Capitolo IV: Padre Gustavus e il Sogno dei Passeri
L'Incontro a Eppiswald
Durante le indagini a Eppiswald, la compagnia incontrò Padre Gustavus, un anziano sacerdote di Sigmar che viveva ai margini del villaggio. La sua cecità fisica sembrava compensata da una vista spirituale acuta e tormentata, come se i suoi occhi spenti guardassero costantemente un orrore invisibile agli altri.
Il Sogno Profetico
Gustavus non parlò di fatti o documenti, ma di visioni. Raccontò un sogno ricorrente che aveva fatto tremare la sua anima:
"Ho visto dei piccoli passeri volare disperati dalla foresta oscura verso un posatoio precario che si affaccia sul Fiume Söll. Un gufo saggio fa cadere un anello, avvertendo i passeri di un percorso pericoloso verso un martello speciale. Mentre i passeri litigano tra loro, un grande falco che indossa la livrea di un martello scarlatto si avventa dal cielo, uccidendo un passero e disperdendo gli altri. L'ultimo passero cede l'anello al falco per salvarsi la vita, solo per essere schernito e avvertito che gli è permesso vivere soltanto fino a quando il falco non deciderà di divorarlo... e nessuno crederà mai alla sua storia senza l'anello."
L'Ordo Scriptoris
Gustavus riconobbe nella compagnia i passeri del suo sogno. Con mani tremanti, consegnò loro due oggetti carichi di significato:
- Una lettera di presentazione per un contatto a Pleidorf.
- Un pesante anello con l'emblema di un'incudine e una piuma incrociate.
L'anello era il simbolo dell'Ordo Scriptoris, un ordine segreto di cronisti e custodi della conoscenza la cui esistenza stessa era considerata un'eresia dalla Chiesa ufficiale. Gustavus spiegò che lo Scriptoris operava nell'ombra per preservare le verità che altri volevano bruciare.
Il sacerdote consigliò al gruppo di recarsi a Karak Hirn, la roccaforte nanica nelle Montagne Nere: lì, nella Sala dei Mercanti aperta agli stranieri, avrebbero dovuto cercare la taverna "Black Caves" e chiedere di Fratello Bartern, un contatto fidato dell'Ordo Scriptoris. I cronisti avevano trovato rifugio tra i nani, lontano dagli occhi della Chiesa. Il messaggio era chiaro: l'Ordine del Sacro Martello (il Falco Scarlatto) era a caccia, e solo la protezione di un altro ordine segreto poteva offrire loro una minima speranza di sopravvivenza.