Martelli da Guerra

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Capitolo LII: Il Patto del Falco

"Le torri hanno scale per salire, finestre per guardare e porte per fuggire. La Torre Hess, per economia, aveva sostituito tutte e tre con un mostro."

-- Leonardo Isacco da Ponzacco

Lo scontro nella Torre Hess


La Bestia Sopra le Scale

La Torre Hess tremava come una campana percossa da un dio ubriaco. Ogni colpo proveniente dal piano superiore scendeva lungo le pietre, attraversava i gradini e arrivava alle ossa degli uomini che combattevano sotto. Polvere bianca cadeva dalle fughe del soffitto. Le guardie di Ubersreik avevano perso la formazione, ma non ancora la paura dei loro padroni. Continuavano a combattere sulle scale, fra ringhiere spezzate, tavoli rovesciati e il sangue dei compagni. Oronzo si rimise in piedi con la lentezza ostinata di chi non aveva alcuna intenzione di concedere al raggio violaceo l'ultima parola. La Spada di San Toswick giaceva poco distante. La raccolse senza cerimonie.

"Noi non scappiamo mai." Marcus lo guardo' appena.

"Non dirlo troppo forte. Questa torre sembra incline a raccogliere le sfide." Una guardia discese due gradini con la spada alta. Elassir la intercetto' prima che potesse raggiungere Oronzo. L'Elfo Silvano si muoveva nello spazio angusto come se le pareti fossero alberi e la scala un sentiero conosciuto da secoli. La lama descrisse un arco breve. L'uomo cadde contro la ringhiera e vi rimase piegato, incapace di decidere da quale lato morire. Derryl sparo' verso il livello superiore. Il fragore della pistola nanica riempi' la torre.

Marcus aveva gia' scorto la bambina inquietante al piano superiore. Non era stata lei a farlo ritirare, ma la creatura che si muoveva sopra il soffitto.

"Per la barba di Grungni, se devono sfondare il soffitto almeno pagheranno il materiale." Leonardo si teneva dietro lo scudo, dove un chirurgo ragionevole avrebbe dovuto stare quando intorno a lui tutti insistevano a produrre ferite. Una lama scivolo' sotto il bordo della protezione e lo colpi' alla gamba destra. Il metallo dell'armatura assorbi' gran parte del colpo, ma il dolore gli sali' fino all'anca.

"E' una pessima sede anatomica per una discussione," disse, arretrando. "Propongo di riprenderla dopo la sopravvivenza." Una detonazione cancello' il volto della guardia che lo aveva ferito. Marcus abbasso' la pistola fumante. Non commento'. Un altro uomo avanzo' da una porta laterale. Oronzo lo colpi' al ginocchio. La gamba cedette sotto il peso del corpo e la guardia crollo' urlando. La terza esito'. Dietro di lei, dal piano superiore, giunse un urto piu' forte degli altri. Una crepa corse lungo il soffitto. Marcus indico' l'uscita esterna con la canna della pistola.

"Arrenditi. Il tuo capo e' caduto e la cosa che avete chiamato sta venendo a prendere anche voi. Getta la spada ed esci." La guardia guardo' i Martelli. Poi guardo' il soffitto. Scelse la minaccia che lasciava aperta una porta e fuggi' sul camminamento.

"Decisione sorprendentemente razionale," osservo' Leonardo.

"Non prenderla come esempio," disse Oronzo. "A noi serve ancora la torre." Il colpo successivo fece saltare una pietra dal soffitto. Cadde fra Derryl ed Elassir, spaccandosi in due. Quello dopo ne stacco' tre. Derryl attraverso' la zona instabile per raggiungere una guardia rimasta al riparo dietro una colonna.

"Nano!" grido' Elassir. La volta si apri'. Pietre, travi e calce precipitarono sulla scala. Derryl scomparve sotto il crollo. Il pavimento si inclino' e una nube di polvere inghiotti' il livello. Per un istante non si udi' altro che il rotolare dei detriti. Poi, da sotto una trave, arrivo' una bestemmia dedicata con precisione genealogica agli scalpellini umani.

"E' vivo," disse Marcus.

