L'Ultima Missiva da Drakenhof
"Tecnicamente e' parte dello Stirland."

L'uomo nel cortile
L'accompagnatore vestiva di nero.
Attendeva accanto alla carrozza nel cortile del palazzo di Volkmar, immobile fra servitori che caricavano bagagli e cavalli che sbuffavano nell'aria del mattino. Era un uomo calvo, dalla pelle scura, avvolto in una lunga veste dalle pieghe severe. Non portava l'armatura di un cavaliere ne' l'ostentazione di un mago.
Portava il silenzio di Morr.

Leonardo fu il primo a salutarlo. Marcus studio' mani, cintura e postura. Oronzo guardo' sopra la sua spalla, dove da qualche tempo vedeva cose che gli altri non vedevano. Derryl rimase con gli altri, senza affidare al mattino alcun commento riconoscibile.
L'uomo inclino' il capo.
"Sono Padre Voss. Potete chiamarmi Leopold."
Padre Leopold Voss apparteneva all'Ordine del Sudario, una branca della Chiesa di Morr dedicata allo studio della necromanzia e della non morte. Preciso' subito di non essere un guerriero. Studiava quelle pratiche per riconoscerle, contrastarle e impedire che i morti fossero costretti a servire i vivi.
Leonardo si illumino' con la pericolosa felicita' di un uomo che aveva appena incontrato una biblioteca capace di camminare.
"Il suo principale campo di studio?"
"Le attivita' di necromanzia che infestano il nostro Impero."
Marcus intervenne prima che la conversazione diventasse una lezione.
"Allora ci servira' che una parte di cio' che sa possa essere condivisa. Una missione non puo' dipendere da una sola persona."
Voss accetto' la richiesta senza offendersi. Era stato mandato proprio per prepararli e guidarli. La Chiesa di Morr aveva chiesto i loro servigi; qualcuno nelle sue gerarchie aveva contribuito a evitare che la gratitudine di Volkmar assumesse una forma definitiva.
Oronzo alzo' un dito.
"Padre Leopold, avrei una curiosita'. Anche voi vedete un corvo sulla mia spalla?"
Voss guardo' la spalla indicata. Poi l'altra. Infine guardo' Oronzo.
"Un corvo, signore? Dove vede un corvo?"
Il corvo, per Oronzo, era ancora li'. Nessun altro reagiva alla sua presenza.
"Non importa," disse il tileano. "Volevo soltanto capire se fosse un problema religioso o personale."
Quando Voss vide la Spada di San Toswick, la sua espressione cambio'. Conosceva la storia della lama e il legame con Morr. Il fatto che fosse finita nelle mani di Oronzo gli parve un segno. Oronzo, che aveva gia' ricevuto abbastanza segni per una vita, non condivise l'entusiasmo.
Marcus portava invece la spada di Elassir. Voss ne osservo' la fattura elfica, ma non avanzo' pretese. Le due lame raccontavano da sole quanto lontano i Martelli fossero arrivati e quante cose altrui viaggiassero con loro.
La carrozza parti'.
Voss promise di spiegare il necessario lungo il tragitto verso Toteninsel.
Toteninsel
Altdorf possedeva quartieri che celebravano il commercio, la guerra, la fede e il potere. La casa di Morr celebrava l'unica conclusione che li rendeva tutti uguali.
Toteninsel era separata dal resto della capitale dall'acqua e da una mutazione quasi fisica del rumore. I richiami dei mercanti si spensero. Le ruote rallentarono. Comparvero carri funebri, muri scuri e corvi veri, distinguibili da quello di Oronzo perche' lasciavano ombre che tutti potevano vedere.
Il tempio sorgeva dentro un grande cimitero. Gargoyle sorvegliavano il muro di cinta. Guardie in nero controllavano i cancelli e i sentieri fra le tombe. L'aria odorava di pietra bagnata, cera e terra rivoltata.
"Accogliente," disse Oronzo.
"E' pensato per chi resta," rispose Voss.
Nel tempio li attendevano due uomini.
Il primo era magro, pallido e vestito da sacerdote. Voss lo presento' come Padre Tilman Stert, capo dell'Ordine del Sudario ad Altdorf. Il secondo indossava un'armatura scura e aveva il volto di chi considerava ogni porta un possibile ingresso per i morti. Il suo nome venne pronunciato come Aserwaits, comandante della Guardia Nera.
Le grafie avrebbero dato lavoro a Leonardo. Le loro preoccupazioni, invece, erano chiare.
Padre Stert non nascose il proprio disappunto per le informazioni ricevute da Volkmar. La Chiesa di Sigmar aveva detto poco. La Chiesa di Morr di Nuln aveva fornito abbastanza elementi da rendere il quadro inquietante, ma non abbastanza da chiuderlo.
