.

Leonardo osservava una mappa e riusciva comunque a perdersi nelle note.

Fu durante una sosta che Derryl propose l'argento.

"Se andiamo incontro ai vampiri, prepariamo munizioni adatte."

Il carro possedeva un crogiolo, stampi, pinze e abbastanza strumenti da convincere un uomo ragionevole a non viaggiare accanto a Derryl. Anna si rimbocco' le maniche.

Le monete furono pesate. L'argento venne separato. Discuterono se fosse meglio fonderlo in proiettili massicci oppure rivestire il piombo.

Leonardo trasformo' la domanda in un problema di alchimia, anatomia e metafisica vampirica.

"Se la vulnerabilita' e' simbolica, potrebbe bastare il contatto. Se invece l'argento reagisce col sangue corrotto..."

Oronzo lo interruppe.

"Siamo ricchi. Facciamoli d'argento e smettiamo di interrogare il vampiro prima di sparargli."

Prepararono un lotto di munizioni d'argento; quantita', composizione esatta e distribuzione rimasero indeterminate.

Le punte per i dardi rimasero un'idea.

Anna lavorava senza sprecare movimenti. Derryl le mostro' come aveva adattato gli stampi; lei gli fece notare due difetti e ne corresse uno prima che lui finisse di negarlo.

"Potresti essere utile," disse Derryl. "Potresti imparare a fare complimenti." "Non esageriamo."

Ripresero il viaggio. I giorni si sommarono sotto rami sempre piu' fitti. I villaggi divennero piccoli, le croci lungo la strada numerose e le finestre chiuse prima del tramonto.

Padre Leopold non aveva bisogno di annunciare il confine della Sylvania. Lo fecero gli alberi, che sembravano piegarsi verso la strada per ascoltare.

Una sera Leonardo ricordo' ad alta voce quante volte Vlad von Carstein fosse stato dichiarato morto: decapitato, trafitto, colpito da un cannone. Ogni volta era tornato.

"Non gli moriva," concluse. Oronzo sistemo' la pistola. "Allora dovremo spiegarglielo meglio."

Dopo circa una settimana la foresta si apri'. Davanti a loro comparvero tetti scuri, un'altura e una grande abbazia che dominava un paese troppo piccolo per sostenerne il peso.

Siegfriedhof li attendeva.


Il Segno del Corvo

Siegfriedhof contava circa trecentoventi anime. La cifra era abbastanza precisa da suggerire che qualcuno le contasse spesso, forse per accorgersi in tempo di quelle mancanti.

Le case si stringevano ai piedi della collina. Sulla sinistra, l'abbazia di Morr innalzava mura severe sopra l'abitato. Padre Leopold riconobbe la dedicazione al Sacro Aethelbert il Vigilante.

"Non il nostro abate di Wurtbad," preciso' Leonardo.

"No," disse Leopold. "I morti hanno memoria lunga. A volte anche i nomi."

Prima di entrare, Marcus volle chiarire come avrebbero trattato i von Stall.

"Non andremo a bussare alla loro porta accusando il capofamiglia di essere morto da cinque secoli."

"E forse di non averlo fatto bene," aggiunse Oronzo. "Raccogliamo informazioni," disse Leonardo. "Poi decidiamo."

Padre Leopold spiego' il fragile ordine politico della provincia. Formalmente la Sylvania apparteneva allo Stirland. Il barone Otto Haupt, Voivoda della Sylvania, governava in nome dell'autorita' imperiale.

Formalmente.

In pratica, Manfred von Carstein conservava un potere che nessun decreto aveva saputo seppellire. Lo Stirland non disponeva delle forze necessarie per imporre ovunque la propria volonta', e una campagna aperta avrebbe trascinato l'Impero in nuove contese fra province.

"Quindi tutti sanno," disse Derryl. "Quelli che devono sapere, sanno," rispose Leopold. "E nessuno fa niente." "Quelli che fanno qualcosa spesso scompaiono."

Anna appoggio' il martello alla spalla.

"Questa terra comincia a piacermi."

Il carro oltrepasso' le prime case. Poche persone si voltarono. Quelle che lo fecero guardarono prima gli stranieri, poi l'abbazia, come se volessero stabilire quale dei due avrebbe portato piu' problemi.

Presso una torretta di guardia, Marcus vide il simbolo.

Un corvo nero, emblema dell'Ordine dei Cavalieri del Corvo.

Non era nascosto. Non era spezzato. Qualcuno lo aveva posto li' per essere riconosciuto.

Leonardo alzo' lo sguardo verso l'abbazia.

"Io all'abbazia ci andrei."

Oronzo segui' la linea della collina.

"Per una volta, e' persino la strada in salita meno preoccupante."

Il carro rallento'. Le ruote sollevarono una polvere grigia che non aveva ancora deciso se diventare fango.

Avevano lasciato Wurtbad con una memoria nanica, un pugno di nomi e munizioni fuse per nemici che non morivano. A Siegfriedhof trovarono il primo segno dell'ordine che stavano cercando.