"E' offeso," corresse Leonardo. "Per un nano e' un segno clinico migliore." Qualcosa raschio' il bordo del varco. Una lingua lunga e pallida discese fra le pietre. La punta si apri' in appendici ricurve, simili alle dita di una mano concepita da qualcuno che non aveva mai visto una mano. Gocce verdastre caddero sui gradini e li fecero fumare. La testa apparve subito dopo. Era enorme, cornuta e coperta di escrescenze che sembravano nate da ordini contraddittori impartiti alla stessa carne. Due occhi senza misericordia osservarono la torre dall'alto. Il muso si spalanco'. L'odore di acido, sangue vecchio e foresta marcia riempi' il livello. Elassir sollevo' la spada.

"Jabberwock." Derryl, ancora sepolto, smise per un istante di insultare gli scalpellini.

"Quella sarebbe una parola elfica?"

"No."

"Peccato. Speravo significasse piccolo." Il Jabberwock spinse il capo nel varco e spezzo' un'altra fila di pietre. La Torre Hess aveva appena cambiato padrone.


Sangue Corrosivo

Elassir fu il primo a muoversi. Non indietreggio'. Sali' invece due gradini, colpi' il muso del Jabberwock e gli offri' qualcosa di piu' interessante degli uomini intrappolati sotto le macerie. La bestia scatto' verso di lui. Il morso si chiuse dove l'elfo era stato un battito prima. La coda attraverso' la stanza e abbatte' un tavolo contro il muro. La lingua artigliata segui' il movimento, cercando il fianco di Elassir. L'Elfo Silvano devio' il colpo con la lama e arretrato' lungo la curva del piano.

"Recuperate il nano e andate via."

"Non abbiamo trovato la parte della torre dove si va via," rispose Leonardo.

"Allora trovatela in basso." Oronzo raggiunse il cumulo di pietre. Infilo' la Spada di San Toswick sotto una trave e fece leva. Marcus afferro' Derryl per le spalle. Il nano emerse coperto di polvere, con sangue fra i capelli e un'espressione che prometteva vendetta all'intera disciplina dell'architettura.

"Lasciami," ringhio'. "Cammino."

"Lo farai dopo che ti avremo tolto di dosso il piano superiore," disse Marcus. Un colpo del Jabberwock scaglio' la spada di Elassir oltre il varco. La lama rimbalzo' sulle pietre e si fermo' vicino a Oronzo. Il tileano la raccolse.

"Elfo!" La lancio' attraverso la stanza. Elassir la prese al volo e la immerse nel fianco della creatura. Il Jabberwock urlo'. Il suono non apparteneva a una gola sola. Sembrava un coro di bestie costrette a respirare nello stesso corpo. Derryl sollevo' la pistola dalle braccia di Marcus.

"Adesso lasciami." Sparo'. Il proiettile entro' sotto una placca ossea. Dal foro eruppe sangue scuro, fumante. Investi' il volto e la spalla di Elassir. L'elfo si piego' con un sibilo. La sua pelle fumo' dove il sangue l'aveva toccata.

"Bravo," disse Oronzo a Derryl. "La prossima volta prova a non sciogliere anche lui."

"La prossima volta mettiti tu davanti." Il Jabberwock si avvento' sull'elfo ferito. Elassir ruoto' sotto la zampa, perse di nuovo la spada e raggiunse la scala discendente. Marcus copri' la ritirata. Leonardo spinse Derryl verso il basso. Oronzo rimase l'ultimo sul pianerottolo, aspettando che l'elfo passasse. La testa del mostro urto' il varco troppo stretto. Le pietre si mossero.

"Scendi," disse Elassir.

"Dopo di te. E non farne una questione di cortesia." Raggiunsero il livello inferiore. La scala proseguiva soltanto fino a una sala ingombra di casse divelte, vetri, carte e mobili abbandonati. Libri gonfi d'umidita' occupavano un tavolo. Alcune statue osservavano il disordine con la serenita' irritante della pietra. Non c'erano porte verso l'esterno. Non c'erano finestre abbastanza larghe. Non c'era alcun passaggio sotto la torre. Leonardo tasto' il muro dietro una cassapanca. Derryl batte' il calcio della pistola contro le lastre del pavimento. Marcus esamino' le fughe fra le pietre.