"Sembra una cosa assurda da dirsi," disse, "ma e' stata contrabbandata una creatura della notte. Una vampira."
La creatura sarebbe partita da Drakenhof in una bara, diretta verso il Reikland e forse verso Ubersreik. I Martelli ricordavano una cassa aperta alla luce del sole e una donna consumata dalle fiamme. Poteva essere la stessa creatura. Poteva essere morta. Poteva essere stata una parte del rituale, una vittima o soltanto un carico di cui qualcuno aveva perduto il controllo.
Nessuno nella sala possedeva prove sufficienti per scegliere.
Stert prosegui'. Due Cavalieri del Corvo erano stati inviati nello Stirland per seguire la pista. Avevano scritto da Drakenhof, poi erano scomparsi.
"Non abbiamo piu' avuto loro notizie da quando sono entrati nello Stirland."
Marcus incrocio' le braccia.
"Obiettivo concreto?"
"Trovarli. Capire che cosa hanno scoperto. Fermare cio' che li ha fatti tacere."
Per una volta, l'ordine era piu' semplice della politica che lo aveva prodotto.
Il libro che tornava sempre
Padre Stert fece portare un volume.
Leonardo lo riconobbe prima ancora che venisse aperto. Lo aveva sottratto dal carrozzone di Maria Luisa Petacci, dove era nascosto con mani mummificate e strumenti che nessun medico onesto avrebbe tenuto nel sale. Le vecchie note oscillavano fra De Immortalitate, Morte, et Arcanis Diversis Nehekarae e De Mortalitate Morte et Arcanis Diversis Necare; nel nuovo briefing il titolo venne reso come De immortalitate, morte et arcanis necromantiae. Erano varianti del titolo attribuite allo stesso volume riconoscibile, non prove dell'esistenza di libri diversi.
Ora il volume era sul tavolo dell'Ordine del Sudario. La cronaca, pero', non raccontava quando o come fosse passato dalla custodia di Leonardo a quella della Chiesa di Morr.
La confessione della Petacci aveva collegato gli Strigani dello Stirland al libro e il libro ad Adolf Seyss-Inquart, il necromante al seguito dei Valentini. Era stato destinato a lui. Che lo avesse ricevuto, copiato o soltanto cercato restava da stabilire.
Leonardo sfoglio' le pagine con Voss e Stert. Il testo in Reikspiel era incompleto, degradato, forse tradotto da qualcuno che comprendeva le parole meglio delle conseguenze. Vi erano formule note, passaggi cifrati e riferimenti a una tradizione molto piu' antica.
L'autore remoto era indicato come Assad al-Nasrawi, nome proveniente da terre che i Martelli conoscevano soprattutto attraverso mappe, merci e cattive pronunce.
Il cuore del testo descriveva un modo per rianimare una persona conservandone la coscienza.
Non un cadavere che camminava.
Non un simulacro vuoto.
Una resurrezione.
Leonardo penso' al Calderone. Al corpo incompleto di Wulfric Hess. Alla Lamia sacrificata contro la propria volonta'. Al rito spezzato da Kronert, che i presenti chiamavano morto nonostante nessuno dei Martelli ne avesse verificato il cadavere.
Il rituale del libro richiedeva numerosi sacrifici e un elemento tradotto come offerta di non morte.
"Una creatura non morta?" chiese Marcus.
"Una condizione? Un consenso? Una sostituzione?" aggiunse Leonardo.
Voss scosse il capo. La traduzione non consentiva una risposta certa. Forzare un significato avrebbe potuto essere peggio che ammettere di non conoscerlo.
Leonardo menziono' Elspeth von Draken, che aveva studiato parti del rituale gia' osservato. Il nome della maga di Nuln venne annotato come possibile fonte, non come responsabile. Nella stanza qualcuno ricordo' anche Kronert e i frammenti che aveva maneggiato.
Marcus rammento' l'ordine di Volkmar.
Potevano collaborare con Morr, ma non raccontare liberamente la crisi di Ubersreik. Dovevano offrire abbastanza verita' da salvare vite e non abbastanza da provocare la reazione della Chiesa di Sigmar.
Era il genere di equilibrio nel quale una parola sbagliata diventava un cappio.
"Potrebbe scatenare forze innaturali su questo mondo," disse Stert.
Oronzo guardo' il corvo invisibile sulla propria spalla.
"Sono gia' arrivate."
La missiva
L'ultima lettera dei Cavalieri del Corvo era partita da Drakenhof.
Conteneva notizie sulla creatura della notte, sulla rotta verso il Reikland e su chi poteva averla mandata. Il nome era stato udito e trascritto in modi discordanti. La resa piu' vicina alle fonti disponibili era Draken von Hess, ma nessuno nella sala ne verifico' l'identita'.
Non era una prova contro Elspeth von Draken.