Era un segno nero su una terra che aveva imparato a diffidare perfino della luce.


Stato della Compagnia

Situazione attuale:

  • Leonardo, Marcus, Derryl, Oronzo, Padre Leopold Voss e Anna Barinson hanno lasciato Wurtbad e raggiunto Siegfriedhof dopo circa una settimana di viaggio nella Grande Foresta.
  • La compagnia si trova all'ingresso del paese, un centro di circa trecentoventi anime sulla strada verso Waldenhof.
  • Sull'altura domina l'abbazia di Morr dedicata al Sacro Aethelbert il Vigilante, figura distinta da Maestro Anton Aethelbert di Wurtbad.
  • Presso una torretta di guardia e' visibile il simbolo dell'Ordine dei Cavalieri del Corvo. Leonardo propone di raggiungere l'abbazia; il contatto non e' ancora avvenuto.

Nuovi alleati e sviluppi personali:

  • Anna Barinson ha scelto di unirsi alla spedizione senza preavvertire Gunnar. Porta un'armatura mista ricavata da elementi umani e un martello a due mani non runico.
  • Anna ha quarantadue anni, conosce parte delle memorie Barinson e indica un ramo familiare di Zhufbar come possibile fonte sulla caccia storica a von Stall.
  • Derryl ha rivelato di provenire da Zhufbar, di non avere piu' una famiglia e di voler tornare un giorno per risolvere i problemi che lo costrinsero ad andarsene. Non ha spiegato quali siano.
  • Padre Giuliano non e' presente. Padre Leopold continua ad accompagnare la compagnia.

Scoperte storiche:

  • Padre Ieronimus fu sacerdote di Morr e martire del massacro di Bluthof. Si oppose alle truppe di Vlad von Carstein per proteggere alcuni prigionieri; il suo corpo non venne ritrovato e nella sua citta' fu eretto il cenotafio dietro il quale venne scoperto il cilindro rituale.
  • Il conte von Stall era un nobile e cavaliere imperiale, caduto durante guerre contro il Caos e successivamente visto al servizio dei von Carstein. La sua natura non-morta e' un sospetto, non un fatto provato.
  • La famiglia von Stall conserva possedimenti nei pressi di Waldenhof.
  • Lorenzo Rizio, occultista e linguista tileano, lavoro' per Konrad von Carstein insieme a studiosi di testi provenienti dall'Arabia e dal sud.
  • Albert Matthisson fu incaricato di recuperare quelle ricerche e catturare Rizio e i suoi associati. Un nano gravemente ferito indico' un von Carstein e von Stall come responsabili della morte del cacciatore di streghe.
  • Le fonti citano un corpo esangue ritrovato presso Templehof, ma non permettono di stabilire con certezza se appartenesse a Matthisson o a Rizio.
  • Il testo sulla falsa eternita' resta associato al necromante Assad al-Nasrallah. Lo scopo per cui Konrad von Carstein lo cercava non e' noto.

Oggetti e preparativi:

  • Derryl e Anna hanno prodotto durante il viaggio un lotto di munizioni d'argento per le armi da fuoco. Quantita', composizione esatta e distribuzione finale non sono state fissate.
  • Non risultano completate punte d'argento per i dardi.
  • Lo scudo di gromril, il martello runico e il libro dei rancori di Barin restano presso la famiglia Barinson a Wurtbad.
  • I Martelli conservano la trascrizione del frammento rituale, non lo scrigno, il cilindro o il rotolo originale.

Assetto politico:

  • Il barone Otto Haupt e' il Voivoda e governante formale della Sylvania per conto dello Stirland. Manfred von Carstein conserva un'influenza di fatto che l'autorita' imperiale non e' in grado di rimuovere apertamente.
  • I Martelli hanno deciso di raccogliere informazioni sui von Stall senza presentarsi direttamente alla casata.

Condizioni:

  • Nessun membro della compagnia subisce nuove ferite, corruzione o alterazioni sovrannaturali.
  • La tosse di Derryl durante la bevuta non ha conseguenze persistenti.

Fili narrativi aperti:

  • Raggiungere l'abbazia di Morr e chiarire la presenza del simbolo dei Cavalieri del Corvo a Siegfriedhof.
  • Riprendere la pista di Konrad Kurz, dell'altro Cavaliere del Corvo e dell'apprendista sylvaniano senza confondere Kurz con Konrad von Carstein.
  • Proseguire verso Waldenhof e verificare le terre della famiglia von Stall mantenendo un basso profilo.
  • Stabilire chi fu trovato esangue presso Templehof e quale rapporto esista fra il nano ferito e l'antenato di Anna.
  • Verificare presso il ramo di Zhufbar le memorie dei Barinson e il passato taciuto di Derryl.
  • Scoprire perche' Konrad von Carstein cercasse il testo di Assad al-Nasrallah e dove si trovino oggi lo scrigno, il cilindro e il rotolo originale.
  • Le rovine di Vanhalden Schlosse restano un luogo noto, non una destinazione decisa.

"In Sylvania perfino il segnale della salvezza ha le ali nere."

-- Marcus Ghast