"Niente," concluse. Sopra di loro, il Jabberwock continuo' a demolire la torre. Ogni urto faceva danzare le pagine dei libri. Contro una parete giaceva l'uomo magro che avevano abbattuto durante lo scontro. Aveva le mani legate e il volto cereo. Leonardo si inginocchio' accanto a lui.

"Bernard. Apri gli occhi. La tua casa sta diventando progressivamente meno immobiliare." Il prigioniero non reagiva. Marcus si chino' e gli recise il tendine dietro la gamba destra. Bernard torno' nel mondo con un grido. Leonardo lo fisso'.

"Credevo fossi contrario alla tortura."

"Lo sono. Il dolore produce risposte inaffidabili." Marcus ripuli' la lama. "Questa e' una misura contro la fuga." Bernard strinse i denti. Era magro, piu' vecchio di quanto il volto liscio lasciasse credere, e negli occhi aveva la calma innaturale di chi considerava la propria vita una proprieta' altrui.

"Fermala," disse Leonardo, indicando il soffitto. "Oppure spiegaci dove hai nascosto l'uscita."

"Non c'e' uscita."

"Allora fermala." Bernard sorrise appena.

"In questo mondo siamo tutti pedine." Oronzo risali' alcuni gradini per cercare la spada di Elassir. Appena raggiunse il varco, il capo del Jabberwock emerse fra le macerie. La lingua si distese e spruzzo' una colata di muco corrosivo. Oronzo si getto' indietro. Il liquido colpi' il muro e vi scavo' una cicatrice fumante. Il tileano torno' dagli altri senza la spada.

"Confermo," disse. "L'uscita di sopra e' occupata." Leonardo guardo' Bernard. Per uscire dalla torre non serviva piu' una porta. Serviva una menzogna abbastanza grande da attraversare le fauci del Jabberwock.


Il Libro e il Calice

Bernard chiese il Calice dell'Ira come se stesse reclamando un debito ordinario. Non gli interessavano il Pugnale di Yul-Kachun, il Teschio d'Ottone o l'anello di Leonardo. Voleva soltanto il Calice.

"Non lo abbiamo," disse Marcus.

"Ma sapete chi lo porta." Il silenzio fu una risposta sufficiente. Bernard appoggio' il capo al muro.

"Valentino avrebbe dovuto consegnarlo. Ha fallito."

"I Valentini hanno una tradizione in materia," disse Oronzo. "Di solito falliscono dopo avere rovinato la vita a qualcuno." Il prigioniero non gli concesse neppure uno sguardo. Parlava del culto, del Maestro Hess e della morte con la stessa voce. Se fosse caduto, disse, un altro avrebbe preso il suo posto. Se il corpo fosse rimasto integro, il suo signore avrebbe potuto richiamarlo. Marcus prese una lampada dal tavolo.

"Allora lo bruceremo." Bernard sorrise.

"Tutti gli eretici credono nei falsi dei." Oronzo inclino' il capo.

"Su questo ti sbagli. Anch'io non credevo. Poi Morr ha avuto la cortesia di insistere." Derryl era meno interessato alla teologia.

"La bestia ci raggiungera' prima della conclusione. O la richiami o scopriremo quanta resurrezione resta in un mucchio di cenere." Bernard tacque. Non era il silenzio di un uomo coraggioso. Era quello di un uomo che aveva consegnato la propria paura a un'istituzione. Leonardo osservo' i libri sul tavolo. Le pagine erano macchiate, gonfie, quasi illeggibili. Eppure bastarono a suggerirgli un'altra forma di interrogatorio.

"Lasciatemi solo con lui." Marcus lo guardo' a lungo.

"E' uno stregone."

"Io sono un accademico. Abbiamo entrambi difetti professionali." Marcus condusse gli altri oltre la porta, abbastanza vicini da intervenire e abbastanza lontani da non udire ogni parola. Leonardo si sedette davanti a Bernard. Non prese la lampada. Prese uno dei libri rovinati e lo apri' con delicatezza.