Non era una conferma che il Maestro di Hess e il mandante fossero la stessa persona.
Era un nome in una missiva, deformato dalla distanza, che avrebbe richiesto riscontri.
La lettera conteneva anche un avvertimento su un certo von Stall, nobile locale. Poteva essere coinvolto. Poteva conoscere qualcuno coinvolto. Poteva essere soltanto abbastanza potente da meritare prudenza.
"Potrebbe," ripete' Marcus. "Non e' la stessa cosa di colpevole."
Stert annui'.
Era una distinzione che i Martelli avevano imparato con fatica e spesso troppo tardi.
La geografia completo' il quadro. La loro destinazione ufficiale era lo Stirland, ma Drakenhof si trovava in Sylvania. Sulla carta, il territorio apparteneva allo Stirland. Nella pratica, il Conte Elettore non lo governava davvero.
"Tecnicamente e' parte dello Stirland," disse Voss.
"Tecnicamente," rispose Oronzo, "anche noi siamo stati ricompensati."
A Drakenhof esisteva una piccola cappella di Morr. Voss ricordo' il nome del suo responsabile come Padre Donavich, ma avverti' che perfino quel contatto avrebbe dovuto essere verificato una volta sul posto.
La Guardia Nera poteva fornire informazioni. L'Ordine del Sudario poteva offrire conoscenze. I Martelli, invece, avrebbero portato cio' che le due istituzioni non possedevano: esperienza con riti falliti, necromanti, vampiri, reliquie e autorita' intenzionate a non ammettere nessuna di quelle cose.
Padre Leopold Voss accetto' di accompagnarli.
Marcus ottenne una guida.
Leonardo ottenne un maestro disposto a spiegare la non morte lungo la strada.
Oronzo ottenne soltanto un'altra conferma che nessuno, neppure Voss, vedeva il suo corvo.
Derryl ottenne un'altra missione.
Sul tavolo restavano il libro della Petacci e l'ultima missiva. Uno veniva dal passato della compagnia. L'altra indicava il luogo in cui quel passato aveva continuato a muoversi senza di loro.
Drakenhof.
Il nome non era piu' una nota su una mappa ne' un vino ricordato male. Era il luogo da cui due Cavalieri del Corvo avevano scritto prima di sparire. Era l'origine di una vampira trasportata in una bara. Era la prima tappa verso un nobile sospetto, un mandante senza identita' certa e un rito che prometteva di restituire coscienza ai morti.
Fu cosi' che comincio' Sylvania.
Non con un confine.
Con una lettera che nessuno aveva potuto terminare.
Stato della Compagnia
Nuova missione:
- I Martelli devono raggiungere Drakenhof, ritrovare due Cavalieri del Corvo scomparsi e chiarire la pista della creatura della notte.
- Padre Leopold Voss, sacerdote di Morr dell'Ordine del Sudario, accompagnera' la compagnia come guida e specialista di necromanzia.
- Padre Tilman Stert guida l'Ordine del Sudario ad Altdorf; Aserwaits comanda la Guardia Nera. Le grafie dei due nomi derivano dalla trascrizione e restano da confermare.
Scoperte:
- La vampira contrabbandata da Drakenhof potrebbe essere la creatura bruciata al sole, ma ruolo e destino non sono dimostrati.
- Il libro della Petacci, De immortalitate, morte et arcanis necromantiae, era destinato ad Adolf Seyss-Inquart e descrive un rituale di resurrezione incompleto.
- Le cronache precedenti riportano per il libro i titoli varianti De Immortalitate, Morte, et Arcanis Diversis Nehekarae e De Mortalitate Morte et Arcanis Diversis Necare; il passaggio dalla custodia di Leonardo a Morr non e' narrato.
- Il rituale richiede sacrifici e una offerta di non morte dal significato ancora incerto.
- L'autore remoto del testo e' trascritto come Assad al-Nasrawi.
Piste aperte:
- Il mandante nella missiva e' trascritto come Draken von Hess, ma l'identita' non e' verificata e non va confusa con Elspeth von Draken o col Maestro di Hess.
- von Stall e' un nobile locale potenzialmente coinvolto, non un colpevole accertato.
- La cappella di Morr a Drakenhof e il suo responsabile, ricordato come Padre Donavich, devono essere verificati sul posto.
- Oronzo continua a vedere un corvo sulla propria spalla; Voss e gli altri non lo vedono.
- Sylvania appartiene nominalmente allo Stirland, ma non e' realmente governata dal Conte Elettore.
"Cap. LVIII. Lo Stirland era la destinazione scritta sull'ordine. Sylvania era quella scritta sull'ultima lettera dei dispersi. Ho imparato a fidarmi di piu' delle lettere."
-- Leonardo Isacco da Ponzacco, taccuino da viaggio