"Non mi interessa stabilire quale delle vostre fazioni meriti di vincere. Mi interessa sapere perche' esistete." Bernard lo studio'.

"Sei venuto qui per ucciderci."

"Sono venuto qui seguendo un necromante, un Calice rubato e una serie di decisioni che preferirei attribuire ai miei compagni. La mia ossessione e' diversa." Leonardo mostro' le pagine disfatte.

"Conosco la vostra storia soltanto attraverso frammenti scritti dai nemici. Una condizione intollerabile per chiunque abbia rispetto delle note a margine." Sopra di loro, il Jabberwock colpi' ancora. Bernard sollevo' gli occhi verso la polvere che cadeva. Poi comincio' a parlare. La sua era la storia di un fondatore guaritore, un santo vivente perseguitato dalla Chiesa di Sigmar per invidia e timore. Il culto ne conservava il corpo. Una catena di sigilli ne impediva la piena rigenerazione. Il Calice dell'Ira, riempito di sangue nobile o del sangue di un'anima pura, avrebbe potuto restituirgli cio' che i persecutori gli avevano sottratto.

"Una resurrezione," disse Leonardo.

"Una restituzione."

"La grammatica non rende meno necromantico il concetto." Bernard ignoro' l'obiezione. Parlo' dei tre artefatti. Il Calice apparteneva alla vita e al sangue. Il Teschio d'Ottone rappresentava il passaggio fra vita e morte. Il Pugnale di Yul-Kachun era il ricettacolo del demone. Secondo lui, i Valentini intendevano riunirli per spezzare quel ricettacolo e liberare la creatura contenuta al suo interno. Il culto Hess voleva sottrarre loro il Calice, non completarne il disegno.

"E dovrei credere che abbiate evocato un Jabberwock per impedire un rituale pericoloso?"

"Dovresti credere che i nostri strumenti non definiscono il nostro scopo."

"E' una frase che ogni tiranno dovrebbe far incidere sopra la porta." Bernard abbasso' la voce. Il Calice doveva essere portato al Lettore di Ubersreik, uomo vicino al Maestro Hess e secondo soltanto a lui nella rete del culto. In cambio, Bernard poteva offrire una via d'uscita. La ragazza avrebbe richiamato il Jabberwock. I Martelli avrebbero lasciato la torre vivi. Leonardo avrebbe convinto gli altri che il patto era vantaggioso e, appena possibile, gli avrebbe fatto avere il Calice.

"E cosa riceverei oltre al privilegio di non essere digerito?"

"Un libro." Bernard lo disse sapendo di avere finalmente scelto l'arma giusta. Un libro di conoscenze possedute da pochissimi uomini e, forse, da pochi elfi. Non una copia. Non un riassunto. La fonte. Leonardo rimase in silenzio abbastanza a lungo da sentire la propria ambizione prendere la forma di un argomento razionale.

"Io vi faccio avere il Calice," disse infine. "Voi ci lasciate andare e mi consegnate il libro."

"Si'."

"Allora Valentino e' sostituito. Considerami il nuovo intermediario." Non disse se intendesse mantenere il patto. Bernard non glielo chiese. Da sotto la veste estrasse una collana con un medaglione a forma di falco. Leonardo riconobbe il simbolo. Lo aveva gia' incontrato nella scia dell'agguato, sulle tracce di chi seguiva la compagnia dal tesoro di Karak Hirn.

"Mostralo alla ragazza. Dille che il Gran Maestro ha approvato."

"E tu?"

"Lasciatemi a Housern. Qualcuno verra' a recuperarmi." Il nome della localita' non diceva nulla a Leonardo. Lo ripete' lentamente, per fissarlo nella memoria. Housern. Un'altra citta' da trovare, un altro luogo dove qualcuno attendeva una pedina. Leonardo chiuse la mano sul falco.

"Se mi hai mentito, il libro sara' il minore dei tuoi problemi." Bernard guardo' il soffitto.

"Se ti ho mentito, non avrai il tempo di scoprirlo."


Il Nome della Bambina

Leonardo risali' da solo. Il medaglione del falco gli pesava nel pugno piu' di quanto avrebbe dovuto pesare il metallo. Alle sue spalle, la torre sembrava trattenere il respiro. Davanti a lui, nel varco, comparve il capo del Jabberwock. La creatura fiuto' l'aria. La lingua artigliata scivolo' fra le pietre. Leonardo sollevo' il medaglione.

"Marte Sturm!" Il nome emerse dal buio prima della ragazza. Marte. Non Bernadette Schubert, il nome che avevano raccolto senza mai riuscire a legarlo a una storia sicura. Forse Bernadette era stato un alias. Forse una menzogna. Forse il genere di errore che nasce quando una bambina sorride in una torre piena di cadaveri e nessuno pensa di chiederle due volte chi sia.

"Marte," ripete' Leonardo. "Ho parlato con Bernard." Il Jabberwock si avvicino'. Il suo respiro sollevo' la polvere dalla scala. Una voce giovane rispose dall'alto.

"Bernard e' vivo?"

"Abbastanza da consegnarmi questo." Il falco oscillo' nella luce della lampada. La ragazza apparve oltre il muso della bestia. Aveva ancora l'aria tranquilla di chi considerava la violenza un rumore prodotto dagli adulti. Osservo' il simbolo.

"E il Gran Maestro?"

"Ha approvato l'accordo. Il Calice arrivera' a Ubersreik." Marte aggrottò appena le sopracciglia.

"Come potresti sapere del falco?"

"Perche' Bernard me lo ha dato. E perche' una menzogna intelligente non si presenterebbe a un Jabberwock senza una seconda menzogna di riserva." La ragazza non rise.

"A me la storia annoia."

"E' una malattia comune. Di solito peggiora con l'autorita'." Marte poso' una mano sul collo della creatura. Il Jabberwock emise un suono basso. Poi si ritrasse dal varco. Fra le sue zampe giaceva la spada di Elassir. La ragazza la raccolse.

"L'elfo e' vivo?"

"Con notevole ostinazione." Marte apparve delusa.

"Me la riporto. La sua spada."

"Temo che la consideri ancora sua."

"Allora verra' a cercarla." Il rumore delle ali esplose sopra la torre. Pietre e polvere caddero nel varco. Marte Sturm e il Jabberwock scomparvero nella notte portando con loro la lama dell'Elfo Silvano. Leonardo rimase immobile finche' il battito delle ali non divenne vento. Poi torno' dagli altri. Racconto' il patto a bassa voce. Marcus lo ascolto' senza interromperlo. Derryl ascolto' il doppio significato di ogni frase e ne disprezzo' almeno tre. Oronzo ando' direttamente al punto.

"Gli hai promesso il Calice per un libro?"

"Gli ho promesso di fargli avere il Calice in cambio di informazioni, accesso alla rete e sopravvivenza immediata."

"Quindi si'." Marcus prese il medaglione e lo esamino'.

"Il falco collega questa torre all'agguato e alla pergamena lasciata nel tesoro."

"Oppure qualcuno vuole che lo crediamo," disse Leonardo.

"Finalmente una frase prudente." Il gruppo decise di trattare l'accordo come una porta aperta verso il nemico, non come un debito. Bernard sarebbe rimasto prigioniero. Housern sarebbe stata cercata, non raggiunta alla cieca. Il Lettore di Ubersreik sarebbe diventato una pista. Marcus torno' nella sala e trovo' Bernard senza bavaglio. Lo colpi', lo imbavaglio' di nuovo e guardo' Leonardo.

"Quest'uomo e' uno stregone."

"La conversazione richiedeva l'uso della bocca."

"La prossima volta ricordati che puo' usarla anche lui." Elassir sedeva contro il muro, il volto segnato dal sangue corrosivo. Quando seppe che il Jabberwock era partito, chiuse gli occhi. Quando seppe della spada, li riapri'. Oronzo gli porse la lama di eccezionale fattura appartenuta all'uomo in rosso.

"Buona notizia: il bestione se n'e' andato. Cattiva notizia: si e' portato via la tua spada. Questa, almeno, taglia." Elassir peso' l'arma nella mano.

"La mia spada tornera'."

"Ecco," disse Oronzo. "Ora hai anche una ragione elegante per inseguire la bambina col mostro." La compagnia torno' nel bosco. Ritrovo' il carrozzone di Schambeck dove lo aveva lasciato. Il Pugnale di Yul-Kachun era ancora nascosto e avvolto. Il Teschio d'Ottone non era stato toccato. L'anello dell'Ordo Scrittoris attendeva Leonardo nel proprio involto. La Spada di San Toswick resto' al fianco di Oronzo. Raccolsero dalle guardie denaro, armi e armature abbastanza integre da meritare il peso. Derryl destino' tutto al carrozzone con la severita' di un contabile che considerava il saccheggio una forma di manutenzione preventiva. Due prigionieri vennero legati e caricati a bordo. Uno era Bernard. Dell'altra persona non erano stati chiariti ne' il nome ne' il ruolo. La Torre Hess rimase alle loro spalle, squarciata fra i livelli e piena di cadaveri. Non era conquistata. Era stata svuotata abbastanza da non poterli trattenere. Mentre gli altri sistemavano i prigionieri, Oronzo prese Leonardo per un braccio.

"Dobbiamo parlare lontano da Marcus." Leonardo lo segui' dietro il carrozzone. Il tileano aveva perso il consueto sorriso obliquo.

"Da qualche tempo sento delle voci."

"Morr?"

"Quella la conosco. Queste sono altre." Oronzo guardo' verso Marcus, che controllava i legacci di Bernard.

"Dicono: pugnalalo alle spalle. Uccidilo. Ora una mi ha detto di sparare a Marcus." Leonardo rimase in silenzio.

"Ma non gli voglio sparare," aggiunse Oronzo. "E dopo il raggio di Bernard sono peggiorate." Il bosco sembrò stringersi intorno a loro. Leonardo avrebbe preferito una teoria. Le teorie avevano citazioni, oppositori e il buon gusto di non chiedere omicidi.

"Se una voce ti dice di fare qualcosa, non farla." Oronzo lo fisso'.

"Questo e' il consiglio accademico?"

"E' il riassunto divulgativo. In una grande citta' cercheremo testi sulle visioni e qualcuno capace di distinguere Morr da cio' che ti parla adesso."

"Lo diciamo a Marcus?" Leonardo guardo' l'agente imperiale. Marcus aveva appena stretto un nodo con la precisione di chi non ammetteva seconde fughe.

"Non ancora." Oronzo annui'. Il carrozzone si mise in movimento con due prigionieri, tre artefatti, un patto segreto e una voce che voleva un cadavere. Per una volta, la parte piu' pericolosa del viaggio non era nascosta nel bagagliaio.


Stato della Compagnia

Alleati attivi:

  • Elassir e' sopravvissuto al Jabberwock e resta con la compagnia. Il sangue corrosivo della bestia gli ha segnato volto e spalla.
  • Elassir ha perso la propria spada, portata via da Marte Sturm, e usa ora la lama di eccezionale fattura appartenuta all'uomo in rosso.

Nuovi o chiariti:

  • Marte Sturm e' il nome rivelato della ragazza conosciuta nella torre come Bernadette Schubert. Non e' ancora chiaro se Bernadette fosse un alias, una menzogna o un'identificazione errata.
  • Bernard e' uno stregone magro del culto Hess. E' prigioniero della compagnia, ferito a una gamba e legato sul carrozzone; il cognome resta ignoto.
  • Jabberwock e' la creatura che ha sfondato la Torre Hess. Possiede lingua artigliata, muco e sangue corrosivi; risponde a Marte e ha lasciato la torre con lei.
  • Secondo prigioniero e' stato caricato sul carrozzone insieme a Bernard, ma identita' e ruolo restano incerti.
  • Maestro Hess guida o ispira il culto di Bernard; il suo rapporto con Luthor Hess non e' confermato.
  • Lettore di Ubersreik e' indicato da Bernard come alto affiliato del Maestro Hess e destinatario del Calice. L'informazione non e' verificata.

Nemici recenti:

  • Le guardie della Torre Hess sono state abbattute, disperse o catturate; la guarnigione non offre piu' una resistenza immediata.
  • Marte Sturm e il Jabberwock sono in fuga con la spada di Elassir.
  • Il mascherato volante resta in possesso del Calice dell'Ira, che secondo Bernard dovrebbe essere diretto verso Ubersreik.

Oggetti:

  • Pugnale di Yul-Kachun -- recuperato dal nascondiglio nel bosco e nuovamente in custodia di Marcus, avvolto e separato.
  • Teschio d'Ottone -- recuperato dal bosco e caricato sul carrozzone, isolato dagli altri artefatti.
  • Anello dell'Ordo Scrittoris / lupo nascosto -- recuperato da Leonardo.
  • Spada di San Toswick -- resta con Oronzo.
  • Medaglione del falco -- consegnato da Bernard a Leonardo; collega la Torre Hess al simbolo gia' incontrato nell'agguato e nella pergamena del tesoro.
  • Libro promesso da Bernard -- non ancora consegnato; sarebbe il compenso personale di Leonardo per il recupero del Calice.
  • Spada di Elassir -- nelle mani di Marte Sturm.
  • Spada dell'uomo in rosso -- ora affidata a Elassir.
  • Carrozzone di Schambeck -- recuperato e in marcia con artefatti, bottino e due prigionieri.

Scoperte:

  • Secondo Bernard, il culto Hess conserva il corpo sigillato del proprio fondatore e vuole usare il Calice per riportarlo pienamente in vita; la dichiarazione non e' verificata.
  • Secondo Bernard, il Calice governa vita e sangue, il Teschio il passaggio fra vita e morte, mentre il Pugnale e' il ricettacolo del demone. La versione resta interessata e non verificata.
  • I Valentini avrebbero voluto riunire i tre oggetti per liberare il demone; il culto Hess sostiene di voler sottrarre loro il Calice.
  • Housern e' il luogo dove Bernard chiede di essere lasciato per essere recuperato dai propri alleati; posizione e natura della localita' sono ignote.

Condizioni e rischi:

  • Oronzo sente voci diverse da Morr che gli ordinano di pugnalare e uccidere. Sono peggiorate dopo il raggio violaceo di Bernard; una gli ha ordinato di sparare a Marcus.
  • Oronzo resiste alle voci e ne ha parlato soltanto con Leonardo. Marcus non e' stato informato.
  • Leonardo e' stato colpito alla gamba destra, ma l'armatura ha limitato la ferita.
  • Derryl e' stato sepolto dal crollo del soffitto e liberato; resta in grado di marciare.

Fili narrativi aperti:

  • Decidere come sfruttare o tradire il patto di Leonardo con Bernard.
  • Identificare il Maestro Hess, il Lettore di Ubersreik e il fondatore sigillato del culto.
  • Verificare la funzione reale di Calice, Teschio e Pugnale nel rituale.
  • Trovare Housern e stabilire il destino dei due prigionieri.
  • Recuperare la spada di Elassir da Marte Sturm e dal Jabberwock.
  • Indagare le voci di Oronzo prima che riescano a imporgli un omicidio.
  • Riprendere la caccia al Calice dell'Ira e al mascherato volante.
  • Trovare Glorandel Alauital, noto nell'Impero come Gargius Bjorg.

Situazione attuale:

  • La compagnia ha lasciato la Torre Hess danneggiata e viaggia sul carrozzone con gli artefatti recuperati, Bernard e un secondo prigioniero.
  • Il prossimo percorso dipendera' dalle piste di Housern e Ubersreik, dalla caccia al Calice e dall'urgenza di trovare aiuto per Oronzo.

"Cap. LII. Un patto segreto richiede silenzio per ingannare il nemico. Una voce segreta richiede silenzio per non spaventare gli amici. Temo di avere accettato entrambe le discipline nello stesso pomeriggio, senza possedere talento per nessuna delle due."

-- Leonardo Isacco da Ponzacco, taccuino da viaggio